Ritrovate le sorelle scomparse: erano a Formia dagli zii

Sorelline scomparse Civitella Alfedena, indagine sottrazione

Sarah e Alisya trovate dopo due settimane. Stanno bene e saranno accolte in una struttura protetta nel Lazio. Il padre ricoverato per un malore dovuto all’emozione

Si è conclusa con il ritrovamento delle due giovani sorelle scomparse da una casa famiglia di Civitella Alfedena la vicenda che per oltre due settimane ha tenuto con il fiato sospeso familiari, investigatori e opinione pubblica. Sarah, 16 anni, e Alisya, 12 anni, sono state rintracciate dai carabinieri a Formia, in provincia di Latina, all’interno dell’abitazione di uno zio materno situata nel quartiere Rio Fresco-Scacciagalline.

Le due ragazze sono state trovate in buone condizioni di salute. Dopo il ritrovamento è stata immediatamente attivata la procedura per il loro trasferimento in una località protetta del Sud del Lazio, dove saranno ospitate in una struttura individuata dalle autorità competenti. La gestione dell’accoglienza è stata affidata al Comune di Formia.

La notizia ha provocato una fortissima emozione nei familiari. Stefano Di Giacinto, padre delle due minori, ha accusato un malore subito dopo aver appreso che le figlie erano state ritrovate. Secondo quanto riferito da Alessia Natali, referente per l’Abruzzo dell’associazione Penelope, l’uomo avrebbe avuto un crollo emotivo ed è stato accompagnato in ospedale per ricevere le cure necessarie.

Il ritrovamento è arrivato al termine di un’intensa attività investigativa coordinata dalle Procure competenti e condotta dai carabinieri. Nei giorni scorsi il procuratore della Repubblica di Cassino, Carlo Fucci, aveva disposto una serie di perquisizioni e verifiche estese a diverse aree del Lazio meridionale nel tentativo di individuare le due giovani.

Tra gli accertamenti effettuati dagli inquirenti vi è stato anche l’ascolto di Youssef, fidanzato della maggiore delle due sorelle. Il giovane è stato sentito per diverse ore dagli investigatori e dal procuratore della Repubblica di Sulmona, Luciano D’Angelo. Gli inquirenti avevano tuttavia precisato che il ragazzo non risultava indagato.

Nelle ore precedenti al ritrovamento, il clima tra i familiari era diventato particolarmente pesante. La madre delle ragazze aveva espresso tutta la propria preoccupazione, arrivando a temere il peggio. Il padre, invece, aveva continuato a manifestare fiducia nella possibilità che le figlie fossero vive e in sicurezza.

Gli sviluppi dell’inchiesta sembrano rafforzare una delle ipotesi investigative formulate nei giorni scorsi, quella di un allontanamento volontario sostenuto da persone conosciute dalle ragazze. Secondo Alessia Natali, le minori potrebbero essere state aiutate fin dalle prime fasi della fuga dalla struttura, attraverso un percorso studiato per evitare controlli e facilitare il trasferimento lontano dalla casa famiglia.

Il fatto che Sarah e Alisya siano state trovate presso l’abitazione di un parente contribuisce a dare consistenza a questa ricostruzione, anche se restano ancora numerosi aspetti da chiarire. Gli investigatori dovranno ora ricostruire nel dettaglio gli spostamenti effettuati dalle due sorelle durante le settimane di assenza e verificare eventuali responsabilità di chi avrebbe favorito o organizzato il loro allontanamento.

Per fare piena luce sulla vicenda è stata annunciata una conferenza stampa presso la Procura della Repubblica di Sulmona, durante la quale saranno forniti ulteriori elementi sulle indagini e sulle circostanze che hanno portato al ritrovamento delle due giovani.

La storia si conclude così con un esito positivo sul piano umano, grazie al ritrovamento delle ragazze sane e salve. Restano però aperti diversi interrogativi che magistratura e forze dell’ordine saranno chiamate ad approfondire nelle prossime settimane per accertare l’intera dinamica della scomparsa e le eventuali responsabilità connesse all’accaduto.

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