Esclude contraccolpi per Roma nei rapporti bilaterali con gli Stati Uniti
La premier ammette di essere rimasta colpita
Giorgia Meloni ha rotto il silenzio sullo scontro con Donald Trump intervenendo martedì 23 giugno all’evento “Il giorno de La Verità”, organizzato dal quotidiano diretto da Maurizio Belpietro a Roma. La presidente del Consiglio ha confermato di essere stata sinceramente sorpresa dalle dichiarazioni del presidente americano, ribadendo tuttavia la propria volontà di non alimentare ulteriormente la polemica.
La premier ha dichiarato di aver letto con attenzione le diverse ricostruzioni circolate nelle ultime ore, inclusi i video diventati virali nei quali il suo atteggiamento sembrava assertivo, fino alle ipotesi secondo cui la disputa sarebbe stata orchestrata per distogliere l’attenzione dal negoziato con l’Iran. Meloni ha detto di non poter affermare con certezza se queste interpretazioni siano fondate, ma ha chiarito di non voler continuare a tenere viva la disputa.
Nessun contraccolpo nei rapporti bilaterali
La premier ha escluso rischi di contraccolpi nelle relazioni tra Roma e Washington, sottolineando che i due sistemi condividono una storia di cooperazione così consolidata da non poter essere messa in discussione da uno scontro sui social media. Sul piano istituzionale ed economico, Meloni ha riferito che i rapporti procedono regolarmente sia nelle ultime settimane sia negli ultimi mesi.
Roma e Washington stanno finalizzando i dettagli per la firma di un memorandum sui minerali e per l’adesione dell’Italia alla Pax Silica, l’alleanza a guida statunitense sui minerali critici, considerata il primo passo per rinsaldare le relazioni bilaterali.
Sulla partecipazione ai tradizionali festeggiamenti per il 4 luglio all’ambasciata americana di Villa Taverna, Meloni ha precisato che il governo sarà presente, anche per rispetto nei confronti dell’ambasciatore Fertitta, definito una personalità impegnata a mantenere saldi i legami tra i due Paesi. In precedenza, il ministro degli Esteri Antonio Tajani aveva annullato la propria missione a Washington come segnale diplomatico: una scelta che la premier ha giudicato opportuna nell’immediato, ma da non prolungare oltre.
La politica estera non è Temptation Island
Meloni ha colto l’occasione per richiamare la comunità politica e mediatica a un approccio più maturo ai temi internazionali. La premier ha invitato a non trattare la politica estera come se fosse un format televisivo di intrattenimento, richiamando i meme e le semplificazioni circolate in rete nei giorni precedenti come esempio negativo. Ha ribadito che la linea della politica estera italiana non cambierà rispetto ai principi seguiti negli ultimi ottant’anni, con il mantenimento dell’asse solido tra Stati Uniti ed Europa come cardine della forza dell’Occidente.
Iran, Hormuz e il nodo nucleare regionale
Sul fronte mediorientale, Meloni ha espresso un cauto ottimismo riguardo all’accordo in discussione tra Washington e Teheran, individuando tre nodi fondamentali da affrontare. Il primo riguarda la proliferazione nucleare: la premier ha escluso categoricamente che il regime degli ayatollah possa dotarsi di armamenti atomici, anche alla luce della capacità missilistica a lungo raggio già dimostrata dall’Iran.
Il secondo nodo è la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. Meloni ha avvertito che consentire agli iraniani di imporre un pedaggio su quello snodo del commercio globale aprirebbe un precedente pericolosissimo, trasformando ogni passaggio strategico del pianeta in uno strumento di pressione politica. L’Italia ha già dato la propria disponibilità a partecipare a una missione per garantire la libertà di navigazione in uno scenario di pace, subordinatamente all’autorizzazione parlamentare.
Il Libano e il vertice con Macron
Il Libano rappresenta per l’Italia un quadrante prioritario, con una lunga storia di impegno in prima linea. La premier ha sottolineato il coraggio dimostrato dal presidente libanese nel dare la propria disponibilità a un negoziato diretto con Israele, e ha indicato il dossier come uno dei temi centrali del bilaterale previsto giovedì con il presidente francese Emmanuel Macron, nell’ambito del vertice intergovernativo italo-francese. Per Meloni, Italia e Francia possono svolgere un ruolo costruttivo comune su questo fronte.
Legge elettorale e stabilità di governo
Sul versante interno, la premier ha difeso l’iniziativa parlamentare per la modifica della legge elettorale, inquadrandola come una misura di interesse generale e non come uno strumento a vantaggio della coalizione di centrodestra. Ha rivendicato la trasformazione dell’immagine del Paese: da esempio di instabilità cronica, l’Italia è diventata un’ancora di solidità in un contesto europeo caratterizzato da crescenti turbolenze.
Nucleare, corsa contro il tempo
Sul dossier energetico, Meloni ha annunciato che il governo sta già lavorando ai decreti attuativi sul nucleare e punta ad approvare la legge delega entro la pausa estiva, senza perdere nemmeno un giorno. La premier ha indicato due ragioni strategiche alla base della scelta: l’indipendenza energetica in un contesto globale sempre più instabile e la competitività delle imprese italiane sul mercato internazionale. Con circa un anno rimasto alla fine della legislatura, Meloni ha indicato il ritorno al nucleare civile come uno dei principali obiettivi da portare a compimento prima del termine del mandato.

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