Rivoluzione a Teheran: Mojtaba Khamenei annuncia la vittoria

Rivoluzione a Teheran: Mojtaba Khamenei annuncia la vittoria

 La nuova Guida suprema iraniana nega i raid su Oman e Turchia 

TEHERAN, 20-03-2026 – La nuova Guida suprema dell’Iran, Mojtaba Khamenei, ha ufficialmente rotto il silenzio rivendicando il successo strategico della Repubblica Islamica. Attraverso un messaggio diffuso sulla piattaforma X in occasione del Nowruz, il Capodanno persiano, il leader ha dichiarato che la coalizione avversaria composta da Stati Uniti e Israele è stata definitivamente sconfitta. Questa proclamazione giunge in un momento di estrema tensione, segnando la prima vera presa di posizione del successore di Ali Khamenei, rimasto ucciso in un’operazione aerea lo scorso 28 febbraio, proprio all’esordio del conflitto.

La strategia del nuovo leader tra le mura di Teheran

Il messaggio del leader religioso punta tutto sulla ritrovata coesione interna del Paese. Nonostante le profonde fratture di natura politica, religiosa e culturale che hanno attraversato la società iraniana negli ultimi anni, Mojtaba Khamenei sostiene che l’aggressione esterna abbia generato una barriera impenetrabile. Questa unità nazionale, definita speciale dal vertice di Teheran, avrebbe rappresentato il fattore decisivo per neutralizzare l’offensiva nemica. Il leader, che finora ha evitato apparizioni pubbliche preferendo la comunicazione scritta, ha descritto la resistenza come un muro invalicabile che ha costretto gli avversari a ritirarsi in una spirale di dichiarazioni confuse e prive di fondamento.

Smentite ufficiali sulle operazioni in Oman e Turchia

Un punto centrale della retorica della Guida suprema riguarda il coinvolgimento iraniano nelle recenti azioni belliche regionali. Mojtaba Khamenei ha categoricamente escluso che le forze armate di Teheran o le milizie alleate siano responsabili delle incursioni aeree registrate nei territori dell’Oman e della Turchia. Il leader ha rispedito al mittente le accuse, parlando apertamente di una strategia d’inganno orchestrata dai servizi segreti israeliani. Secondo questa ricostruzione, i raid sarebbero stati eseguiti proprio dal nemico sionista per minare la credibilità iraniana e destabilizzare i rapporti con i paesi vicini, trascinando l’area in un caos controllato.

Nuove direttive di sicurezza per il governo Pezeshkian

Oltre alla celebrazione del trionfo bellico, il messaggio contiene precise istruzioni per l’apparato governativo guidato dal presidente Masoud Pezeshkian. La priorità assoluta è ora quella di invertire il paradigma della sicurezza: non più solo difesa, ma una strategia volta a privare sistematicamente i nemici della loro tranquillità operativa. Tale linea d’azione deve essere applicata sia all’interno dei confini nazionali che nello scacchiere internazionale. Il mandato di Mojtaba Khamenei appare chiaro: l’Iran intende mantenere una postura d’attacco per consolidare i risultati ottenuti sul campo e prevenire ulteriori minacce alla stabilità del regime.

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