Rete Hamas in Europa smantellata: 9 arresti

Rete Hamas in Europa smantellata: 9 arresti

Fondi illeciti da charities a Gaza: 7 mln euro

La Procura di Genova ha coordinato un’operazione che ha portato all’arresto di nove persone, accusate di aver canalizzato ingenti risorse verso Hamas attraverso un’articolata struttura europea. La rete, radicata anche in Italia, operava con una leadership nazionale affidata a Mohammad Hannoun, figura apicale del cosiddetto comparto estero dell’organizzazione terroristica. Sopra di lui, Majed Al Zeer coordinava le “arene europee”, nuclei operativi sparsi in vari Paesi, trasferendosi poi in Turchia per sfuggire a restrizioni tedesche.

Le indagini hanno messo in luce come associazioni filantropiche, apparentemente dedite ad aiuti umanitari per i palestinesi, fungessero da copertura per flussi illeciti. Queste entità, collegate a charities in Olanda, Regno Unito e Austria – già segnalate da autorità internazionali – raccoglievano donazioni religiose come la zakat e proventi da eventi comunitari in numerose sedi italiane. Complessivamente, gli inquirenti stimano 7 milioni di euro destinati a Hamas, pari al 71% dei fondi raccolti, con ulteriori 8 milioni sotto sequestro patrimoniale.

I proventi venivano reinvestiti strategicamente: una quota sostanziale finiva in acquisti di immobili all’asta, soprattutto tra Modena e Reggio Emilia, per un totale di oltre 90 unità tra appartamenti, autorimesse e terreni, senza mutui bancari. Questa pratica riciclava contanti e generava rendite aggiuntive. Dopo l’attacco del 7 ottobre 2023, i trasferimenti abbandonarono canali bancari con causali fittizie, optando per corrieri che trasportavano denaro fisico verso Gaza, eludendo controlli rafforzati.

Elementi probatori cruciali emergono da sequestri di dispositivi digitali, contenenti registri di oltre 25 anni di transazioni, che dimostrano la consapevolezza e l’integrazione del sistema. L’inchiesta, partita da segnalazioni finanziarie sospette, ha coinvolto procure estere e ha colpito città come Genova, Modena, Firenze e Monza, con 25 indagati totali. Le operazioni non intendono sminuire le sofferenze della popolazione palestinese post-7 ottobre.

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