Rapina con taser a Torino, quattro arresti per l’aggressione

Rapina con taser a Torino, quattro arresti per l'aggressione

Agguato in strada del Drosso, la vittima è un uomo straniero

L’indagine, convenzionalmente denominata Operazione Scossa, ha portato all’esecuzione di quattro misure cautelari in carcere emesse dal G.I.P. del Tribunale di Torino. I fatti risalgono alla serata del 7 giugno 2025, quando un cittadino del Camerun di 40 anni, residente in Francia, è rimasto vittima di un violento assalto in strada del Drosso.

L’agguato nel quartiere Mirafiori sud

Il gruppo, composto da quattro uomini di origine nordafricana con un’età compresa tra i 36 e i 46 anni, aveva concordato un incontro con la vittima per definire affari la cui natura resta ancora da accertare con precisione. Quella che doveva essere una trattativa si è trasformata rapidamente in un tentativo di sequestro e in una successiva spedizione punitiva.

Violenza e utilizzo dello storditore elettrico

Secondo le ricostruzioni effettuate dai militari del Nucleo Operativo della Compagnia Torino Mirafiori, gli indagati avrebbero inizialmente cercato di costringere il quarantenne a salire a bordo di un veicolo. Davanti alla ferma opposizione dell’uomo, è scattata la violenza bruta. Gli aggressori hanno colpito la vittima con una pioggia di calci e pugni, utilizzando inoltre uno storditore elettrico per annullare ogni capacità di difesa. La scarica del taser ha immobilizzato il malcapitato, permettendo ai complici di agire indisturbati. Solo le grida della vittima e il tempestivo affaccio di una residente, allarmata dal frastuono, hanno interrotto l’azione criminale, costringendo il gruppo alla fuga dopo aver sottratto denaro e preziosi.

Il bottino e le indagini dei Carabinieri

Prima di dileguarsi, i rapinatori sono riusciti a impossessarsi di 270 euro in contanti, documenti di identità, carte di credito, monili d’oro e il telefono cellulare della vittima. L’uomo, trasportato in ospedale e dimesso con una prognosi di sette giorni, è successivamente rientrato in territorio francese. Tuttavia, il lavoro degli inquirenti, coordinati dalla Procura della Repubblica, non si è mai fermato. Attraverso l’analisi meticolosa delle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza, testimonianze oculari e rilievi tecnici sulle utenze telefoniche, i Carabinieri hanno raccolto gravi indizi di colpevolezza a carico dei quattro soggetti coinvolti.

Tentati acquisti online e sequestri

Un ulteriore elemento probatorio è emerso durante il monitoraggio dei flussi finanziari: uno degli indagati ha infatti tentato di utilizzare la carta di credito sottratta per effettuare acquisti su piattaforme online. Durante le perquisizioni domiciliari eseguite nelle scorse settimane, i militari hanno rinvenuto nell’abitazione di uno dei fermati uno storditore elettrico del tutto compatibile con quello descritto dalla vittima e utilizzato durante il pestaggio. L’arma impropria è stata posta sotto sequestro e costituisce un tassello fondamentale nel quadro accusatorio che ha spalancato le porte del carcere per i quattro responsabili della violenta rapina.

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