Omicidio Ramelli, archiviazione per i saluti romani al corteo

Omicidio Ramelli, archiviazione per i saluti romani al corteo

Decisione del gip su corteo a Milano per commemorazione Ramelli

📌 FLASH NEWS – Nel caso dei saluti romani al corteo per Sergio Ramelli, il gip di Milano ha archiviato 18 militanti di estrema destra, accogliendo la richiesta della procura e valutando il gesto come commemorativo e non idoneo a minacciare l’assetto democratico, richiamando anche le indicazioni delle Sezioni Unite della Cassazione
_________________________________________

La decisione del giudice sulla manifestazione del 2023

Il giudice per le indagini preliminari di Milano ha disposto l’archiviazione dei diciotto militanti di estrema destra indagati per manifestazione fascista e propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale. La vicenda riguarda il corteo organizzato nell’aprile 2023 in memoria di Sergio Ramelli, militante del Fronte della Gioventù ucciso nel 1975 da un commando di Avanguardia Operaia. La decisione arriva dopo l’analisi della procura, che ha ritenuto insussistenti gli elementi necessari per sostenere l’accusa.

Il contesto della commemorazione e le valutazioni della procura

Secondo il pubblico ministero, le manifestazioni che ogni anno ricordano Ramelli non hanno mai mostrato segnali tali da far pensare a una concreta minaccia per l’impianto democratico della Repubblica Italiana. Nella richiesta di archiviazione, la procura ha evidenziato come non siano emersi indizi di una possibile ricostituzione del partito fascista né comportamenti idonei a mettere in pericolo l’ordine costituzionale. In questo quadro, il saluto romano eseguito dai partecipanti è stato interpretato come gesto legato alla commemorazione e non come espressione di un’ideologia di intolleranza.

Le motivazioni che hanno portato all’archiviazione

Il pubblico ministero ha sottolineato che il saluto romano, nel contesto specifico della cerimonia dedicata a Ramelli, non rappresenta un atto di discriminazione razziale. La valutazione si inserisce in un quadro giurisprudenziale complesso, segnato negli anni da decisioni difformi tra condanne e assoluzioni. Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, intervenute nel 2024, hanno contribuito a delineare i criteri interpretativi, richiamati dal gip nella sua decisione. La conclusione del giudice conferma quindi l’assenza di elementi penalmente rilevanti e chiude il procedimento a carico dei militanti coinvolti.

(Red-Cro/Adnkronos)

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*