De Luca in primo piano i riformisti cercano spazio nel campo
📌 FLASH NEWS – Matteo Renzi apre la Leopolda a Firenze con Vincenzo De Luca in primo piano. Stefano Ceccanti propone primarie a due turni e spazio a un candidato riformista. Nel centrosinistra resta aperto il confronto su alleanze e regole.
Matteo Renzi inaugura a Firenze la quattordicesima edizione della Leopolda, mentre nell’area riformista si intensifica il confronto sulla partecipazione al centrosinistra e sulle modalità di scelta della leadership. L’appuntamento di Italia Viva assegna un ruolo di primo piano a Vincenzo De Luca, chiamato ad aprire gli interventi sul palco.
La presenza di De Luca accompagna il tentativo di rafforzare Casa Riformista e di ampliare il consenso intorno al progetto di Renzi. Resta da definire quale contributo politico potrà assumere in futuro l’autore del libro Nonostante il PD. La sua partecipazione alla manifestazione, intanto, lo colloca tra i protagonisti dell’iniziativa.
Il confronto tra le formazioni centriste
La costruzione di un’area riformista nel centrosinistra deve misurarsi con la presenza di più iniziative politiche. Accanto a Casa Riformista si muovono Più Europa, con Riccardo Magi, Progetto Civico Italia e le esperienze legate a Ernesto Maria Ruffini e Vincenzo Spadafora. Al momento non viene indicato un accordo per riunire queste componenti in una lista comune.
Alessandro Onorato propone Progetto Civico Italia come una componente di centro della coalizione. Il suo rapporto con Goffredo Bettini si accompagna a posizioni contrarie al riarmo, all’incremento delle spese della NATO e all’aumento degli aiuti militari all’Ucraina.
Il progetto ha inoltre stretto un’associazione con Controcorrente, la formazione siciliana di Ismaele La Vardera alla quale aveva aderito Antonio Ingroia. Quest’ultimo, alle elezioni politiche del 2013, aveva guidato un raggruppamento comprendente Rifondazione Comunista, Partito dei Comunisti Italiani, Italia dei Valori, Verdi e Movimento Arancione di Luigi de Magistris.
Ceccanti propone il ballottaggio
Sul percorso della coalizione interviene Stefano Ceccanti, professore ordinario di diritto pubblico comparato alla Sapienza Università di Roma ed ex parlamentare del Partito Democratico. Nell’intervista a Sara Gilardi sostiene la necessità delle primarie, ma contesta una competizione limitata a un solo turno tra Elly Schlein e Giuseppe Conte.
Secondo Ceccanti, un confronto organizzato esclusivamente intorno ai due leader rischierebbe di ridurre la partecipazione e di lasciare divisioni nell’elettorato. La soluzione proposta è il doppio turno: una prima votazione aperta a candidature rappresentative delle diverse sensibilità, seguita dal ballottaggio.
A sostegno della sua posizione richiama le primarie del 2012. Ricorda che Pier Luigi Bersani passò da quasi un milione e quattrocentomila voti al primo turno a oltre un milione e settecentomila al secondo. Nella sua lettura, quel risultato mostra come il ballottaggio possa rafforzare la legittimazione del vincitore.
L’ipotesi di una candidatura riformista
Ceccanti considera possibile una candidatura di Giorgio Gori, richiamando l’apertura che nel 2012 consentì a Matteo Renzi di competere con Pier Luigi Bersani. Sottolinea che una pluralità di candidature trova spazio nello Statuto del Partito Democratico.
Esprime invece preoccupazione per l’eventuale introduzione di una soglia di consensi in Assemblea difficilmente raggiungibile da candidati diversi dalla segretaria. A suo giudizio, una simile scelta potrebbe spingere una parte degli elettori ad astenersi, rafforzare Giuseppe Conte e indebolire la competitività complessiva del centrosinistra.
Quanto alla disponibilità di Matteo Renzi a sostenere Conte in caso di vittoria, Ceccanti la riconduce alla logica della consultazione: partecipare alle primarie comporta l’accettazione del risultato e il sostegno a chi prevale.
Le divergenze nel Partito Democratico e in AVS
Il professore descrive la linea del Partito Democratico come largamente vicina a quelle di Alleanza Verdi e Sinistra e Movimento 5 Stelle, con una differenza sulla questione ucraina che considera troppo circoscritta. Invita i riformisti a esprimere apertamente le proprie posizioni, soprattutto sulla difesa e sulla collocazione internazionale.
Richiama inoltre le questioni sollevate dal confronto sull’antisemitismo e dalla presenza, a suo giudizio, di orientamenti filorussi anche tra dirigenti del Partito Democratico. Annuncia che questi temi saranno affrontati a Orvieto, nell’incontro di Libertà Eguale e Base Italia indicato per il 24 e 25.
In Alleanza Verdi e Sinistra emerge intanto una differenza sull’opportunità di partecipare alle primarie. Angelo Bonelli manifesta resistenze alla candidatura, mentre Nicola Fratoianni sostiene la necessità che l’alleanza sia rappresentata qualora la coalizione scelga questa strada. La definizione delle regole resta quindi intrecciata al confronto sulle candidature e sull’equilibrio politico del centrosinistra.

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