Natale [VIDEO], i Nocs si calano dai tetti e regalano sorrisi

Natale, i Nocs si calano dai tetti e regalano sorrisi

Doni in corsia e nelle comunità, la Polizia abbraccia Roma

Agli ospedali romani il Natale è arrivato anticipato, sospeso tra stupore e commozione, quando gli agenti del Nucleo Operativo Centrale di Sicurezza si sono presentati non in tenuta d’intervento ma con il classico cappello rosso di Babbo Natale. Questa mattina, al Policlinico Umberto I di Roma, il reparto di oncologia pediatrica si è affacciato alle finestre per assistere a una scena fuori dall’ordinario: i poliziotti del N.O.C.S., imbragati e assicurati alle corde, si sono calati dal tetto lungo la facciata dell’edificio, salutando i bambini stanza per stanza, tra applausi, risate e telefoni alzati a riprendere quel momento.

Una volta toccato terra, gli agenti hanno varcato le porte del reparto e hanno proseguito la loro missione tra i corridoi. In corsia hanno distribuito giochi, colori, album da disegno e piccoli doni pensati per alleggerire la quotidianità dei piccoli ricoverati, che per qualche ora hanno potuto mettere tra parentesi terapie, controlli e appuntamenti con i medici. I poliziotti si sono soffermati accanto ai letti, scambiando parole semplici con i bambini e con le famiglie, lasciando che fossero i sorrisi, le foto e gli abbracci a raccontare il senso della presenza dello Stato accanto a chi sta affrontando la malattia.

La giornata di solidarietà non si è fermata al Policlinico Umberto I ma ha toccato altre strutture sanitarie della Capitale. All’Azienda ospedaliera San Giovanni Addolorata e all’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena, questa volta sono stati gli operatori della Polizia Postale a farsi carico della consegna dei doni, scegliendo prodotti di bellezza per le pazienti ricoverate, simbolo di cura di sé e di un piccolo momento di normalità anche in corsia. Nei reparti, tra carrelli sanitari e monitor, si sono aperti spazi di dialogo informale, con il personale sanitario che ha accompagnato gli agenti stanza per stanza, trasformando una visita istituzionale in un incontro dall’atmosfera quasi familiare.

https://youtu.be/76CtgAVKiu4 ​

Il filo rosso della solidarietà ha raggiunto anche la Comunità di Sant’Egidio, dove le divise della Polizia di Stato sono arrivate cariche di scatole con dolci e generi di conforto. Ad accogliere gli operatori sono stati ospiti e volontari, in un contesto in cui un vassoio di pasticceria o una semplice confezione di caramelle diventano occasione di relazione e ascolto. Tra chi vive la solitudine, la povertà o una condizione di marginalità sociale, la presenza delle forze dell’ordine ha assunto il valore di un gesto concreto di attenzione, lontano dai riflettori ma vicino alle fragilità del territorio.

Per la Polizia di Stato, il Natale significa innanzitutto garantire che le persone possano trascorrere le festività in sicurezza, nelle strade, nelle piazze, nei luoghi di aggregazione. Ma le iniziative messe in campo a Roma in questi giorni mostrano l’altro volto della stessa missione: quello della prossimità, del contatto diretto, dell’ascolto di chi affronta una malattia lunga, una degenza complessa o una condizione di disagio. Dal reparto oncologico pediatrico del Policlinico Umberto I ai reparti dell’ospedale San Giovanni Addolorata, dai corridoi dell’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena fino alle stanze della Comunità di Sant’Egidio, la divisa è diventata il tramite per portare un segnale di fiducia e di speranza.

Nel comunicato diffuso in occasione dell’iniziativa viene ricordato come il senso del Natale, per la Polizia di Stato, non si esaurisca nel rafforzamento dei servizi di controllo sul territorio. Le attività solidali, che si ripetono di anno in anno negli ospedali romani, sono descritte come parte integrante di una presenza che vuole essere non solo garanzia di ordine pubblico ma anche sostegno, discreto e rispettoso, ai percorsi di cura e di assistenza. Roma, 22 dicembre 2025, diventa così la data simbolica di una giornata in cui la sicurezza si è intrecciata con l’umanità, e il linguaggio delle sirene ha lasciato spazio alle risate dei bambini e al silenzio carico di significato di una mano tesa.

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