Ucraina sotto attacco, tregua finita e resta il nodo Patriot
📌 FLASH NEWS – Putin e Trump hanno parlato per un’ora della guerra in Ucraina. Mosca nega piani aggressivi contro l’Europa. Intanto, scaduta la tregua di tre giorni, i raid russi sono ripresi su Kiev e altre città. Resta il nodo Patriot Ue.
Il confronto diplomatico tra Stati Uniti e Russia torna al centro della guerra in Ucraina mentre, sul terreno, sono ripresi gli attacchi dopo la conclusione della tregua di tre giorni concordata in coincidenza con la missione degli inviati americani a Mosca e Kiev. Vladimir Putin e Donald Trump hanno avuto un colloquio telefonico durato circa un’ora, definito dal Cremlino costruttivo e franco.
La conversazione si è concentrata sulle prospettive per arrivare alla fine delle ostilità e sugli esiti della missione condotta da Steve Witkoff e Jared Kushner, rappresentanti della Casa Bianca che hanno incontrato le parti nei giorni precedenti.
Contemporaneamente è tornata ad aggravarsi la situazione militare. Kiev è stata nuovamente colpita dai raid russi, insieme ad altre aree dell’Ucraina, mentre un attacco con droni ha interessato la città russa di Saratov.
Putin e Trump discutono delle condizioni per fermare la guerra
A riferire i contenuti della telefonata è stato Yuri Ushakov, consigliere del Cremlino. Secondo la ricostruzione russa, Vladimir Putin ha illustrato a Donald Trump quali iniziative gli Stati Uniti potrebbero adottare concretamente per accelerare il percorso verso la cessazione dei combattimenti.
Il presidente russo ha inoltre sostenuto che Mosca non avrebbe alcun progetto di aggressione nei confronti dell’Europa. Per Putin, le valutazioni sulla minaccia rappresentata dalla Russia verrebbero utilizzate dall’Unione europea per giustificare un aumento degli aiuti destinati all’Ucraina e delle proprie spese militari.
Donald Trump, secondo quanto riferito da Ushakov, ha invece ribadito l’interesse degli Stati Uniti per una rapida conclusione del conflitto, indicando una soluzione della guerra come passaggio capace di riaprire anche la prospettiva di una normalizzazione dei rapporti tra Washington e Mosca.
Il presidente statunitense avrebbe evidenziato anche le potenziali conseguenze economiche positive derivanti da un eventuale ripristino delle relazioni commerciali tra Stati Uniti e Russia.
Restano aperti i contatti tra Washington e Mosca
Putin e Trump hanno concordato di mantenere aperto il canale diretto e di tornare a sentirsi telefonicamente quando le circostanze lo renderanno necessario. Nel colloquio sono entrate anche le questioni umanitarie legate alla guerra.
Tra gli argomenti affrontati figurano gli scambi di persone detenute e condannate. Ushakov ha inoltre riferito che Putin ha riconosciuto l’impegno della first lady Melania Trump per favorire il ritorno alle rispettive famiglie di bambini russi e ucraini.
Il Cremlino ha fatto sapere che il presidente russo ha presentato alla controparte statunitense anche la propria valutazione dell’andamento delle operazioni militari e delle prospettive legate agli obiettivi perseguiti da Mosca.
Zelensky punta a un nuovo incontro con Trump
Sul versante ucraino, Volodymyr Zelensky continua a considerare determinante il ruolo diplomatico degli Stati Uniti. Il presidente ucraino ha annunciato di contare su un incontro con Donald Trump intorno al 20 settembre.
Uno dei dossier centrali resta quello della difesa aerea ucraina e, in particolare, dei sistemi Patriot. Kiev considera il rafforzamento della capacità di intercettazione una priorità, soprattutto di fronte all’impiego russo di differenti tipologie di missili e droni.
Zelensky sostiene di aver ricevuto indicazioni secondo le quali la Russia sarebbe disponibile a negoziare, ma mantiene una posizione prudente alla luce della prosecuzione delle operazioni militari.
Tra le ipotesi esaminate nel percorso diplomatico figurano possibili intese sulle infrastrutture energetiche, le spedizioni di grano e le esportazioni di petrolio e gas, con l’obiettivo di individuare misure di de-escalation prima dell’inverno.
Via libera europeo alla deroga per i sistemi Patriot
Sul fronte degli aiuti è intervenuta la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, annunciando l’accordo degli Stati membri sulla deroga destinata a consentire all’Ucraina l’acquisto di prodotti essenziali per i sistemi di difesa aerea Patriot.
Von der Leyen ha spiegato che il prossimo esborso previsto ammonta a 3,2 miliardi di euro e dovrebbe contribuire al rafforzamento della protezione dello spazio aereo ucraino. La somma si aggiunge agli 8,4 miliardi già erogati nell’ambito del Prestito di Sostegno all’Ucraina, utilizzabile anche per la difesa aerea.
L’obiettivo indicato dalla Commissione europea è continuare a sostenere Kiev e, nello stesso tempo, consolidare la capacità difensiva europea.
