Messico, massacro al campo da calcio: undici morti e feriti

Messico, massacro al campo da calcio: undici morti e feriti

Il commando armato semina il terrore a Salamanca: è strage

SALAMANCA, 26 gennaio 2026 – Un pomeriggio dedicato allo sport si è trasformato in un incubo di sangue nel cuore del Messico centrale. Un commando di uomini armati ha fatto irruzione in un impianto sportivo situato nello stato di Guanajuato, aprendo il fuoco in modo indiscriminato contro giocatori e spettatori che si trovavano su un campo da calcio. Il bilancio dell’aggressione, comunicato ufficialmente dalle autorità municipali, è pesantissimo: undici persone hanno perso la vita e altre dodici sono rimaste ferite nel corso della sparatoria. Secondo quanto riferito dall’ufficio del primo cittadino, dieci vittime sono decedute istantaneamente sul rettangolo di gioco, mentre l’undicesima è spirata poco dopo il ricovero in ospedale a causa delle ferite riportate.

La caccia ai sicari e l’emergenza sanitaria a Salamanca

L’amministrazione locale ha immediatamente attivato un protocollo di emergenza e un’operazione di sicurezza su vasta scala per tentare di intercettare i responsabili, riusciti a dileguarsi subito dopo il massacro. Al momento, dodici persone risultano ricoverate in condizioni critiche e stanno ricevendo cure mediche intensive nei nosocomi della zona. La polizia federale e le forze d’élite sono state dispiegate per setacciare l’area urbana e i dintorni della città di Salamanca, nel tentativo di ricostruire la dinamica di un assalto che appare pianificato con spietata precisione. Il clima di tensione è altissimo, mentre i reparti della scientifica lavorano per repertare i numerosi bossoli rinvenuti sul terreno di gioco.

Un weekend di terrore tra sparatorie e resti umani

L’eccidio al campo sportivo non rappresenta purtroppo un episodio isolato in questo drammatico fine settimana. Poche ore prima della strage, la stessa cittadina messicana era stata teatro di un altro macabro ritrovamento: le forze dell’ordine hanno infatti recuperato quattro sacchi contenenti resti umani abbandonati in una zona periferica. Questi eventi confermano la recrudescenza della violenza legata al controllo del territorio da parte delle organizzazioni criminali nello stato di Guanajuato, ormai da tempo epicentro di scontri tra fazioni rivali. La popolazione locale vive ore di puro terrore, vedendo colpiti anche i luoghi di aggregazione sociale più semplici e quotidiani, come i centri sportivi dedicati ai giovani.

La risposta dello stato e la crisi della sicurezza nazionale

Il governo centrale messicano è sotto pressione per la gestione di un’ondata di omicidi che sembra non conoscere sosta. La strage di Salamanca riaccende il dibattito sulla capacità delle autorità di garantire la sicurezza minima nei luoghi pubblici. Nonostante il dispiegamento costante della Guardia Nazionale, i cartelli continuano a colpire con impunità, utilizzando tattiche di guerriglia urbana che lasciano sul campo decine di vittime civili. Le indagini della Procura sono ora orientate a verificare se l’attacco al campo da calcio sia collegato direttamente al ritrovamento dei resti umani o se si tratti di un messaggio intimidatorio rivolto alla comunità locale o a gruppi criminali avversari operanti nella regione.

(Brt/Adnkronos)

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