Mille lavoratori sfilano a Napoli tra diritti e flessibilità
Il cuore pulsante della città partenopea si è trasformato nel centro nevralgico di una mobilitazione sindacale di portata nazionale. Venerdì 20 marzo 2026, una folla composta da circa mille lavoratori del comparto food delivery ha dato vita a un imponente corteo partito da piazza Dante. La manifestazione, organizzata con determinazione dal sindacato Ugl, ha attraversato le vie storiche per concludersi solennemente davanti alla Prefettura in piazza Plebiscito. Al termine della marcia, una delegazione è stata ufficialmente ricevuta dal viceprefetto Dario Annunziata. Al centro della vertenza non vi è soltanto la legittima richiesta di adeguamenti economici, ma la salvaguardia di un modello contrattuale che punta a coniugare l’indipendenza operativa con la sicurezza sociale dei fattorini digitali.
I rappresentanti sindacali hanno ribadito con estrema chiarezza la propria visione strategica sul futuro occupazionale del settore. Gianluca Mancini, segretario nazionale dell’Ugl Rider, ha sottolineato come l’ecosistema delle consegne a domicilio non possa reggere l’impatto di una trasformazione massiva in lavoro subordinato per 40.000 addetti. Secondo l’analisi del sindacato, un irrigidimento burocratico del genere rischierebbe di compromettere la sostenibilità delle piattaforme e la libertà organizzativa degli stessi lavoratori. Di conseguenza, la protesta mira a consolidare lo status di lavoratore autonomo, esigendo però dalle multinazionali del delivery un incremento sostanziale delle tariffe minime e l’introduzione di garanzie assicurative più stringenti per chi opera quotidianamente nel traffico cittadino.
Paolo Capone, segretario generale dell’Ugl, intervenendo direttamente alla mobilitazione di Napoli, ha ricordato il valore storico del Ccnl Assodelivery-Ugl. Prima della firma di questo accordo, il settore era percepito come una sorta di “far west” privo di regole certe e tutele minime. Attraverso la contrattazione collettiva, il sindacato rivendica di aver conferito dignità e diritti reali a una categoria che rischiava l’emarginazione sociale. La piazza odierna ha dunque chiesto di non smantellare questo percorso, ma di potenziarlo ulteriormente per rispondere alle nuove sfide della gig economy. L’obiettivo resta quello di garantire che la flessibilità non si traduca mai più in assenza di protezioni, trasformando la velocità delle consegne in un lavoro sicuro e giustamente retribuito.
L’incontro presso la Prefettura con il viceprefetto Annunziata ha segnato un passaggio politico fondamentale per la tenuta della vertenza. Le autorità hanno accolto formalmente le istanze dei manifestanti, impegnandosi a monitorare le condizioni di sicurezza e l’equità dei compensi distribuiti dalle piattaforme operanti a Napoli. La giornata si conclude con un segnale di forte unità interna alla categoria, pronta a dare battaglia se le promesse di miglioramento non dovessero tradursi in atti concreti. La mobilitazione dimostra che la maturità sindacale dei lavoratori digitali è ormai un dato di fatto, capace di influenzare le decisioni politiche e di imporre un’agenda basata sull’equilibrio tra innovazione dei servizi e rispetto dei diritti umani e professionali.

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