Mondiale d’oro alla Spagna, premi record ma pesa il fisco Usa

Mondiale d'oro alla Spagna, premi record ma pesa il fisco Usa

Montepremi storico Fifa, tasse e dazi riducono gli assegni ai calciatori

⚽ La Spagna conquista il Mondiale 2026 e incassa il premio Fifa da 50 milioni di dollari. Ma per i calciatori arriva la sorpresa fiscale: tra imposizione federale e tasse statali negli Usa, gli assegni individuali potrebbero ridursi sensibilmente.


Un montepremi senza precedenti per il Mondiale 2026

L’edizione 2026 della Coppa del Mondo di calcio ha fatto registrare il montepremi più elevato mai messo a disposizione dalla Fifa. Per il torneo disputato tra Stati Uniti, Messico e Canada, la federazione internazionale ha destinato complessivamente 871 milioni di dollari alle 48 nazionali partecipanti.

La distribuzione delle somme è avvenuta in base al percorso compiuto da ciascuna selezione nel torneo, premiando in misura crescente il raggiungimento delle fasi finali della competizione.

Alla Spagna il premio più ricco

La nazionale della Spagna, vincitrice del titolo mondiale grazie al successo per 1-0 sull’Argentina nella finale, ha ricevuto un premio di 50 milioni di dollari. Alla formazione argentina, classificatasi al secondo posto, sono andati circa 33 milioni di dollari.

Anche le altre squadre giunte fino alle ultime fasi del torneo hanno beneficiato di premi consistenti. L’Inghilterra, terza classificata, ha ottenuto circa 29 milioni di dollari, mentre alla Francia, quarta, sono stati destinati circa 27 milioni.

Per tutte le nazionali qualificate alla fase a gironi era comunque previsto un contributo minimo di 12,5 milioni di dollari, destinato ad aumentare progressivamente con il superamento dei turni a eliminazione diretta.

I premi vengono assegnati alle federazioni

Le somme stanziate dalla Fifa vengono versate direttamente alle singole federazioni calcistiche nazionali. Saranno poi queste ultime a stabilire modalità e criteri di ripartizione tra calciatori, componenti dello staff tecnico e altri soggetti coinvolti nell’attività della nazionale.

Il sistema di distribuzione lascia quindi autonomia alle federazioni nella gestione delle risorse ricevute al termine della manifestazione.

Il peso della fiscalità negli Stati Uniti

Secondo quanto riportato da Sky TG24, il valore effettivo dei premi destinati ai giocatori potrebbe risultare sensibilmente inferiore a causa della normativa fiscale applicata negli Stati Uniti.

La tassazione si articolerebbe su due livelli. Il primo riguarda il sistema fiscale federale statunitense, che prevede imposte sui compensi percepiti dagli atleti stranieri per le prestazioni svolte sul territorio americano. L’aliquota varia in base agli accordi fiscali esistenti tra gli Stati Uniti e il Paese di provenienza dell’atleta e può arrivare fino al 30%.

La “jock tax” applicata dagli Stati

A questa imposizione si aggiunge la cosiddetta “jock tax”, la tassa statale applicata in diversi Stati americani ai redditi prodotti dagli sportivi durante eventi disputati sul territorio. Tra gli Stati con le aliquote più elevate figura il New Jersey, sede della finale del Mondiale.

Questa ulteriore imposizione fiscale interessa direttamente gli atleti che hanno maturato redditi nello Stato in occasione della competizione.

Federazioni escluse, impatto sui calciatori

La fiscalità non riguarda le somme riconosciute alle federazioni, ma incide sulle quote successivamente distribuite ai singoli giocatori. Secondo quanto riportato, la Federazione spagnola potrebbe richiedere l’esenzione fiscale prevista negli Stati Uniti per determinate attività senza scopo di lucro, limitando così gli effetti sul premio complessivo ricevuto.

Diversa sarebbe invece la situazione dei calciatori, che potrebbero vedere ridotto il compenso individuale prima per effetto della tassazione applicata negli Stati Uniti e successivamente in relazione agli obblighi fiscali previsti nei rispettivi Paesi di residenza.

Il risultato è che, nonostante il montepremi record predisposto dalla Fifa per l’edizione 2026 della Coppa del Mondo, gli importi effettivamente percepiti dai protagonisti in campo potrebbero essere sensibilmente inferiori rispetto alle cifre annunciate al termine del torneo.

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