Omicidio Willy: ergastolo per Gabriele Bianchi in appello ter

Omicidio Willy: ergastolo per Gabriele Bianchi in appello ter

Ergastolo in appello ter per Bianchi, sentenza a Roma

Roma, 8 giugno 2026 – La Seconda Corte d’Assise d’Appello di Roma ha condannato Gabriele Bianchi all’ergastolo nel giudizio di appello ter per l’omicidio di Willy Monteiro Duarte. La sentenza è stata pronunciata oggi, lunedì 8 giugno, al termine dell’udienza celebrata dopo il rinvio disposto dalla Corte di Cassazione nel novembre scorso. Il collegio ha accolto integralmente le richieste del pubblico ministero Francesco Brando e del procuratore generale Carlo Lasperanza, che avevano sollecitato la conferma della pena massima. Con questa decisione, il trattamento sanzionatorio per Gabriele Bianchi viene equiparato a quello già definitivo per il fratello Marco, anch’egli condannato all’ergastolo.

Il procedimento riguarda il pestaggio avvenuto a Colleferro, in provincia di Roma, la sera del 6 settembre 2020, in cui il ventunenne Willy Monteiro Duarte perse la vita. In primo grado, la Corte d’Assise aveva inflitto l’ergastolo a entrambi i fratelli Bianchi, riconoscendo la responsabilità per omicidio volontario. Nel primo giudizio di appello, i giudici avevano però concesso le attenuanti generiche, riducendo la pena a 24 anni di reclusione per tutti e due. Successivamente, la Cassazione aveva confermato la responsabilità penale di tutti gli imputati, rendendo definitive le condanne a 23 anni per Francesco Belleggia e a 21 anni per Mario Pincarelli, e disponendo un nuovo esame limitato al trattamento sanzionatorio dei fratelli Bianchi.

Nel giudizio di appello bis, la Corte d’Assise d’Appello aveva già riportato Marco Bianchi all’ergastolo, fissando invece in 28 anni la pena per Gabriele, in ragione delle attenuanti generiche riconosciute solo a quest’ultimo. La Suprema Corte, con la successiva pronuncia, ha però ritenuto necessario un ulteriore vaglio proprio su quelle attenuanti, rinviando nuovamente il fascicolo ai giudici di secondo grado. L’appello ter si è quindi concentrato esclusivamente sulla misura della pena per Gabriele Bianchi, senza rimettere in discussione l’impianto accusatorio né la qualificazione giuridica dei fatti.

La decisione odierna chiude il percorso di merito sulla posizione di Gabriele Bianchi, allineando il suo trattamento sanzionatorio a quello del fratello e confermando, anche sul piano simbolico, la gravità attribuita dai giudici al pestaggio di Colleferro. La Corte d’Assise d’Appello di Roma ha ritenuto non più applicabili le attenuanti generiche che avevano portato alla pena di 28 anni, ritenendo proporzionato l’ergastolo rispetto al ruolo svolto dall’imputato nella vicenda. In questo modo, il quadro delle responsabilità per l’omicidio di Willy Monteiro Duarte risulta definito: ergastolo per i fratelli Bianchi e pene già irrevocabili per gli altri due imputati, a conclusione di un iter giudiziario articolato e scandito da più gradi di giudizio.

(Mao/Adnkronos)

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