Moretti fuori dal carcere: scoppia il caso tra Italia e Berna

Moretti fuori dal carcere: scoppia il caso tra Italia e Berna
Foto IPA Agency

Moretti torna libero: l’ira di Meloni scuote la città di Roma

Berna, 23 gennaio 2026— Una decisione che scuote i rapporti diplomatici tra Svizzera e Italia e riapre una ferita mai rimarginata. Jacques Moretti, titolare del locale “Le Constellation” e figura centrale nell’inchiesta sulla tragica strage di Capodanno, ha lasciato il penitenziario. Il Tribunale vallesano per le misure coercitive ha ricalibrato la valutazione sul rischio di fuga, concedendo la libertà provvisoria all’imprenditore. La svolta è arrivata grazie all’intervento di un misterioso finanziatore che ha versato una cauzione di 200 mila franchi svizzeri, permettendo a Moretti di scambiare la cella con un regime di sorveglianza cittadina. Le prescrizioni imposte dalla magistratura elvetica sono quelle che il codice definisce “misure standard”: l’indagato non potrà varcare i confini nazionali e avrà il tassativo obbligo di firma quotidiana presso il posto di polizia locale. Ma la tecnicalità giuridica non ha fermato l’ondata di indignazione che, dal Canton Vallese, è rimbalzata immediatamente nei palazzi della politica a Roma, innescando una reazione diplomatica senza precedenti.

La furia di Giorgia Meloni e la nota formale del Governo

Il rilascio di Moretti è stato accolto con parole durissime dalla Presidente del Consiglio. Attraverso i suoi canali ufficiali, Giorgia Meloni ha definito la scarcerazione un vero e proprio “oltraggio” alla memoria dei giovani che hanno perso la vita nel rogo del locale. La Premier ha espresso vicinanza alle famiglie, descrivendo la decisione dei giudici svizzeri come un insulto al dolore dei sopravvissuti. Il Governo italiano ha già annunciato che non lascerà cadere la questione nel vuoto: è stata preannunciata una richiesta ufficiale di chiarimenti alle autorità di Berna per comprendere come sia stato possibile ridurre la pericolosità del profilo di Moretti a fronte di una tragedia di tale portata.

Diplomazia e sdegno nelle parole del Ministro Tajani

Sulla stessa linea d’urto si è posizionato il Ministro degli Esteri Antonio Tajani. Il Vicepremier ha evidenziato come l’atto della magistratura svizzera ignori totalmente la sensibilità delle famiglie italiane coinvolte, molte delle quali risiedono o hanno legami con la città di Roma. Tajani ha ribadito che l’Italia non smetterà di vigilare affinché il processo per la strage non subisca rallentamenti o deviazioni. La promessa della Farnesina è quella di raddoppiare gli sforzi per garantire che le responsabilità penali siano accertate con rigore, evitando che cauzioni in denaro possano offuscare la ricerca della verità su una sciagura che ha sconvolto l’opinione pubblica nazionale.

Il dolore dei familiari e il paradosso del monumento spostato

Mentre la politica alza i toni, il cuore della sofferenza resta nelle parole dei genitori di Riccardo Minghetti, il sedicenne rimasto vittima dell’incendio. Massimo e Carla Minghetti si sono detti “sconcertati” e traditi dalle istituzioni. Il paradosso denunciato dai familiari è atroce: nello stesso giorno in cui incontravano il Presidente della Confederazione Guy Parmelin ricevendone solidarietà, la giustizia locale apriva le porte del carcere a Moretti. A questo si aggiunge un ulteriore affronto simbolico: lo spostamento del monumento commemorativo dei ragazzi, rimosso dal centro del paese per essere relegato in una zona marginale. Un gesto che, unito alla libertà concessa all’imputato, fa temere ai genitori delle vittime che la giustizia svizzera stia cercando di “nascondere” il dramma invece di risolverlo.

Le prossime tappe giudiziarie e il rischio di tensioni internazionali

La scarcerazione non ferma l’iter processuale, ma cambia radicalmente la percezione della sicurezza attorno al caso. Se da un lato la difesa sostiene che il pericolo di inquinamento delle prove sia ormai nullo, dall’altro l’opinione pubblica legge questa mossa come un segnale di lassismo. Nei prossimi giorni la pressione diplomatica potrebbe portare a nuovi confronti diretti tra i ministeri della giustizia dei due Paesi. Resta il fatto che, con Moretti a piede libero, il clima si fa pesantissimo, con la comunità che chiede a gran voce che la dignità dei morti non venga barattata con una cauzione economica, per quanto elevata. La tensione tra Berna e l’esecutivo guidato da Meloni sembra destinata a crescere, mentre le famiglie attendono ancora una risposta definitiva sul perché i propri figli non siano mai tornati a casa.

(Italpress)

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