Maria Spinelli uccisa a 22 anni, cinque feriti al rave Aarau
📌 FLASH NEWS – Arrestato un 43enne svizzero per la sparatoria nel rave di Aarau in cui è morta Maria Spinelli, 22enne italiana. Cinque persone sono rimaste ferite. La polizia ritiene che l’uomo abbia agito da solo. Il movente rimane oscuro.
Arrestato un cittadino svizzero di 43 anni
Un cittadino svizzero di 43 anni è stato arrestato nell’ambito delle indagini sulla sparatoria avvenuta durante il rave party di Aarau, nel cantone di Argovia, dove ha perso la vita Maria Spinelli, 22enne italiana originaria dell’Abruzzo. Altre cinque persone sono rimaste ferite.
La svolta nelle indagini è arrivata nella notte tra domenica 30 e lunedì 31 agosto 2026. Secondo quanto comunicato dalla polizia cantonale di Argovia, il sospettato è stato fermato poco prima dell’una di lunedì e successivamente arrestato. Gli investigatori ritengono, allo stato attuale delle indagini, che possa aver agito da solo.
Restano invece ancora da chiarire il movente, l’esatta successione degli eventi e il contesto nel quale è maturato l’attacco. Le autorità svizzere stanno proseguendo gli accertamenti per ricostruire ogni fase della sparatoria.
Gli spari durante il rave party di Aarau
La tragedia si è consumata nelle prime ore di domenica 30 agosto, nell’area della Pferderennbahn di Schachen, ad Aarau, dove era in corso un rave party dedicato alla musica techno.
Erano circa le 2.30 quando sono stati esplosi numerosi colpi d’arma da fuoco. La manifestazione stava volgendo al termine e molti partecipanti si stavano dirigendo verso l’uscita. Inizialmente alcune persone avrebbero scambiato le detonazioni per petardi o fuochi d’artificio. In pochi istanti è diventato evidente che si trattava invece di una sparatoria.
La situazione ha provocato momenti di paura tra i presenti. Sul posto sono intervenute le forze dell’ordine e i servizi di emergenza.
Maria Spinelli muore a soli 22 anni
La vittima è Maria Spinelli, cittadina italiana di 22 anni. La giovane era originaria di Atri, in provincia di Teramo, e aveva vissuto a Città Sant’Angelo, in provincia di Pescara, prima di trasferirsi in Svizzera.
Maria Spinelli aveva completato gli studi nel settore alberghiero e aveva deciso di cercare un’opportunità professionale all’estero. In Svizzera aveva trovato lavoro come cameriera nel settore della ristorazione. Era inoltre appassionata di musica techno.
La ragazza è stata raggiunta dai colpi esplosi durante la sparatoria e per lei non c’è stato nulla da fare.
La morte della ventiduenne ha colpito profondamente le comunità abruzzesi alle quali era legata. Il sindaco di Città Sant’Angelo Matteo Perazzetti ha espresso la vicinanza dell’amministrazione e della comunità alla famiglia.
Cinque persone ferite, tra loro due italiani
Oltre a Maria Spinelli, cinque persone sono rimaste ferite nella sparatoria. Il bilancio comunicato dalle autorità comprende quattro uomini e una donna.
Tra i feriti figurano anche due cittadini italiani, che hanno riportato lesioni lievi e sono stati successivamente dimessi dall’ospedale. Gli altri feriti, secondo le informazioni diffuse dopo l’attacco, non risultano in pericolo di vita.
La vicenda ha immediatamente coinvolto anche le autorità italiane. La Farnesina, attraverso le strutture diplomatiche presenti in Svizzera, ha seguito gli sviluppi del caso e la situazione dei connazionali coinvolti.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha disposto l’invio di una task force ad Aarau con il compito di assistere le famiglie degli italiani coinvolti e mantenere il raccordo con le autorità elvetiche.
Una vasta operazione per individuare il responsabile
Dopo la sparatoria era scattata una vasta caccia all’uomo. Le ricerche avevano assunto dimensione nazionale e internazionale, con il coinvolgimento anche delle autorità tedesche per la relativa vicinanza della zona al confine con la Germania.
