Mondiali 2026: l’Italia spera ancora nel ripescaggio Fifa

Mondiali 2026: l'Italia spera ancora nel ripescaggio Fifa

 Il futuro degli azzurri dipende dal destino della nazionale 

ROMA, 20 aprile 2026 – Le speranze della Nazionale italiana di partecipare ai prossimi Mondiali 2026 si riaccendono improvvisamente, alimentate da un complesso intreccio diplomatico e regolamentare che coinvolge i vertici del calcio globale. Nonostante il verdetto del campo, che ha visto gli azzurri soccombere nella finale degli spareggi contro la Bosnia, la Federazione Italiana Giuoco Calcio osserva con estrema attenzione l’evolversi della crisi internazionale tra Stati Uniti e Iran. La rassegna che sarà ospitata congiuntamente da Usa, Canada e Messico, potrebbe infatti perdere una delle sue protagoniste asiatiche. La tensione bellica tra Teheran e Washington mette seriamente in dubbio la presenza della selezione iraniana, aprendo di fatto un vuoto nell’organico del torneo che la Fifa dovrà colmare in tempi rapidissimi, considerando che il calcio d’inizio è previsto per il prossimo 11 giugno.

La chiave di volta per un eventuale ritorno in gioco dell’Italia risiede nelle pieghe del codice federale internazionale. Secondo l’articolo 6.7 del regolamento, il Consiglio Fifa ha la facoltà esclusiva di decidere sulle sostituzioni in caso di forfait di una nazionale qualificata. Questa norma attribuisce a Gianni Infantino un potere di manovra quasi assoluto. Evelina Christilin, figura di spicco nelle istituzioni calcistiche europee, ha recentemente confermato che la decisione finale spetterà proprio al Presidente della Fifa, su suggerimento dell’amministrazione centrale. Sebbene l’Iran esprima ufficialmente la volontà di giocare, la prudenza del suo governo e le difficoltà logistiche legate al conflitto rendono la loro partecipazione un’ipotesi sempre più fragile. In questo scenario, l’Italia vanta un argomento di peso: la dodicesima posizione nel ranking mondiale, che la colloca come la prima nazione esclusa per meriti sportivi globali.

Negli ultimi giorni ha preso corpo una proposta suggestiva, rilanciata da fonti autorevoli come The Athletic: l’organizzazione di un mini-torneo di qualificazione dell’ultimo minuto. Questo super playoff a quattro squadre verrebbe disputato direttamente sul suolo statunitense a ridosso dell’inizio della manifestazione. Il format prevederebbe la partecipazione delle due migliori escluse del ranking Uefa, ovvero Italia e Danimarca, contrapposte a due selezioni asiatiche rimaste fuori, come gli Emirati Arabi Uniti. Un precedente simile è stato già testato durante l’ultimo Mondiale per Club, dove un posto vacante è stato assegnato tramite uno spareggio d’urgenza. Questa soluzione permetterebbe alla Fifa di garantire la regolarità sportiva del torneo, evitando una scelta puramente politica e offrendo agli azzurri una seconda chance reale sul rettangolo verde.

Dal canto suo, l’Iran non sembra intenzionato a rinunciare facilmente al proprio posto. Il commissario tecnico Amir Ghalenoei ha ribadito che la squadra è pronta a partire, ma il vero ostacolo resta la politica estera. Teheran ha precedentemente rifiutato l’idea di giocare negli Stati Uniti, proponendo lo spostamento delle proprie gare nel girone G verso il territorio messicano, richiesta che ha ricevuto un secco diniego da Zurigo. Il Ministro dello Sport iraniano, Ahmad Donyamali, ha subordinato la partecipazione al rispetto del cessate il fuoco concordato con gli Usa. Tuttavia, se la situazione non dovesse normalizzarsi entro le prossime settimane, la Fifa sarà costretta a intervenire d’ufficio per garantire l’integrità del calendario. In questo contesto, le pressioni di Aleksander Ceferin, presidente della Uefa, potrebbero risultare determinanti per spingere la candidatura italiana all’interno del Consiglio Fifa, composto da 37 membri chiamati al voto.

Non mancano però visioni alternative che potrebbero penalizzare l’Italia. Alcuni osservatori suggeriscono che, per equità geografica, il posto dell’Iran dovrebbe andare a un’altra asiatica, come gli Emirati Arabi Uniti o la Palestina. Proprio il ripescaggio della selezione palestinese è stato ipotizzato come un segnale di pace dal forte valore simbolico. Tuttavia, il valore commerciale e sportivo della Nazionale italiana rappresenta un volano economico fondamentale per la riuscita di un Mondiale in Nord America.

Gli sponsor e i detentori dei diritti televisivi premono per avere le grandi potenze storiche del calcio nella fase finale. La decisione definitiva arriverà presumibilmente entro la metà di maggio, quando la Fifa dovrà ufficializzare le liste dei partecipanti. Fino ad allora, il destino degli azzurri resterà appeso alle mosse della diplomazia internazionale e alle strategie di vertice di Gianni Infantino.

(Scs/Adnkronos)

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