Autopsia e video al centro delle verifiche sul caso Fakir oggi
⚖️ La Procura di Bologna apre un fascicolo sulla morte di Abderrahim Fakir. Iscritti nel registro 45-bis due agenti di polizia e quattro operatori del 118. Acquisiti video e bodycam, attesa l’autopsia per chiarire cause e dinamica del decesso.
La Procura apre il fascicolo sulla morte del 42enne
Proseguono gli accertamenti della Procura di Bologna sulla morte di Abderrahim Fakir, il quarantaduenne deceduto durante un intervento delle forze dell’ordine nel quartiere Pilastro. Il pubblico ministero Domenico Ambrosino ha disposto l’iscrizione di sei persone nel nuovo registro modello 45-bis: si tratta di due agenti del Commissariato Bolognina-Pontevecchio e di quattro operatori sanitari del servizio di emergenza 118.
L’ipotesi di reato indicata nel procedimento è quella di omicidio colposo. Contestualmente gli inquirenti attendono il conferimento dell’incarico per l’autopsia, ritenuta fondamentale per chiarire le cause del decesso e ricostruire con precisione quanto accaduto durante tutte le fasi dell’intervento.
La ricostruzione dell’intervento
Le indagini stanno ricostruendo nel dettaglio la sequenza dei fatti avvenuti nell’area dei garage di via Svevo. Secondo gli elementi raccolti finora, l’uomo avrebbe manifestato un forte stato di agitazione nel cortile condominiale, arrivando ad aggredire un automobilista in arrivo e a colpire una serranda di uno dei box.
I residenti avrebbero quindi richiesto l’intervento delle forze dell’ordine attraverso il numero di emergenza. Giunti sul posto, gli agenti avrebbero richiesto anche l’intervento del personale sanitario, segnalando la presenza di una persona in evidente stato di crisi psichiatrica.
Nel corso delle operazioni, secondo quanto emerso nelle prime verifiche investigative, Fakir avrebbe colpito anche l’autovettura della polizia. Gli agenti avrebbero quindi utilizzato lo spray al peperoncino prima di procedere al contenimento dell’uomo a terra.
Attesa per gli esami medico-legali
Uno degli aspetti centrali dell’inchiesta riguarda le lesioni riscontrate sul corpo della vittima. Il quarantaduenne presentava infatti ferite al volto e alla testa, circostanze che saranno oggetto degli approfondimenti medico-legali.
Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori figura anche quella di un arresto cardiocircolatorio, ma soltanto gli esami autoptici potranno stabilire con certezza le cause del decesso e verificare l’eventuale collegamento con le modalità dell’intervento.
Acquisiti video e registrazioni delle bodycam
Gli investigatori della Squadra Mobile hanno raccolto tutti gli elementi audiovisivi disponibili. Sono stati acquisiti i filmati realizzati dai residenti presenti durante l’intervento e anche le registrazioni delle bodycam in dotazione ai due agenti, materiale che la Questura di Bologna aveva annunciato di mettere immediatamente a disposizione dell’autorità giudiziaria.
Secondo quanto spiegato dalla Procura, gli accertamenti prenderanno in esame l’intero sviluppo della vicenda, senza limitarsi alle immagini diffuse sui social network o circolate in rete, considerate soltanto una parte della sequenza complessiva dei fatti.
Che cos’è il nuovo registro modello 45-bis
L’inchiesta rappresenta uno dei primi casi di applicazione del nuovo registro modello 45-bis introdotto dalla recente normativa. Si tratta di uno strumento destinato alle annotazioni preliminari riguardanti fatti che, almeno nella fase iniziale, appaiono commessi in presenza di possibili cause di giustificazione previste dal codice penale, come l’uso legittimo delle armi o altre scriminanti.
Questo sistema non coincide con il tradizionale registro degli indagati, ma costituisce una fase preliminare prevista dal cosiddetto Decreto Sicurezza del 2026, con l’obiettivo di disciplinare le prime verifiche nei confronti degli operatori coinvolti in interventi di servizio.
Il procuratore capo Paolo Guido ha spiegato che il procedimento è stato aperto dopo l’analisi dei primi atti investigativi e della documentazione video raccolta. Ha inoltre precisato che saranno effettuati tutti gli approfondimenti necessari, a partire dagli accertamenti medico-legali, per arrivare in tempi rapidi a una ricostruzione completa dell’intera vicenda.
Manifestazione in città e malore della sorella
Nel frattempo Bologna ha ospitato una manifestazione pubblica convocata per chiedere chiarezza sulla morte di Abderrahim Fakir. La Cgil di Bologna ha proclamato un pacchetto di due ore di sciopero per consentire la partecipazione al presidio organizzato in piazza del Nettuno, promosso dal sindaco Matteo Lepore.
Alla mobilitazione hanno aderito anche rappresentanti di Anpi Bologna e Arci Bologna, che hanno ribadito la richiesta di fare piena luce sulla vicenda attraverso il lavoro della magistratura.
Al termine dell’intervento del sindaco, la sorella di Abderrahim Fakir ha accusato un malore improvviso. Sul posto è intervenuta un’ambulanza che ha provveduto al trasporto della donna in ospedale. La donna stava partecipando alla manifestazione organizzata per chiedere verità e giustizia sulla morte del fratello.

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