Londra stanzia 100 milioni di sterline per Kiev
Anche il Regno Unito ha annunciato nuovi interventi destinati alla difesa aerea ucraina in vista dell’inverno. Lo stanziamento comunicato ammonta a 100 milioni di sterline, circa 116 milioni di euro.
Il pacchetto comprende intercettori per la difesa aerea, munizioni di artiglieria di grosso calibro e droni e rientra nel contributo britannico a un programma della Nato a sostegno dell’Ucraina. Londra ha indicato tra gli equipaggiamenti previsti anche missili Patriot e altri sistemi per contrastare gli attacchi aerei.
Prosegue inoltre il programma britannico per la fornitura di oltre 120 mila droni all’Ucraina nel corso dell’anno. Secondo i dati comunicati, 25 mila erano già stati consegnati.
Riprendono i bombardamenti dopo tre giorni di tregua
Il ritorno della diplomazia non ha impedito una nuova escalation militare. Conclusa la tregua di tre giorni collegata alla missione degli inviati statunitensi, la Russia ha ripreso gli attacchi contro l’Ucraina.
Secondo le autorità militari ucraine, il nuovo ciclo di bombardamenti ha provocato almeno due morti e dieci feriti. A Kiev sono stati segnalati danni in diversi quartieri della capitale. Un edificio residenziale di cinque piani è stato colpito nel distretto di Solomianskyi, mentre nel quartiere di Podilskyi alcuni veicoli hanno preso fuoco.
Il sindaco di Kiev Vitali Klitschko ha riferito della presenza di persone rimaste intrappolate all’interno di un edificio residenziale. L’allerta aerea ha interessato contemporaneamente numerose regioni del Paese.
Zelensky denuncia un attacco complesso e pianificato
Volodymyr Zelensky ha descritto l’offensiva notturna come un’operazione complessa e pianificata per provocare il maggior numero possibile di danni. Secondo il presidente ucraino, le forze russe hanno utilizzato missili balistici, missili da crociera, missili antinave e droni.
Oltre alla capitale sono state interessate altre zone dell’Ucraina. Nella regione di Kiev sarebbero state colpite infrastrutture critiche, mentre nella regione di Odessa è stato raggiunto un mercato. A Kharkiv due persone sono rimaste ferite ed è stato danneggiato un condominio.
È stata inoltre colpita la locomotiva di un treno tra Kiev e Sumy nella stazione di Sumy. Attacchi sono stati segnalati anche nelle regioni di Zaporizhzhia e Dnipro.
Secondo Zelensky, le difese ucraine hanno abbattuto 175 mezzi aerei, ottenendo risultati significativi contro i missili da crociera. Il presidente ha tuttavia sottolineato le persistenti difficoltà nell’intercettazione dei missili balistici.
L’Ungheria espelle dieci diplomatici russi
Alla tensione militare si aggiunge un nuovo fronte diplomatico. L’Ungheria ha disposto l’espulsione di dieci diplomatici russi, accusandoli di avere svolto attività definite inaccettabili.
La reazione di Mosca è stata immediata. Il Cremlino ha annunciato una risposta definita dura e dolorosa, aprendo un ulteriore elemento di tensione nei rapporti tra la Russia e un Paese membro dell’Unione europea.
Lavrov respinge una nuova tregua nel Mar Nero
Restano distanti anche le posizioni sulla possibilità di introdurre una moratoria degli attacchi contro le navi impegnate nel trasporto di merci civili nel Mar Nero.
Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha respinto l’ipotesi sostenendo che una simile tregua sarebbe impossibile da verificare. Il capo della diplomazia russa ha richiamato la precedente esperienza dell’Iniziativa del Mar Nero promossa dal segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres.
La posizione di Mosca mantiene quindi aperto anche questo dossier mentre Stati Uniti e Ucraina valutano possibili misure di de-escalation legate alle infrastrutture, all’energia e alle esportazioni.
L’intelligence ucraina guarda alla guerra fino al 2028
Il quadro diplomatico si intreccia con le valutazioni dell’intelligence militare ucraina. Il capo dell’Hur, Oleh Ivashchenko, ha sostenuto che l’economia russa presenti difficoltà legate alla carenza di forza lavoro, all’aumento del deficit federale e alle condizioni del sistema bancario.
Secondo la valutazione attribuita all’intelligence di Kiev, tuttavia, Mosca disporrebbe ancora di risorse sufficienti per sostenere il conflitto durante il 2027 e il 2028.
Gli attacchi ucraini contro raffinerie, depositi e infrastrutture industriali e logistiche avrebbero l’obiettivo di aumentare la pressione sull’economia russa e rendere più difficili alcune attività commerciali.
In questo scenario, la mediazione statunitense punta a creare le condizioni per un negoziato prima che il conflitto si prolunghi ulteriormente. Il colloquio tra Putin e Trump mantiene aperto il canale politico, mentre la ripresa degli attacchi dopo la tregua conferma la distanza ancora esistente tra l’attività diplomatica e la situazione sul campo.

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