Ricorso respinto, a Roma Gianni Alemanno resta detenuto in cella

Ricorso bocciato in Cassazione, a Roma conferma della pena

I giudici della Corte di Cassazione hanno dichiarato inammissibile il ricorso straordinario presentato dalla difesa di Gianni Alemanno, confermando così la permanenza in carcere dell’ex sindaco di Roma, detenuto dal 31 dicembre 2024 dopo la revoca dei servizi sociali. La decisione, arrivata nella giornata del 9 gennaio, chiude un ulteriore tentativo dei legali di ottenere una revisione della condanna a un anno e dieci mesi per traffico di influenze, pena divenuta definitiva dopo il rigetto delle precedenti istanze.

La difesa puntava a ottenere la revoca parziale della sentenza, sostenendo che l’abrogazione del reato di abuso d’ufficio avrebbe dovuto incidere sul primo capo di imputazione contestato ad Alemanno. L’avvocato Cesare Placanica aveva infatti presentato un’istanza mirata a rimettere in discussione la pronuncia della Prima Sezione Penale della Cassazione, che nel gennaio 2024 aveva già respinto la richiesta di cancellazione della condanna emessa dalla Corte d’Appello di Roma.

Secondo quanto emerso, i supremi giudici hanno ritenuto l’argomentazione difensiva priva dei presupposti necessari per riaprire il procedimento, confermando la validità della precedente decisione e ribadendo che l’abolitio criminis non incide sulla parte della sentenza relativa al traffico di influenze, reato rimasto pienamente vigente. Il procuratore generale aveva chiesto il rigetto, posizione poi accolta integralmente dalla Corte.

La pronuncia consolida un quadro giudiziario già definito e lascia l’ex primo cittadino nella stessa condizione detentiva, senza ulteriori margini immediati per modificare l’esecuzione della pena. La difesa valuterà ora eventuali strade alternative, ma il pronunciamento della Cassazione rappresenta un passaggio decisivo che rafforza la stabilità della condanna e chiude, almeno per il momento, ogni spiraglio di revisione.

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