Opposizione spinge Machado verso Washington per convincere Trump

Opposizione spinge Machado verso Washington per convincere Trump

Strategia rilancia la leader in missione politica dentro Washington

L’opposizione venezuelana tenta un nuovo rilancio politico puntando sulla presenza di María Corina Machado a Washington, dove la leader cercherà di riaprire un dialogo diretto con Donald Trump dopo settimane di tensioni e dichiarazioni che avevano messo in dubbio il suo ruolo. La visita, attesa per la prossima settimana, arriva in un momento in cui la Casa Bianca ha lasciato intendere di voler collaborare con la presidente ad interim Delcy Rodríguez, scelta che aveva escluso la storica esponente anti-Maduro dal tavolo decisionale.

Secondo quanto emerso negli ultimi giorni, l’incontro negli Stati Uniti potrebbe rappresentare un passaggio decisivo per ridefinire gli equilibri interni all’opposizione e per verificare se l’ex deputata riuscirà a recuperare la fiducia del presidente americano. La Casa Bianca non ha ancora chiarito se l’appuntamento avverrà nello Studio Ovale né quali temi saranno affrontati, ma il viaggio è considerato cruciale dal suo staff, che vede nella missione un’occasione per ricostruire un rapporto incrinato.

La frattura si era aperta dopo il raid del 3 gennaio, quando Trump aveva dichiarato che la gestione del Venezuela sarebbe proseguita in collaborazione con Rodríguez e con figure vicine al governo Maduro. In quell’occasione aveva espresso dubbi sulla capacità di Machado di ottenere sostegno interno, sottolineando come non godesse del rispetto necessario per guidare il Paese. Parole che, secondo persone vicine alla leader, avevano colto di sorpresa anche diversi repubblicani del Congresso.

Nei giorni successivi era emerso che la Casa Bianca non considerava l’opposizione in grado di governare, ritenendola priva dell’appoggio delle élite economiche e dei vertici militari. Una valutazione che aveva spinto l’amministrazione a privilegiare un dialogo con Rodríguez, scelta che aveva provocato malumori tra i sostenitori di Machado, soprattutto tra i legislatori latini della Florida, molto attenti agli umori della diaspora venezuelana.

Il team della leader ha quindi elaborato una strategia in tre punti per tentare di recuperare terreno: favorire il suo rientro in Venezuela per rafforzarne la legittimità, valorizzare pubblicamente il ruolo di Trump e dimostrare che può ottenere il rispetto dei poteri forti del Paese. In questo quadro si inserisce anche l’idea, circolata negli ultimi giorni, di consegnare al presidente americano il Premio Nobel per la Pace ricevuto da Machado, gesto che lei stessa aveva definito un riconoscimento alla “coraggiosa missione” di Trump.

Tra i suoi sostenitori più attivi figurano i deputati repubblicani della Florida, come Carlos Giménez, che hanno ribadito come Machado continui a godere di un ampio sostegno all’interno del Congresso. Per molti di loro, il recupero del rapporto con Trump è essenziale anche per rispondere alle aspettative degli elettori venezuelani della zona di Miami, storicamente ostili al governo Maduro e preoccupati da un eventuale consolidamento del potere di Rodríguez.

Nonostante l’incertezza politica, nel partito “Vente Venezuela” prevale un cauto ottimismo. La portavoce Emiliana Duarte ha confermato che la prossima settimana potrebbe segnare un punto di svolta, anche se la Casa Bianca ritiene prematuro parlare di nuove elezioni presidenziali. Machado, dal canto suo, continua a sostenere che, se si votasse oggi, otterrebbe una larga maggioranza.

La missione a Washington diventa quindi un banco di prova decisivo per capire se l’opposizione riuscirà a ricompattarsi e se la leader potrà riconquistare un ruolo centrale nel futuro politico del Venezuela, in un contesto segnato da tensioni interne, pressioni internazionali e un equilibrio di potere ancora instabile.

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