I droni colpiscono l’hub di San Pietroburgo durante il forum
Il conflitto tra Russia e Ucraina registra una nuova e significativa escalation militare sul fronte interno. Nella giornata di oggi, mercoledì 3 giugno, le forze di Kiev hanno condotto un attacco strategico a lungo raggio che ha colpito direttamente il territorio di San Pietroburgo. L’operazione ha preso di mira il terminal petrolifero della seconda città russa, provocando un devastante incendio all’interno dell’infrastruttura energetica.
L’azione bellica si è consumata in concomitanza con l’apertura del Forum economico internazionale, l’importante vertice annuale che riunisce leader aziendali e funzionari governativi sotto la presidenza di Vladimir Putin. L’attacco ucraino ha dunque colpito un nodo cruciale sia dal punto di vista logistico che simbolico per la Federazione Russa, proprio nel momento di massima visibilità internazionale della città.
Le reazioni del Cremlino e le contromisure di Mosca
La risposta dei vertici russi non si è fatta attendere. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha annunciato che Mosca reagirà a questa nuova offensiva. Secondo il funzionario, l’operazione militare speciale proseguirà con l’obiettivo prioritario di impedire simili incursioni sul suolo nazionale. La definizione delle contromisure specifiche spetterà ora ai vertici del ministero della Difesa e alle istituzioni locali.
Nel frattempo, le ripercussioni sul trasporto aereo sono state immediate. Le autorità hanno imposto severe restrizioni ai voli presso l’aeroporto Pulkovo di San Pietroburgo. L’agenzia di stampa statale Tass ha riferito che circa trenta voli hanno subito ritardi superiori alle due ore, mentre altri nove velivoli sono stati costretti a deviare la propria rotta verso scali alternativi per garantire la sicurezza dei passeggeri.
La dinamica del raid e i danni strutturali al porto
Le testimonianze visive diffuse dagli abitanti della metropoli russa mostrano chiaramente colonne di fumo nero e fiamme sprigionarsi dall’impianto situato nel Golfo di Finlandia. Il terminal colpito rappresenta uno dei principali hub russi per lo stoccaggio e l’esportazione di carburante, capace di movimentare circa dodici milioni e mezzo di tonnellate di prodotti petroliferi ogni anno tramite collegamenti ferroviari, stradali e fluviali.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha confermato il successo dell’operazione attraverso un messaggio pubblico. Il capo di Stato ha sottolineato come le installazioni colpite, distanti oltre mille chilometri dal confine ucraino, siano direttamente funzionali al sostentamento dello sforzo bellico di Mosca. L’azione coordinata ha visto l’impiego di droni d’attacco gestiti dai servizi di sicurezza e dalle forze speciali di Kiev.
Obiettivi multipli e attacchi nella penisola di Crimea
L’offensiva ucraina non si è limitata alla sola area di San Pietroburgo. Fonti ufficiali hanno confermato che i droni hanno preso di mira anche la base militare di Kronstadt e un’azienda manifatturiera nella regione di Tambov, specializzata nella produzione di armamenti per l’esercito russo. Il governatore della regione di Leningrado ha dichiarato l’abbattimento di cinquanta velivoli senza pilota nell’area circostante.
Contemporaneamente, la tensione resta altissima anche nei territori meridionali. Un attacco condotto tramite droni ha colpito un autobus di linea che viaggiava tra Mosca e Simferopol, nella penisola di Crimea. Il bilancio ufficiale fornito dalle autorità filorusse indica la morte di sette passeggeri e il ferimento di altre undici persone. Sul fronte opposto, si aggrava il bilancio delle vittime dei precedenti raid russi sulle città ucraine, con sedici morti registrati a Dnipro e sei nella capitale Kiev.

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