Arresti Polizia di Stato in un complesso traffico a Cagliari
🚨 Operazione Phantom: la Polizia di Stato ha smantellato a Cagliari un sodalizio criminale transnazionale dedito al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e al traffico di droga. Otto persone fermate al termine d’una vasta indagine investigativa
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Cagliari, 6 08 2026 – La Direzione Distrettuale Antimafia di Cagliari, in sinergia con gli investigatori della Polizia di Stato, ha portato a termine una delle attività di contrasto alla criminalità organizzata transnazionale più articolate degli ultimi anni, come riporta il comunicato stampa della Polizia di Stato. L’operazione, denominata Phantom, ha permesso di smantellare un sistema illecito ramificato tra l’Algeria, l’Italia e la Francia, specializzato nel favorire l’immigrazione clandestina attraverso rotte marittime pericolose e nella pianificazione di traffici internazionali di sostanze stupefacenti su vasta scala.
I dettagli dell’inchiesta investigativa
Il blitz è scattato nelle prime ore del mattino, quando oltre cento agenti del Servizio Centrale Operativo, in collaborazione con la Squadra Mobile di Cagliari e il supporto della Sisco, hanno dato esecuzione ai provvedimenti di fermo emessi dalla magistratura nei confronti di otto cittadini algerini. Questi ultimi sono considerati dai magistrati i principali responsabili di un sodalizio che operava oltre i confini nazionali con una spiccata capacità logistica e operativa. Il nome dato all’inchiesta richiama direttamente la tipologia di imbarcazioni che il sodalizio aveva intenzione di impiegare per i propri traffici, ovvero gommoni ad alte prestazioni in grado di solcare il Mediterraneo a velocità elevatissime, riducendo drasticamente i tempi di navigazione tra le coste nordafricane e la Sardegna.
La struttura del sodalizio criminale
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, al vertice del sistema si trovava un cittadino algerino, già richiedente asilo e domiciliato nel cagliaritano. L’uomo fungeva da vero e proprio promotore e coordinatore di ogni singola attività illecita. Avrebbe curato personalmente il reclutamento dei migranti e dei piloti dei gommoni in Algeria, coordinando le fasi di partenza e la gestione dei pagamenti per ogni singola traversata. La struttura criminale si avvaleva di una rete ben consolidata che collegava El Kala in Algeria, Cagliari e l’area di Marsiglia in Francia. In territorio algerino venivano gestite le basi operative e la logistica dei viaggi, mentre in terra sarda era attiva una cellula dedicata all’accoglienza e al supporto dei soggetti in arrivo. Il referente di Marsiglia, invece, rappresentava uno snodo cruciale per il finanziamento del gruppo e per il reperimento dei potenti mezzi navali necessari a diversificare il business illecito.
La gestione dei documenti contraffatti
Oltre al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, l’organizzazione aveva instaurato un articolato sistema di falsificazione documentale. Grazie all’alterazione di modelli C3 autentici, originariamente destinati alla richiesta di protezione internazionale, i sodali producevano documenti contraffatti attraverso la sostituzione delle fotografie identificative. Questi documenti venivano rivenduti a circa centocinquanta euro, consentendo a numerosi cittadini stranieri di circolare liberamente e illegittimamente sul territorio nazionale. Le indagini hanno inoltre evidenziato presunte infiltrazioni all’interno di strutture di accoglienza locali, dove alcuni membri del gruppo avrebbero ottenuto, in totale autonomia rispetto alle società di gestione, documenti originali da utilizzare come base per le falsificazioni, sfruttando tali carte anche per acquisire medicinali psicotropi destinati al mercato nero.
Nuove rotte e traffici illeciti
Il sodalizio mirava ad ampliare notevolmente i propri margini di profitto, progettando l’apertura di una nuova rotta tra le coste sarde e l’isola di La Galite, in Tunisia. Il piano prevedeva il trasporto rapido di migranti con i gommoni veloci, permettendo così di moltiplicare il numero di viaggi e di incassare ingenti somme di denaro, stimate intorno ai duemilacinquecento euro per ogni singolo passeggero. Contemporaneamente, l’organizzazione pianificava l’importazione dalla Spagna di un consistente carico di sostanze stupefacenti, nello specifico cinquecento chilogrammi di hashish e dieci chilogrammi di cocaina. Sebbene i gommoni fossero stati predisposti per tali trasporti, il piano relativo alla droga non è stato portato a termine, motivo per cui non risultano contestazioni specifiche in merito al traffico di stupefacenti nel provvedimento di fermo eseguito oggi.
Le operazioni di polizia giudiziaria
L’attività investigativa, avviata già nel mese di febbraio, si è avvalsa di un mix di strumenti investigativi tradizionali e tecnologici, includendo intercettazioni telefoniche, riprese ambientali, servizi di osservazione e pedinamento su vasta scala. La mole di riscontri acquisiti sul campo ha permesso di ricostruire con precisione almeno cinque distinte traversate clandestine. Il concreto rischio che molti degli indagati potessero sottrarsi alla giustizia rendendosi irreperibili ha indotto la Direzione Distrettuale Antimafia a disporre i fermi d’urgenza. Oltre ai reparti già citati, all’esecuzione dei provvedimenti hanno partecipato anche il Reparto Prevenzione Crimine, il Reparto Volo, le unità cinofile e il Gabinetto Regionale di Polizia Scientifica, a conferma della complessità logistica messa in campo per stroncare un’organizzazione che operava con un’inusuale spregiudicatezza su scala mediterranea, minando la sicurezza delle frontiere e sfruttando il bisogno di chi cercava di raggiungere l’Europa per fini esclusivamente speculativi.

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