Schlein difende il peso del Pd, Gori propone il doppio turno
📌 FLASH NEWS – Nel centrosinistra si discute di primarie e programma. Elly Schlein rivendica il peso Pd, Giorgio Gori propone il doppio turno. Giuseppe Conte insiste sulle armi, mentre Vincenzo De Luca critica i gruppi della società civile.
Il centrosinistra si confronta sulle regole per scegliere la propria guida e sui contenuti dell’alleanza in vista delle prossime elezioni politiche. Elly Schlein rivendica il peso elettorale del Partito Democratico e indica una priorità: definire gli impegni comuni prima di individuare il leader. Giuseppe Conte richiama invece la centralità dei cittadini e rilancia il dissenso sull’invio di armi. Nel dibattito intervengono anche Giorgio Gori, favorevole a primarie a doppio turno, e Vincenzo De Luca, che dalla Leopolda di Firenze critica le iniziative nate nella società civile.
Schlein chiede un programma vincolante
Durante la Direzione del Partito Democratico, Elly Schlein ha sostenuto che i rapporti nella coalizione debbano tenere conto dei consensi ottenuti dalle diverse forze. La segretaria ha richiamato i risultati delle elezioni europee, regionali e comunali, attribuendo il ruolo del Pd al lavoro svolto per conquistare la fiducia degli elettori.
La proposta è riunire al tavolo tutte le componenti interessate a costruire un’alternativa al governo di Giorgia Meloni. Il programma dovrebbe diventare un impegno vincolante per ciascun aderente, assunto prima di tutto nei confronti del Paese. Per Schlein, chi sarà chiamato a dirigere la coalizione dovrà rappresentarla nella sua interezza, superando il perimetro del proprio partito.
Gori propone due turni e più candidati dem
Giorgio Gori ha invitato il Pd a non sottovalutare la competizione per la leadership. Nel suo intervento in Direzione ha interpretato la posizione di Giuseppe Conte come un tentativo di modificare gli equilibri interni, tanto nella scelta della guida quanto nella definizione dei contenuti.
Da qui la richiesta di primarie articolate su due turni, con più di un candidato del Partito Democratico. L’intervento non contiene, tuttavia, l’annuncio di una candidatura personale di Giorgio Gori.
Sul versante del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte ha raccontato di essersi dichiarato disponibile a rinunciare alla corsa per favorire una terza figura progressista e competitiva, evitando le primarie. Secondo la ricostruzione dei Cinque Stelle, dal Pd non sarebbe arrivata un’apertura. Nella segreteria dem, invece, alcuni esponenti affermano di non conoscere questa proposta.
Ucraina, il confronto tra Conte e Gentiloni
Le distanze riguardano anche la politica internazionale. Paolo Gentiloni ha ribadito la necessità di sostenere Kiev, escludendo che l’Italia possa seguire l’impostazione di Viktor Orbán.
Da Frosinone, Giuseppe Conte ha risposto richiamando il significato della partecipazione popolare. Il leader del Movimento 5 Stelle ha affermato che una quota di cittadini compresa tra il 60% e il 70% sarebbe contraria all’escalation militare alimentata dalle forniture di armi. La percentuale è stata indicata da Conte nel suo intervento.
De Luca critica i gruppi della società civile
Alla Leopolda di Firenze, Vincenzo De Luca ha contestato la proliferazione di piccoli raggruppamenti che, a suo giudizio, servirebbero soprattutto a ottenere candidature alle prossime politiche. Pur riconoscendo il valore di alcune figure, ha descritto il fenomeno come un’espressione negativa delle dinamiche politiche.
L’ex governatore della Campania ha inoltre contrapposto le difficoltà del governo ai consensi del Partito Democratico, da lui quantificati al 21%, sostenendo che l’opposizione dovrebbe raccogliere un sostegno molto più ampio.
Matteo Renzi ha lasciato aperta la questione delle primarie, insistendo sulla necessità di preservare l’alleanza. Nel suo intervento ha attribuito un eventuale insuccesso elettorale anche alla responsabilità di chi dovesse provocare una rottura nel centrosinistra.
Gabrielli verso le politiche con +Uno
Nel quadro delle iniziative politiche si inserisce Franco Gabrielli. L’ex prefetto di Roma, già capo della Polizia e del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza, ha annunciato in una conversazione con Aldo Cazzullo sul Corriere della Sera l’intenzione di candidarsi alle politiche con +Uno, la lista di Ernesto Maria Ruffini, precisando di non chiedere garanzie.
Gabrielli ha anche affrontato il tema delle informazioni acquisite durante gli incarichi pubblici. Ha spiegato che appartengono allo Stato e restano soggette alla tutela prevista dalla legge. Il dovere di riservatezza, ha sottolineato, continua anche dopo la conclusione della funzione.

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