Aveva 35 anni, decisiva per la verità sull’omicidio di Lea
📌 FLASH NEWS – È morta a 35 anni Denise Cosco, figlia di Lea Garofalo. La sua testimonianza fu determinante per ricostruire l’omicidio della madre, uccisa dalla ‘ndrangheta nel 2009
È MORTA A 35 ANNI DENISE COSCO, figlia di Lea Garofalo, la testimone di giustizia che pagò con la vita la decisione di ribellarsi alla ‘ndrangheta. Denise si è tolta la vita. Aveva la stessa età della madre quando, nel novembre del 2009, Lea venne sequestrata e uccisa.
Una vicenda personale segnata fin da giovanissima dalla storia criminale che circondava la sua famiglia, ma anche dalla scelta compiuta insieme alla madre di allontanarsi da quell’ambiente. Denise avrebbe poi assunto un ruolo fondamentale nella ricostruzione giudiziaria dell’omicidio di Lea, diventando testimone chiave nel processo.
La scelta di Lea e la vita con Denise
Lea Garofalo era originaria di Petilia Policastro, nel Crotonese. La sua storia familiare era legata alla cosiddetta “faida di Pagliarelle”, guerra di ‘ndrangheta iniziata negli anni Settanta. Suo padre Antonio venne ucciso quando lei aveva appena nove mesi.
Da adulta Lea avrebbe fornito agli investigatori informazioni sulle dinamiche criminali e sulla presenza della ‘ndrangheta anche nel Nord Italia.
La sua vita si intrecciò con quella di Carlo Cosco, appartenente a una famiglia legata alla criminalità organizzata. Lea si trasferì con lui a Milano e dalla loro relazione nacque Denise.
Nel 1996, dopo gli arresti del fratellastro Floriano Garofalo e dello stesso Cosco, Lea lasciò Milano insieme alla figlia. Cominciò così un lungo percorso di distacco dall’ambiente mafioso.
Nel 2002 madre e figlia entrarono nel programma di protezione e si trasferirono a Campobasso. Seguirono anni complessi, tra l’esclusione dal programma, la successiva riammissione e, nell’aprile 2009, la decisione di Lea di rinunciare alla tutela.
L’omicidio di Lea Garofalo
Nel 2008 Lea aveva incontrato don Luigi Ciotti, al quale aveva raccontato la propria storia e le proprie preoccupazioni. Il fondatore di Libera la mise in contatto con l’avvocata Enza Rando.
Nel novembre 2009 Lea tornò a Milano per incontrare Carlo Cosco. L’appuntamento avrebbe dovuto riguardare il futuro di Denise.
Il 24 novembre 2009 Lea scomparve. Le indagini avrebbero successivamente consentito di ricostruire il suo omicidio e le responsabilità delle persone coinvolte.
Fu proprio Denise, che allora aveva 18 anni, a denunciare la scomparsa della madre. Le sue dichiarazioni diventarono poi un elemento decisivo nell’accertamento giudiziario della vicenda.
Denise testimone chiave
La giovane scelse di proseguire lungo il percorso iniziato dalla madre, fornendo agli investigatori e alla magistratura informazioni che contribuirono alla ricostruzione dei fatti.
Una scelta che segnò profondamente la sua esistenza. Denise dovette vivere per anni lontano dai riflettori e in condizioni di riservatezza, portando con sé il peso della perdita della madre e delle conseguenze della propria testimonianza.
Nel giorno dei funerali di Lea, Denise ricordò pubblicamente la forza ricevuta dalla madre e la convinzione che le sue scelte fossero state compiute per proteggerla.
Don Ciotti: «Una giovane donna coraggiosa e sofferente»
Alla notizia della morte è intervenuto Luigi Ciotti, presidente di Libera e Gruppo Abele, che ha ricordato Denise attraverso due parole: coraggio e sofferenza.
Secondo Ciotti, questi due elementi hanno accompagnato la giovane per tutta la vita, in un equilibrio che Denise aveva cercato a lungo di mantenere.
Il presidente di Libera ha ricordato anche gli anni trascorsi vivendo nascosta e il desiderio della giovane di conquistare finalmente una vita autonoma e libera.
“Proprio come Lea, Denise aveva infatti una grande sete di vita, di libertà e di amore”, ha affermato Ciotti.
Il fondatore di Libera ha infine invitato a non trasformare la vicenda personale della giovane in un simbolo da giudicare o compatire. Ha scelto invece l’immagine di Denise nuovamente accanto alla madre: “Vogliamo adesso immaginarla riunita in un grande abbraccio con la sua mamma”.
Con la morte di Denise Cosco si chiude una vicenda umana strettamente intrecciata alla battaglia di Lea Garofalo contro la ‘ndrangheta. Una storia nella quale la figlia, ancora giovanissima, scelse di contribuire alla ricerca della verità sull’assassinio della madre, assumendo un ruolo determinante nel successivo percorso giudiziario.

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