Reazioni dure da Russia, Italia e Ue dopo l’intervista
Il presidente del Comitato militare della Nato, l’ammiraglio italiano Giuseppe Cavo Dragone, ha acceso un intenso dibattito internazionale con un’intervista al Financial Times, pubblicata lunedì. Alla guida dell’organismo dal gennaio 2025, Dragone ha sottolineato che un attacco preventivo contro la Russia potrebbe essere interpretato come misura difensiva, aprendo scenari di forte tensione.
Secondo l’ammiraglio, l’Alleanza deve reagire con maggiore decisione alle minacce ibride provenienti da Mosca, che spaziano dai sabotaggi fisici all’uso di droni fino alle incursioni informatiche. Dragone ha spiegato che, sul fronte digitale, i Paesi membri dispongono di capacità offensive significative, rendendo plausibile una risposta anticipata. Più complesso, invece, contrastare azioni di sabotaggio materiale, dove i vincoli giuridici ed etici dell’Alleanza risultano più stringenti rispetto alla controparte russa.
Il Cremlino ha replicato con durezza. La portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova, ha definito le parole di Dragone “estremamente irresponsabili”, accusando la Nato di voler alimentare l’escalation e minare gli sforzi diplomatici sulla crisi ucraina.
Da Roma, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha ribadito che la questione resta in capo all’Alleanza, pur riconoscendo la necessità di rafforzare le contromisure contro la guerra ibrida, tema centrale anche per la sicurezza delle ambasciate italiane.
A Bruxelles, l’Alta Rappresentante per la Politica estera Kaja Kallas ha richiamato gli Stati membri all’uso concreto degli strumenti già disponibili per contrastare gli attacchi ibridi.
Le dichiarazioni dell’ammiraglio italiano hanno dunque posto in evidenza il nodo cruciale della deterrenza: come bilanciare la difesa collettiva con i limiti normativi e politici che distinguono l’Alleanza dalla Russia. La discussione, ora, si sposta nei palazzi europei e nelle capitali occidentali, dove la linea tra prevenzione e provocazione appare sempre più sottile.

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