Dal G20 in Africa a Ginevra, diplomazia in movimento
La premier Giorgia Meloni ha seguito da vicino gli sviluppi dei negoziati sulla pace in Ucraina, mantenendo costanti contatti con il suo consigliere diplomatico Fabrizio Saggio e intervenendo pubblicamente al termine del G20 di Johannesburg, il primo ospitato in Africa. Subito dopo la chiusura dei lavori, Meloni ha incontrato la stampa italiana per fare il punto, prima di ripartire per Luanda, dove si svolge il vertice Ue–Unione Africana.
Al centro delle domande, il piano di pace in 28 punti proposto da Donald Trump, che ha suscitato discussioni nelle capitali europee. Per Meloni, quel documento resta la base da cui partire: “Molti punti sono condivisibili, conviene concentrarsi su ciò che c’è e sulle questioni dirimenti”, ha spiegato. La premier ha confermato una lunga telefonata con Trump, durante la quale ha riscontrato disponibilità a modificare alcuni passaggi. Alla conversazione era presente anche il presidente finlandese Alexander Stubb.
Da Ginevra arrivano segnali di ottimismo: il segretario di Stato Marco Rubio ha definito l’incontro con il negoziatore ucraino Andrij Yermak “il più produttivo finora”, sottolineando progressi concreti. L’obiettivo americano è ottenere il via libera ucraino entro il 27 novembre, in coincidenza con il Giorno del Ringraziamento.
Sul fronte europeo, Meloni richiama l’Ue a una “prova di maturità”. La premier individua nella bozza statunitense elementi positivi, soprattutto in tema di garanzie di sicurezza, con un coinvolgimento diretto degli Stati Uniti sul modello dell’articolo 5 della Nato. Allo stesso tempo, i partner europei lavorano su una proposta alternativa in 24 punti, che sfuma i toni sulla presenza Nato e non contempla concessioni territoriali.
Meloni ha ribadito che l’Italia considera la bozza Trump un punto di partenza, pronta a migliorarla insieme agli altri Paesi. Al termine della riunione dei cosiddetti “volenterosi”, è stato diffuso un comunicato che riafferma il principio secondo cui i confini non devono essere modificati con la forza e che esprime preoccupazione per le limitazioni proposte alle forze armate ucraine.
Sul fronte interno, la premier ha ridimensionato le ipotesi di tensioni con il vicepremier Matteo Salvini, ribadendo che il confronto aperto rafforza la coalizione. Ha riconosciuto che la corruzione in Ucraina incide sul dibattito pubblico, ma ha sottolineato la capacità di Kiev di reagire: “Ha dimostrato di avere gli anticorpi”.
Quanto al programma Purl, che prevede l’acquisto di armi dagli Usa per inviarle a Kiev, Meloni ha chiarito che non esiste una scadenza precisa e che l’Italia è impegnata su altre priorità, tra cui un nuovo pacchetto di aiuti. Ferma la posizione su Mosca: “Putin non ha reale volontà di chiudere la guerra”, ha detto, ribadendo la necessità di un cessate il fuoco per fermare i bombardamenti sulle infrastrutture civili.
Il fronte diplomatico resta in pieno movimento. Meloni ha anticipato nuovi coordinamenti con i leader europei e una riunione della coalizione dei volenterosi in videoconferenza. “Tutti parlano con tutti, tutti si incontrano”, ha osservato, descrivendo la faticosa ricerca di un equilibrio che possa aprire la strada alla pace.
dall’inviato Antonio Atte – Ant/Adnkronos

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