Diecimila piante sequestrate a Dolianova, due arresti
Una vasta coltivazione illegale di cannabis è stata scoperta dai Carabinieri nelle campagne di Dolianova, in provincia di Cagliari. L’operazione ha portato al sequestro di circa 10.000 piante di canapa indiana coltivate all’interno di quattro grandi capannoni e all’arresto di due uomini ritenuti responsabili della gestione dell’impianto.
L’intervento rappresenta il risultato di una lunga attività investigativa sviluppata dai militari della Stazione di Dolianova, che hanno approfondito alcune segnalazioni raccolte nel territorio riguardanti movimenti sospetti in una zona rurale. Attraverso servizi di osservazione e monitoraggio mirati, i Carabinieri sono riusciti a individuare con precisione il sito dove era stata realizzata la coltivazione.
Una volta raccolti elementi ritenuti sufficienti dagli investigatori, è scattato il blitz che ha coinvolto il personale del Comando Provinciale di Cagliari, i militari della Compagnia di Dolianova e gli specialisti dello Squadrone Eliportato Cacciatori Sardegna di Abbasanta.
All’interno della struttura sono state rinvenute circa diecimila piante di cannabis alte tra un metro e mezzo e un metro e ottanta, tutte in fase avanzata di crescita e prossime alla raccolta. La coltivazione era distribuita nei quattro capannoni che componevano il complesso serricolo, organizzato in modo da favorire la produzione su larga scala.
Durante l’operazione sono stati fermati due uomini sorpresi all’interno dell’area. Si tratta di un agricoltore cinquantenne residente a Dolianova e di un pastore cinquantottenne originario di Pimentel, entrambi già conosciuti dalle forze dell’ordine. Nei loro confronti è stata ipotizzata la responsabilità per il reato di produzione di sostanze stupefacenti.
L’intera piantagione e le strutture utilizzate per la coltivazione sono state poste sotto sequestro. Gli accertamenti proseguono con il coinvolgimento degli specialisti del RIS, incaricati di effettuare campionamenti e analisi tecniche per determinare le caratteristiche qualitative dello stupefacente e quantificare il potenziale valore della produzione illegale.
Informata dell’esito delle indagini preliminari, l’Autorità giudiziaria ha disposto la custodia cautelare in carcere per entrambi gli indagati. Al termine delle formalità di rito, i due sono stati trasferiti nella Casa circondariale di Uta.
L’operazione si inserisce nell’ambito delle attività di contrasto al traffico e alla produzione di sostanze stupefacenti condotte dall’Arma dei Carabinieri in Sardegna. Secondo gli investigatori, il risultato conferma l’importanza del controllo capillare del territorio e della collaborazione con le comunità locali, elementi che consentono di individuare anche attività illecite sviluppate in aree rurali isolate.
Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e per gli indagati resta valido il principio di presunzione di innocenza fino a un eventuale accertamento definitivo delle responsabilità con sentenza irrevocabile di condanna.

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