Protagonisti Sartori e Battisti, simboli del canottaggio
La fiamma olimpica dei Giochi invernali di Milano Cortina 2026 ha fatto tappa oggi a Sabaudia, città simbolo del canottaggio italiano e casa delle Fiamme Gialle, nel segno di una storia sportiva fatta di famiglia, tradizione e grandi successi internazionali. Protagonisti della giornata Matteo e Alessio Sartori insieme a Romano Battisti, tre nomi che hanno scritto pagine importanti del canottaggio azzurro.
Alle 16.27, in prossimità della torre civica, Matteo Sartori ha ricevuto la torcia olimpica. L’azzurro, protagonista ai Giochi di Parigi 2024 e oro in Coppa del Mondo nel 2025, ha dato il via al percorso rendendo omaggio anche alla memoria delle Olimpiadi di Roma, in un passaggio fortemente simbolico per la storia dello sport italiano.
Dopo circa duecento metri percorsi in direzione del mare, il cambio della fiaccola ha visto entrare in scena il padre Alessio Sartori, autentica leggenda del canottaggio nazionale. Cinque partecipazioni olimpiche e tre medaglie nel suo palmarès – l’oro a Sydney 2000 nel quattro di coppia, l’argento a Londra 2012 nel doppio e il bronzo ad Atene 2004 sempre nel doppio – hanno accompagnato il suo tratto di percorso fino al ponte di Sabaudia.
Proprio lì Alessio Sartori ha consegnato la fiamma a Romano Battisti, suo capovoga nell’equipaggio che conquistò la medaglia d’argento alle Olimpiadi di Londra 2012. Un passaggio di testimone carico di significato, che ha unito generazioni diverse di campioni legati dallo stesso percorso sportivo e dalla stessa base, quella di Sabaudia, da anni punto di riferimento per il canottaggio italiano.
La tappa sabaudiese della fiamma olimpica ha così celebrato non solo l’avvicinamento ai Giochi di Milano Cortina 2026, ma anche i valori dello sport, della continuità e della famiglia, incarnati in modo emblematico dalla dinastia Sartori e dal legame con Romano Battisti.
Nella foto: Romano Battisti, Matteo Sartori e Alessio Sartori con la fiaccola olimpica di Milano Cortina 2026.

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