La polizia cantonale aveva mobilitato un consistente dispositivo per identificare e rintracciare l’autore o gli autori dell’attacco.
La svolta è arrivata con il fermo del 43enne svizzero, avvenuto poco prima dell’una del 31 agosto. Secondo la ricostruzione fornita successivamente dalla polizia, l’uomo è fortemente sospettato di essere responsabile della sparatoria. Gli investigatori lavorano attualmente sull’ipotesi che l’attacco sia stato compiuto da una sola persona.
L’arresto non chiude tuttavia l’inchiesta. Restano diversi elementi da chiarire, a partire dalle ragioni che avrebbero determinato l’azione armata.
Due differenti tipi di munizioni sulla scena
Uno degli aspetti sui quali si concentra l’attività investigativa riguarda le armi utilizzate. Sul luogo della sparatoria sarebbero state individuate tracce di munizioni di due differenti calibri.
Questo elemento aveva inizialmente contribuito a rendere più complessa la ricostruzione, alimentando anche l’ipotesi della presenza di più persone armate. Gli investigatori ritengono però possibile che un unico responsabile abbia utilizzato due armi differenti.
L’accertamento della dinamica balistica rappresenta quindi uno dei punti centrali dell’inchiesta, insieme all’analisi delle testimonianze raccolte tra le persone che si trovavano al rave.
Le autorità hanno inoltre chiesto ai partecipanti di mettere a disposizione fotografie e filmati realizzati durante la manifestazione, materiale che potrebbe contribuire alla ricostruzione degli spostamenti dell’autore della sparatoria.
Il movente rimane ancora da accertare
Nonostante l’arresto del 43enne, il movente dell’attacco resta sconosciuto. Gli investigatori svizzeri avevano indicato più scenari investigativi, senza attribuire inizialmente priorità definitiva a uno di essi.
Tra le possibilità prese in considerazione figurano un’azione terroristica, una sparatoria indiscriminata oppure un atto criminale riconducibile a motivazioni non ancora individuate.
L’arresto dovrà ora consentire agli investigatori di approfondire il profilo del sospettato e verificare eventuali collegamenti con la manifestazione, con le persone presenti e con la giovane italiana rimasta uccisa.
Allo stato attuale non è stato comunicato un movente certo e le autorità hanno mantenuto aperti gli accertamenti sul contesto nel quale è maturata la sparatoria.
Disposta l’autopsia sul corpo della giovane italiana
Parallelamente all’indagine penale proseguono gli accertamenti medico-legali sulla morte di Maria Spinelli. Sul corpo della ventiduenne è stata disposta l’autopsia, destinata a fornire ulteriori elementi sulla dinamica e sulle ferite provocate dai colpi.
Dopo gli accertamenti sarà possibile procedere agli ulteriori adempimenti necessari per il riconoscimento formale e per il successivo rientro della salma.
La famiglia può contare sull’assistenza delle strutture consolari italiane in Svizzera, mentre in Abruzzo prosegue il cordoglio per la morte della giovane.
Anche il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio ha espresso vicinanza alla famiglia, agli amici e alle comunità di Atri e Città Sant’Angelo, rivolgendo un pensiero anche alle altre persone rimaste ferite.
Le indagini proseguono dopo l’arresto
Il fermo del cittadino svizzero rappresenta il passaggio più importante registrato finora nell’inchiesta, ma non conclude il lavoro degli investigatori.
La polizia cantonale di Argovia deve stabilire con precisione la sequenza degli spari, individuare le armi utilizzate, chiarire gli spostamenti del sospettato e soprattutto ricostruire le ragioni dell’attacco. Secondo le informazioni diffuse il 31 agosto, gli investigatori considerano il 43enne il presunto unico autore della sparatoria.
Resta quindi aperta la questione centrale del movente. L’inchiesta dovrà inoltre stabilire ogni responsabilità individuale sulla base degli elementi raccolti.
Per il cittadino svizzero arrestato vale la presunzione di innocenza fino a un eventuale accertamento definitivo della responsabilità penale. La sparatoria di Aarau lascia intanto un bilancio di una giovane italiana morta e cinque persone ferite, mentre le autorità svizzere continuano a lavorare per ricostruire integralmente quanto accaduto nella notte del rave.

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