Regole e candidature: le distanze tra Pd e Movimento 5 Stelle
📌 FLASH NEWS – Elly Schlein vuole aprire le primarie del Campo largo, ma restano da definire regole e candidature. Pd e Movimento 5 Stelle divergono sul voto. Antonio Noto considera favorita la leader dem e rileva resistenze degli elettori.
del Direttore, Marcello Migliosi
Elly Schlein punta ad avviare il percorso delle primarie per individuare il candidato del Campo largo alla guida del governo nelle prossime elezioni politiche. La segretaria del Partito Democratico ha ribadito questa posizione alla segreteria del partito, tornata a riunirsi dopo giugno. L’iniziativa incontra però resistenze interne e divergenze con gli alleati, mentre restano aperte le questioni sulle modalità di voto e sulla partecipazione alla competizione.
Il confronto riguarda anche la possibilità di individuare una figura diversa da Schlein e Giuseppe Conte, capace di tenere insieme la coalizione. L’ipotesi di un candidato con funzioni di raccordo circola soprattutto nel Partito Democratico. Alleanza Verdi e Sinistra, invece, esprime apertamente contrarietà alle primarie.
Il peso della legge elettorale sui tempi
L’incertezza sulla riforma elettorale ha finora contribuito a rallentare le decisioni. La previsione di indicare il candidato alla presidenza del Consiglio prima delle elezioni renderebbe necessario affrontare il nodo della leadership, ma il percorso parlamentare non è ancora concluso.
Un ulteriore motivo di rinvio potrebbe essere l’attesa di un eventuale giudizio della Corte costituzionale, in particolare sulla disposizione relativa alla candidatura. Schlein vuole evitare che queste incognite blocchino l’avvio della competizione. Richiama la propria elezione attraverso le primarie e il ruolo che questo strumento ha avuto nella storia del Partito Democratico.
La questione resterebbe comunque aperta anche senza la riforma. Conte ha escluso di accettare un automatismo che attribuisca al partito più votato della coalizione la scelta del candidato alla guida del governo.
Gazebo, voto online e numero dei turni
Prima di partire serve un’intesa tra le forze del Campo largo. Il Partito Democratico sostiene il doppio turno e il voto ai gazebo, mentre il Movimento 5 Stelle chiede un turno unico con partecipazione online.
Sono differenze che possono influire sull’esito del confronto. Il numero dei candidati, la possibilità di un ballottaggio e l’accessibilità del voto determinerebbero infatti condizioni diverse per i partecipanti.
Rimane inoltre da chiarire il ruolo di Matteo Renzi nella coalizione. L’ex presidente del Consiglio ha dichiarato che sosterrebbe Giuseppe Conte qualora vincesse le primarie, pur manifestando una preferenza politica diversa.
Schlein chiede una sola candidatura del Partito Democratico
Un passaggio riguarda esclusivamente gli equilibri interni ai democratici. Schlein intende chiedere alla prossima Direzione che il partito presenti soltanto la sua candidatura.
L’eventuale presenza di un esponente della minoranza, per il quale viene indicato il nome di Giorgio Gori, potrebbe dividere il consenso degli elettori democratici. Nel turno unico questo favorirebbe Conte; con il ballottaggio renderebbe necessario un accordo interno per raccogliere il sostegno del candidato escluso.
Sul programma, la segretaria proporrà invece di avviare la discussione alla fine di ottobre, accogliendo la richiesta della minoranza di ampliare il confronto alle componenti centriste. Un altro appuntamento previsto è quello del 9 ottobre alla Festa del manifesto, con Schlein, Conte, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, la cui partecipazione comune viene descritta come probabile.
Noto: Schlein favorita, ma gli elettori temono i conflitti
Antonio Noto, direttore dell’Istituto Noto, considera Schlein favorita in un confronto diretto con Conte. La sua valutazione tiene conto del maggiore bacino elettorale democratico e del radicamento territoriale, rilevante in una consultazione organizzata attraverso i gazebo.
Secondo Noto, una terza candidatura potrebbe sottrarre voti alla segretaria, soprattutto senza un secondo turno. Le rilevazioni da lui illustrate mostrano però che gli elettori del Campo largo, nel complesso, preferiscono un accordo tra i partiti alle primarie, percepite in questa fase come fonte di conflittualità. Il sostegno più marcato alla consultazione arriva dall’elettorato del Movimento 5 Stelle, che rappresenterebbe circa un quarto del bacino della coalizione.
Coalizioni vicine e incognita Vannacci
Noto colloca entrambi gli schieramenti intorno al 42 per cento, la soglia prevista per il premio di maggioranza dalla riforma in discussione. In assenza di ballottaggio, ritiene incerto il raggiungimento del premio e segnala possibili difficoltà per la governabilità.
Nel centrodestra, un eventuale accordo con Roberto Vannacci e Futuro nazionale potrebbe risultare determinante. Noto riferisce inoltre di aver registrato, nella settimana precedente all’intervista, il primo calo del consenso alla formazione dopo una fase di crescita. Evidenzia infine una tensione tra il suo posizionamento a destra e l’ingresso di esponenti provenienti dall’area moderata di Forza Italia.

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