Aule affollate e pochi docenti, bloccati anche trenta campus
📌 FLASH NEWS – In Francia 900 proteste studentesche e 625 fermati. I liceali chiedono più insegnanti e classi meno affollate. Presidi aggrediti, incendi e trasporti bloccati. Il governo accusa La France insoumise, che ne respinge le accuse.
La mobilitazione degli studenti francesi si estende a tutti i dipartimenti del Paese. Il bilancio riportato è di 900 azioni di protesta davanti ai licei e 625 persone fermate, mentre gli universitari hanno bloccato circa trenta campus. Al centro delle richieste ci sono più insegnanti, classi meno numerose e interventi sugli edifici scolastici. Le manifestazioni sono state accompagnate da aggressioni, incendi e interruzioni dei trasporti, aprendo uno scontro tra il governo e La France insoumise.
Personale insufficiente e strutture deteriorate
La protesta è cominciata la settimana precedente nelle periferie di Parigi. Gli studenti denunciano organici carenti, sovraffollamento delle aule e condizioni inadeguate degli istituti.
A Caen una studentessa di 16 anni, identificata nella fonte con il solo nome Maelle, ha contestato le risorse destinate alle custodie contro l’uso dei telefoni. Secondo la liceale, le priorità dovrebbero essere il riscaldamento, la climatizzazione e le retribuzioni degli insegnanti.
Da Strasburgo arrivano segnalazioni di classi con 35 alunni, temperature estive di 35 gradi, servizi igienici insufficienti e infiltrazioni. A Bordeaux una studentessa ha invece preso le distanze dai danneggiamenti, sostenendo che molti responsabili non appartengano al suo liceo, e ha criticato il ricorso a lacrimogeni e manganelli.
Aggressioni davanti agli istituti
Gli episodi più gravi comprendono quelli di Marsiglia, dove due presidi sono stati aggrediti e i trasporti pubblici hanno subito interruzioni. Al liceo Victor-Hugo alcuni dirigenti scolastici sono stati cosparsi di benzina durante un tentativo di incendio doloso.
Davanti al liceo Saint-Exupéry sono stati attaccati i vigili del fuoco impegnati in un intervento. Un loro camion è stato incendiato e, secondo la procura, un pompiere ha riportato una frattura al naso. Nello stesso luogo un giornalista dell’emittente M6 è stato aggredito e la sua telecamera è stata danneggiata.
Altre aggressioni ai dirigenti scolastici sono state segnalate in Normandia, a Clermont-Ferrand e ad Auchel, nel dipartimento del Pas-de-Calais. A Nantes i vigili del fuoco hanno spento un incendio all’ingresso di un liceo.
Christelle Kauffmann, del sindacato SNPDEN-UNSA, ha condannato gli attacchi ai presidi, ricordando che non dispongono delle risorse necessarie per portare da 35 a 25 gli studenti nelle classi dell’ultimo anno. Già a metà mattinata, secondo la polizia, oltre 160 istituti risultavano chiusi.
Feriti e disagi alla circolazione
A Perpignan una ragazza è stata ferita da un oggetto lanciato dalla folla, secondo quanto riferito dalla polizia. Due agenti hanno riportato lievi ferite a Carcassonne. A Parigi è rimasto ferito un poliziotto municipale dopo l’attacco di alcuni giovani al suo veicolo.
A Tolosa gruppi di manifestanti hanno occupato i binari dei tram. A Strasburgo la circolazione è stata sospesa per contenere gli spostamenti dei partecipanti alle proteste.
L’Inspection générale de la Police nationale, organismo di controllo della polizia, ha avviato tre indagini sul ferimento di liceali durante i blocchi. Il ministro dell’Interno Laurent Nuñez ha difeso la proporzionalità dell’impiego degli strumenti in dotazione, compresi i lacrimogeni.
Il governo accusa La France insoumise
Dopo una riunione interministeriale di crisi, Matignon ha descritto l’evoluzione delle proteste come un passaggio a forme di violenza urbana. Il governo ha attribuito gli episodi a una manovra organizzata da La France insoumise e dai suoi alleati dell’ultrasinistra, richiamando una valutazione che ha definito condivisa dai servizi di intelligence.
Il coordinatore del partito, Manuel Bompard, ha respinto questa lettura, accusando l’esecutivo di scivolare nel complottismo. Jean-Luc Mélenchon ha sostenuto che La France insoumise promuove forme di lotta non violente.
Il primo ministro Sébastien Lecornu ha chiesto ai ministri di rinunciare agli spostamenti nei giorni successivi, affinché i prefetti possano concentrarsi sulle proteste. Il ministro della Giustizia Gérald Darmanin ha convocato alle 17.30 una videoconferenza con i 36 procuratori generali sulla fermezza della risposta penale.
Il leader socialista Olivier Faure ha accusato il governo di irresponsabilità. Bruno Retailleau, candidato dei Les Républicains alla presidenza della Repubblica, ha chiesto la messa al bando di La France insoumise.
Consultazioni e nuove quote di iscrizione
Il ministro dell’Istruzione Édouard Geffray ha proposto una piattaforma di consultazione rivolta a tutti i liceali. Per il giorno successivo è previsto un incontro con le associazioni degli studenti e dei genitori.
Intanto, il progetto di bilancio presentato nella giornata prevede quote annuali per gli studenti senza borsa di studio: 178 euro nei percorsi del Brevet de technicien supérieur e 270 euro nelle classi preparatorie alle grandes écoles. La sinistra e il sindacato Confédération générale du travail hanno contestato la misura, definendola una provocazione. Una nuova giornata di mobilitazione è prevista per il 6 ottobre.

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