Putin insiste sul Donbass, avanzata russa rallentata

Putin insiste sul Donbass, avanzata russa rallentata

Dati ISW mostrano progressi minimi e tempi lunghi

Putin insiste – Vladimir Putin torna a evocare un cessate il fuoco nella guerra in Ucraina, ma lo condiziona al ritiro di Kiev dal Donbass. Una richiesta che equivale a pretendere il controllo di territori che Mosca non domina e che, secondo le analisi indipendenti, potrebbe non conquistare mai. La realtà sul campo mostra infatti un conflitto statico, con avanzamenti russi minimi e un futuro incerto per la regione di Donetsk.

Il think tank Institute for the Study of War, con sede a Washington, sottolinea che la narrativa del Cremlino non coincide con i dati. L’avanzata russa è lenta e frammentata: le truppe hanno concentrato gli sforzi su Pokrovsk e sulla vicina Myrnohrad, ma senza risultati decisivi. Pokrovsk, un tempo nodo logistico vitale per Kiev, è diventata teatro di scontri prolungati. Dal 31 luglio al 26 novembre, Mosca ha guadagnato appena 0,12 chilometri al giorno, consolidando il controllo su circa 66% della città.

Il quadro generale non è più incoraggiante. Tra il 15 agosto e il 20 novembre, le forze russe hanno registrato un incremento medio di 9,3 chilometri quadrati al giorno, soprattutto nelle aree di Dnipopetrovsk e Zaporizhzhia. Tuttavia, mantenendo questo ritmo, la conquista completa del Donetsk non arriverebbe prima di agosto 2027, prospettando almeno altri due anni di guerra.

La prospettiva di un cessate il fuoco “a tavolino” appare dunque irrealistica. Kiev continua a resistere, riorganizzando rotte e rifornimenti, mentre Mosca fatica a trasformare i piccoli guadagni territoriali in una vittoria strategica.

(Mst/Adnkronos)

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