Militari nel partito di Vannacci, aperti accertamenti a Roma

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Procura militare valuta i ruoli assunti in Futuro Nazionale.

📌 FLASH NEWS – La Procura militare di Roma ha avviato accertamenti preliminari sui militari legati a Futuro Nazionale dopo un esposto. La difesa di Roberto Vannacci esclude ipotesi di reato e confida nella rapida archiviazione del fascicolo


Accertamenti preliminari avviati dalla Procura militare

La Procura militare di Roma, guidata dal procuratore Marco De Paolis, ha avviato accertamenti preliminari sulla posizione di appartenenti alle Forze Armate che avrebbero assunto ruoli all’interno della struttura organizzativa di Futuro Nazionale, il partito di Roberto Vannacci. L’iniziativa segue un esposto presentato dal Sindacato dei Militari e arriva dopo l’attenzione dedicata alla vicenda anche da organi della stampa estera.

L’attività della magistratura militare è finalizzata a stabilire se, rispetto alle condotte segnalate, possano emergere elementi riconducibili alla propria competenza. La verifica riguarda quindi persone sottoposte alla giurisdizione militare e il loro eventuale coinvolgimento nell’organizzazione politica.

La Procura, allo stato degli atti, ha parlato espressamente di «accertamenti preliminari». Si tratta dunque di una fase di verifica, destinata a chiarire la natura delle posizioni segnalate e l’eventuale rilevanza dei comportamenti contestati.

L’esposto presentato dal Sindacato dei Militari

Alla base dell’attività della Procura militare c’è un esposto nel quale vengono indicati almeno due militari che avrebbero legami con Futuro Nazionale. Secondo quanto riportato nel documento, si tratterebbe di due sottufficiali che ricoprono anche ruoli in organizzazioni sindacali di categoria.

Il punto sottoposto all’attenzione dei magistrati riguarda l’eventualità che, anche attraverso l’attività sindacale, possa essere stata svolta attività politica all’interno del partito. La questione viene collegata al principio di neutralità al quale sono tenuti gli appartenenti alle Forze Armate.

Il Sindacato dei Militari ha inoltre chiesto che le verifiche non rimangano circoscritte alle due posizioni espressamente indicate nell’esposto. La richiesta è quella di valutare anche la presenza di eventuali altri appartenenti alle Forze Armate che possano trovarsi in una situazione analoga nell’ambito della struttura di Futuro Nazionale.

Le verifiche sulla posizione degli appartenenti alle Forze Armate

Il perimetro degli accertamenti è stato precisato dallo stesso procuratore Marco De Paolis. L’obiettivo è verificare l’eventuale esistenza di fatti rientranti nella stretta competenza della magistratura militare, con riferimento a soggetti sottoposti alla relativa giurisdizione.

La vicenda pone quindi al centro il rapporto tra lo status di militare in servizio e l’assunzione di incarichi all’interno di una formazione politica. Saranno gli accertamenti avviati dalla Procura a definire se le circostanze indicate nell’esposto abbiano conseguenze di competenza dell’autorità giudiziaria militare.

In questa fase non viene indicata l’esistenza di responsabilità già accertate. L’attività descritta dalla Procura è diretta proprio alla valutazione preliminare dei fatti e delle posizioni delle persone interessate.

La posizione della difesa di Roberto Vannacci

Sulla vicenda è intervenuto l’avvocato Giorgio Carta, difensore del generale Roberto Vannacci. Il legale sostiene che, sulla base delle informazioni emerse, non sarebbe configurabile alcuna fattispecie di reato, né comune né militare.

Secondo Giorgio Carta, la questione potrebbe eventualmente collocarsi sul piano disciplinare, ma non su quello penale, in mancanza di una specifica norma incriminatrice. La difesa osserva inoltre che non esisterebbe una disposizione legislativa che vieti espressamente a un militare in servizio di ricoprire un incarico all’interno di un partito politico.

Il legale richiama, su questo punto, differenti pronunce della giustizia amministrativa. In particolare cita la sentenza numero 5845 del 2017 del Consiglio di Stato, dalla quale è stata ricavata in via interpretativa una posizione restrittiva sull’assunzione di incarichi politici da parte dei militari.

I precedenti richiamati dall’avvocato Giorgio Carta

Giorgio Carta sottolinea però che quello espresso dal Consiglio di Stato non sarebbe stato l’unico orientamento registrato nella giurisprudenza amministrativa. Il difensore di Roberto Vannacci richiama infatti anche la sentenza numero 409 del 2011 del Tar Umbria e la numero 1127 del 2016 del Tar Piemonte, quest’ultima successivamente riformata dal Consiglio di Stato.

Per la difesa, anche accogliendo l’interpretazione più restrittiva relativa ai limiti imposti ai militari in servizio, una sua eventuale violazione non potrebbe automaticamente trasformarsi in un illecito penale senza l’esistenza di una precisa fattispecie incriminatrice.

Da questa impostazione deriva la posizione espressa dall’avvocato Carta, che ha manifestato serenità rispetto agli accertamenti in corso e ha dichiarato di confidare in una loro rapida conclusione con l’archiviazione.

La Procura dovrà definire il perimetro della vicenda

Gli approfondimenti della Procura militare di Roma dovranno ora chiarire la posizione degli appartenenti alle Forze Armate indicati nell’esposto e verificare se vi siano altri soggetti nelle medesime condizioni. Il nodo riguarda ruoli, attività e responsabilità eventualmente riconducibili alla giurisdizione militare.

Da una parte, il Sindacato dei Militari chiede di verificare se la partecipazione alla struttura di Futuro Nazionale possa entrare in contrasto con il dovere di neutralità previsto per chi appartiene alle Forze Armate. Dall’altra, la difesa di Roberto Vannacci sostiene che i fatti descritti non presentino profili penalmente rilevanti.

La valutazione spetta adesso alla Procura militare di Roma, che attraverso gli accertamenti preliminari dovrà stabilire se esistano elementi sui quali procedere ulteriormente oppure se le verifiche possano concludersi senza conseguenze sul piano penale militare.

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