La premier soddisfatta dei risultati del vertice a Evian
Una convergenza che non era scontata
Il G7 conclusosi il 17 giugno 2026 a Évian-les-Bains è stato “un vertice importante” dei cui risultati la presidente del Consiglio Giorgia Meloni si è dichiarata soddisfatta, ringraziando il presidente francese Emmanuel Macron per l’organizzazione. Secondo la premier, il summit ha prodotto “un ottimo clima” e una convergenza che non era affatto scontata tra i sette grandi. Adnkronos
Nella conferenza stampa conclusiva, Meloni ha sintetizzato in tre messaggi trasversali l’esito complessivo dei lavori: l’unità del gruppo, la capacità del G7 di dialogare con i partner internazionali e la volontà di allargare lo sguardo oltre i tradizionali blocchi geopolitici. Un bilancio positivo, che arriva in uno dei momenti di maggiore tensione dello scenario globale.
Italia disponibile per Hormuz, ma con le dovute procedure
Il dossier mediorientale ha occupato una parte centrale della conferenza stampa. Meloni ha confermato ai partner che l’Italia è pronta a fare la propria parte nell’ambito di eventuali missioni volte a garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz e la sicurezza dei traffici commerciali, fermo restando il rispetto delle necessarie procedure autorizzative.
La premier ha però precisato con chiarezza i tempi e le condizioni di un eventuale impegno militare italiano. Ha spiegato che nei prossimi sessanta giorni si valuterà come si evolve la situazione, e che nel frattempo si svolgeranno incontri prevalentemente tecnici di carattere preparatorio. L’autorizzazione parlamentare, ha chiarito, sarà richiesta solo quando la missione sarà qualcosa di concretamente realistico, e comunque in tempo utile per consentire un dibattito adeguato alle Camere.
L’accordo con l’Iran e il nodo Israele
Sul fronte dell’intesa raggiunta tra Washington e Teheran, Meloni ha espresso apprezzamento per il lavoro svolto da Donald Trump, pur sottolineando le fragilità del percorso. La premier ha auspicato che Israele operi ora come attore positivo nel processo di pace, avvertendo che il dibattito interno israeliano, legato anche alla campagna elettorale in corso, non deve compromettere il percorso avviato dagli Stati Uniti.
In merito alle dichiarazioni del ministro della Sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben-Gvir, che ha affermato di non sentirsi vincolato dall’accordo sottoscritto da Trump, Meloni ha detto che “bisogna fare attenzione a questa dinamica”, aggiungendo che occorre anche verificare la sincerità dell’Iran nel voler chiudere definitivamente questa pagina.
Un giudizio, quello della premier, che riflette la consapevolezza che la stabilità regionale rimane precaria e che richiederà un lavoro costante nei mesi a venire.
Ucraina: unità occidentale e proposta di mediatore europeo
Sul conflitto in Ucraina, Meloni ha ribadito la posizione italiana in linea con quella degli altri leader del G7. Ha sottolineato come l’unità e la fermezza dell’Occidente rappresentino gli strumenti più efficaci per creare le condizioni necessarie a un negoziato reale, evidenziando che mentre Zelensky ha dimostrato un atteggiamento sincero verso la risoluzione del conflitto, Mosca non ha finora inviato segnali concreti in questa direzione.
In questa cornice, Meloni ha annunciato l’intenzione di rilanciare in sede di Consiglio europeo la proposta di un mediatore unico dell’Unione europea per il dossier ucraino. Ha osservato che la moltiplicazione dei formati di confronto rischia di rendere meno efficace il contributo europeo, poiché nessuno di questi format possiede l’autorevolezza necessaria per parlare a nome dell’intera Unione.
Riguardo al profilo di questa eventuale figura, Meloni ha precisato di preferire che provenga dalle medie potenze dell’Unione europea, ritenendolo un fattore che renderebbe più difficile per le parti in causa opporre un rifiuto pregiudiziale.
Il rapporto con Trump e l’eredità della presidenza italiana
Meloni ha anche chiarito la natura del suo incontro con il presidente americano, smentendo che il tono del bilaterale fosse stato meramente informale. Ha ribadito che i due leader hanno discusso di argomenti seri, in un clima di reciproco rispetto.
La premier ha inoltre ricordato come tre dei principali temi affrontati nel corso del vertice — intelligenza artificiale, partenariati internazionali con l’Africa e lotta al traffico di esseri umani — derivino direttamente dal lavoro svolto durante la presidenza italiana del G7. Un patrimonio diplomatico che Roma intende continuare a valorizzare nei prossimi mesi, in vista delle sfide ancora aperte sul tavolo geopolitico globale.

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