Maxi operazione colpisce organizzazione attiva dentro Reggio Calabria
La ricettazione emerge come fulcro dell’ampia operazione che, all’alba di oggi, ha colpito una struttura radicata nel quartiere di Arghillà, dove un gruppo organizzato avrebbe gestito per mesi un flusso continuo di veicoli rubati, smontati in tempi rapidissimi o restituiti dietro pagamento. L’intervento dei Carabinieri della Compagnia di Reggio Calabria, affiancati dal 14° Battaglione Calabria e dai militari della Stazione di Senago, ha dato esecuzione all’ordinanza firmata dal GIP il 7 gennaio 2026, su richiesta della Procura, disponendo la custodia cautelare in carcere per sette persone e i domiciliari per altre dieci.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’indagine – avviata nell’ottobre 2024 e chiusa nell’aprile 2025 – ha permesso di delineare un quadro operativo ripetuto con precisione quasi industriale. I veicoli sottratti nelle vie cittadine venivano trasferiti immediatamente ad Arghillà, dove una rete di soggetti specializzati procedeva alla “cannibalizzazione” delle auto, smontate in poche ore per alimentare un mercato parallelo di pezzi di ricambio. Un’attività condotta con tale sistematicità da trasformare alcune aree del quartiere in vere e proprie discariche a cielo aperto, con carcasse abbandonate e un impatto ambientale crescente.
Le telecamere installate dagli inquirenti hanno documentato anche episodi di “cavallo di ritorno”, con richieste estorsive rivolte ai proprietari per riavere i mezzi sottratti. In almeno due casi, le immagini hanno immortalato l’intera sequenza, dalla sottrazione del veicolo alla trattativa imposta alle vittime.
Il GIP ha inoltre evidenziato come gli indagati adottassero contromisure costanti per evitare controlli, scambiandosi informazioni sulla presenza delle forze dell’ordine e sui movimenti sospetti nel quartiere. Un comportamento che, unito alla frequenza quasi quotidiana dei reati – anche durante le festività natalizie, di giorno e di notte – ha contribuito a definire un quadro di forte allarme sociale.
Tra gli episodi più significativi, l’indagine ha documentato furti avvenuti nei parcheggi di strutture ospedaliere e un caso che ha coinvolto una troupe televisiva impegnata in un servizio proprio ad Arghillà. Le attività di riscontro hanno portato al recupero di numerose auto rubate, a ingenti quantità di componenti meccaniche e al sequestro di armi riconducibili al gruppo.
Il procedimento resta nella fase delle indagini preliminari, con un impianto indiziario ritenuto solido ma ancora suscettibile di ulteriori sviluppi nelle prossime fasi giudiziarie.

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