Paolo Petrecca si dimette da Rai Sport e cita il Vangelo

L'addio social del direttore dopo le Olimpiadi

 Il riferimento biblico sui social fa discutere a Roma

La bufera scatenata dalla telecronaca della cerimonia d’apertura delle Olimpiadi continua a produrre onde d’urto all’interno di viale Mazzini. L’ultimo capitolo, carico di simbolismo e mistero, porta la firma del direttore di Rai Sport, Paolo Petrecca. Dopo aver formalmente rimesso il proprio mandato nelle mani dell’amministratore delegato Rai, Giampaolo Rossi, il giornalista ha rotto il silenzio con un messaggio cifrato, pubblicato sulle sue storie Instagram. Nessuna dichiarazione ufficiale, nessuna intervista, ma un’immagine potente e un testo sacro a fare da specchio del suo stato d’animo.

Il passo biblico e l’ombra del tradimento

L’immagine scelta da Petrecca è un celebre quadro di Guido Reni, “San Matteo e l’Angelo”, un rimando al suo stesso nome e alla sua professione di comunicatore. Ad accompagnare l’opera d’arte, però, è una scritta che ha immediatamente acceso i riflettori e scatenato le interpretazioni. Si tratta di una citazione dal Vangelo di Matteo, precisamente il versetto 26, 20-29, che narra il momento dell’Ultima Cena. Il passo contiene la frase divenuta universale: “In verità vi dico: uno di voi mi tradirà”. Un’affermazione che, nel contesto di una drammatica uscita di scena, pesa come un macigno e apre a scenari di presunte congiure o scarichi di responsabilità interne all’azienda.

I versetti e la domanda senza risposta

La citazione integrale riportata dal direttore prosegue con il dialogo tra Gesù e gli apostoli: “Colui che ha messo con me la mano nel piatto, quello mi tradirà. Il Figlio dell’uomo se ne va, come è scritto di lui; ma guai a quell’uomo dal quale il Figlio dell’uomo è tradito! Meglio sarebbe per quell’uomo se non fosse mai nato”. Parole di una durezza estrema, che proiettano l’ombra del tradimento su qualcuno non meglio identificato. A chi è rivolto il monito? Le ipotesi si rincorrono nei corridoi della televisione pubblica e tra gli addetti ai lavori a Roma. Si tratta di un collega? Di un dirigente che non lo ha sostenuto? O di un volto noto del giornalismo sportivo che avrebbe agito nell’ombra?

Dal dramma all’eucarestia

La citazione evangelica scelta da Petrecca non si ferma però all’atto del tradimento. Il testo prosegue con l’istituzione dell’Eucaristia: “Mentre mangiavano, Gesù prese del pane e, dopo aver pronunciato la benedizione, lo spezzò e lo diede ai suoi discepoli dicendo ‘Prendete, mangiate, questo è il mio corpo’”. Un passaggio che sposta il tono dalla denuncia al sacrificio, quasi a voler sottolineare un percorso di purificazione o di rinnovamento. L’analogia con il suo gesto di rimettersi all’azienda, spezzando simbolicamente il suo ruolo, appare forte e voluta.

Un silenzio carico di significato

Al momento, non è arrivata alcuna replica dall’Ad Rossi né da altri vertici Rai. Il post social rimane l’unico, potente messaggio di un direttore che ha scelto le Sacre Scritture per raccontare la propria versione dei fatti, fatta di amarezza e di un percepito isolamento. L’uso di un linguaggio così universale e solenne trasforma la sua uscita in una vicenda che travalica i confini della cronaca aziendale, toccando corde più profonde. La città, intanto, resta in attesa di capire quali saranno le prossime mosse della dirigenza e se a questo enigma seguiranno colpi di scena o una rapida archiviazione.

Il tredicesimo giorno è stato quello della resa. Paolo Petrecca, direttore di Rai Sport, ha ufficializzato il proprio passo indietro, consegnando il mandato all’amministratore delegato Giampaolo Rossi. La decisione mette fine a una lunga e complessa trattativa interna, ma anche a un’agitazione senza precedenti da parte della redazione, che da giorni aveva proclamato lo stato di agitazione rifiutandosi di firmare servizi e telecronache. La protesta dei cronisti, unitaria e compatta, ha rappresentato il vero spartiacque della vicenda, costringendo il vertice a una rapida soluzione per non compromettere ulteriormente la copertura dei Giochi.

Le gaffe che hanno fatto traboccare il vaso

Il destino di Petrecca è segnato dalla notte magica ma complicata della cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Milano-Cortina. Una diretta di tre ore in cui il direttore, dopo aver deciso di scendere personalmente in cabina di commento, ha inanellato una serie di errori e imprecisioni sotto gli occhi di milioni di telespettatori. La scintilla che ha innescato l’incendio, però, era scoccata a monte: Petrecca era subentrato ad Auro Bulbarelli, storico volto dello sport Rai, costretto a farsi da parte per aver anticipato in diretta la presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, un’indiscrezione che aveva creato più di un imbarazzo.

Il peso della redazione e la svolta

Per tredici giorni il direttore ha resistito, asserragliato nel suo ufficio, cercando di tamponare una frattura che appariva sempre più profonda. Le pressioni pubbliche e private della redazione, però, non si sono mai placate, alimentate da un malcontento che covava da tempo e che le gaffe olimpiche hanno semplicemente portato a galla con violenza inaudita. L’isolamento di Petrecca è diventato insostenibile, e la sua uscita di scena l’unica via percorribile per ricucire lo strappo e garantire la prosecuzione serena del lavoro sui Giochi invernali.

Lollobrigida alla guida transitoria

Con l’accettazione delle dimissioni, la Rai ha già delineato i primi passi del post-Petrecca. La guida di Rai Sport, in via transitoria e fino al termine della rassegna olimpica, sarà affidata a Marco Lollobrigida. Una scelta che punta alla continuità operativa e alla necessità di placare definitivamente gli animi, riportando la normalità in una redazione che da giorni viveva un clima da resa dei conti. La decisione ha già prodotto i suoi primi effetti concreti: i cronisti hanno ufficialmente sospeso l’agitazione, tornando a garantire la propria firma sui servizi e riprendendo regolarmente il lavoro per la copertura delle Olimpiadi.

Una pagina che si chiude a Roma

La vicenda si chiude con un cambio al vertice che a Roma, nei palazzi della televisione pubblica, era nell’aria da giorni. L’addio di Petrecca segna la fine di una gestione tormentata e apre a nuovi interrogativi sul futuro della testata sportiva, chiamata ora a ritrovare compattezza e credibilità dopo settimane di fibrillazioni. L’attenzione, intanto, resta tutta sulle gare e sugli atleti, con la speranza che lo sport torni a essere protagonista assoluto, lasciandosi alle spalle le polemiche e le tensioni che hanno segnato l’avvio della manifestazione.

Con le dimissioni di Paolo Petrecca dalla direzione di Rai Sport, la testata sportiva della tv pubblica ha un nuovo punto di riferimento — almeno in via transitoria. Si tratta di Marco Lollobrigida, giornalista, telecronista e conduttore romano che in Rai ci è cresciuto professionalmente, fino a diventarne vicedirettore nel 2023. Un volto familiare per chi segue lo sport in televisione, ora chiamato a gestire una fase delicata della struttura.

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