Massone senza funerali in chiesa, Seminario: cadano steccati

Massone senza funerali in chiesa, Seminario: cadano steccati

Seminario invita al dialogo dopo le esequie religiose negate

📌 FLASH NEWS – Il caso Mario Tarducci riapre il confronto tra Massoneria e Chiesa. Il Gran Maestro Antonio Seminario, dopo le esequie religiose negate a Camporosso, invita a superare gli steccati davanti alla morte e a proseguire il dialogo


La vicenda delle esequie religiose negate a Mario Tarducci, appartenente alla Massoneria, apre una riflessione sul rapporto tra appartenenze, fede, regole delle istituzioni e dignità della persona davanti alla morte. A intervenire sul caso è Antonio Seminario, Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, che affida al Secolo XIX una riflessione centrata sulla necessità di evitare nuove contrapposizioni.

Il caso riguarda il mancato svolgimento dei funerali religiosi nella chiesa di San Marco Evangelista a Camporosso, nella diocesi di Ventimiglia-Sanremo. Seminario parte dall’accaduto per allargare il ragionamento oltre il tradizionale confronto tra Chiesa e Massoneria, ponendo al centro la condizione umana e il significato che assumono le appartenenze quando sopraggiunge la morte.

La riflessione del Gran Maestro sulla morte

Secondo Antonio Seminario, proprio la morte rappresenta un momento capace di riportare ogni persona alla propria dimensione essenziale. Le distinzioni che accompagnano l’esistenza, dalle convinzioni religiose alle appartenenze associative e istituzionali, perdono infatti il loro peso davanti alla conclusione della vita.

«La morte possiede una forza che le nostre appartenenze non hanno: restituisce ciascuno alla propria essenziale condizione umana», osserva il Gran Maestro.

Il ragionamento proposto da Seminario parte dunque da una considerazione precisa: davanti alla morte rimangono innanzitutto la persona, la sua storia personale, gli affetti costruiti durante la vita e il dolore di familiari e persone vicine.

Essere credente o non credente, cattolico oppure massone rappresenta, nella sua riflessione, una distinzione legata alla vita e alle istituzioni. Nel momento della morte, sostiene invece il Gran Maestro, queste categorie dovrebbero lasciare spazio alla comune dimensione umana.

Il rispetto delle regole della Chiesa

Nell’affrontare il caso di Mario Tarducci, Antonio Seminario precisa tuttavia di non voler mettere in discussione il diritto della Chiesa di applicare le proprie norme.

La sua posizione non si traduce quindi in una contestazione dell’autonomia dell’istituzione ecclesiastica. Il punto sollevato riguarda piuttosto il rapporto tra le regole e le situazioni concrete nelle quali quelle stesse norme vengono applicate.

Secondo il Gran Maestro, infatti, ogni norma dovrebbe interrogarsi sui propri limiti quando incontra direttamente l’essere umano e, in maniera ancora più significativa, quando si trova davanti alla morte.

È su questo terreno che il caso delle esequie negate nella chiesa di San Marco Evangelista assume, nella riflessione di Seminario, un significato che supera la singola vicenda e il rapporto storico tra mondo cattolico e Massoneria.

Seminario: Massoneria e fede non sono necessariamente opposte

Un altro passaggio riguarda il rapporto tra appartenenza massonica e fede religiosa. Antonio Seminario respinge l’idea secondo cui essere massone significhi automaticamente assumere una posizione ostile nei confronti della fede.

«Essere massone non significa essere nemico della fede», afferma il Gran Maestro, ricordando la presenza nelle Logge di persone che seguono percorsi differenti sul piano spirituale e della coscienza.

Seminario descrive una realtà composta da uomini di fede, persone attraversate dal dubbio e altre impegnate in differenti percorsi interiori. La questione, secondo il Gran Maestro, non consiste nel chiedere che queste diverse posizioni diventino uguali, ma nel riconoscimento reciproco della libertà delle persone.

È proprio questa impostazione a costituire il punto di partenza della risposta del Grande Oriente d’Italia alla vicenda di Mario Tarducci.

Nessuna nuova contrapposizione con il mondo cattolico

Il Gran Maestro esclude infatti la volontà di trasformare quanto accaduto a Camporosso in un nuovo terreno di scontro. Alla decisione relativa alle esequie religiose non seguirà, nelle intenzioni illustrate da Seminario, una chiusura speculare da parte della Massoneria.

«Non risponderemo a una porta chiusa chiudendone un’altra», afferma.

Il Grande Oriente d’Italia intende invece continuare a ricercare occasioni di confronto con il mondo cattolico e, più complessivamente, con le diverse tradizioni religiose.

Per Seminario, il dialogo assume valore soprattutto quando coinvolge soggetti che partono da convinzioni differenti. Un confronto tra persone che condividono già le medesime posizioni avrebbe infatti una funzione limitata rispetto alla necessità di affrontare le divergenze.

«Il dialogo non serve tra coloro che già pensano allo stesso modo», sottolinea il Gran Maestro.

Il caso Tarducci e il peso delle appartenenze

La vicenda di Mario Tarducci diventa così il punto di partenza per una domanda più ampia sul ruolo delle appartenenze nella vita delle persone. Seminario porta la riflessione sul confine tra identità personale e adesione alle istituzioni, chiedendosi quale rapporto debba esistere tra l’individuo e le realtà nelle quali sceglie di riconoscersi.

La questione posta è se siano le persone a mantenere il controllo delle proprie appartenenze oppure se, in determinate circostanze, siano proprio queste ultime a finire per condizionare completamente il modo attraverso il quale viene considerato l’individuo.

Il tema assume un significato particolare proprio davanti alla morte, quando le differenze costruite nel corso della vita si confrontano con una condizione che accomuna tutti.

L’invito a superare gli steccati

La posizione espressa da Antonio Seminario non punta dunque a cancellare le differenze tra Chiesa e Massoneria né a negare l’esistenza di regole, identità e convinzioni differenti. L’obiettivo indicato è quello di evitare che tali distinzioni impediscano il riconoscimento della comune dimensione umana.

Il caso delle esequie religiose negate a Mario Tarducci a Camporosso rimane così al centro di una riflessione che il Gran Maestro estende oltre i confini della stessa Massoneria.

Nel momento conclusivo della vita, sostiene Seminario, titoli, definizioni e appartenenze perdono progressivamente il significato assunto durante l’esistenza. Ciò che rimane è la persona, insieme alla sua storia e agli affetti che lascia.

«Davanti alla morte cadono titoli, appartenenze e definizioni. Resta l’uomo. E forse è da lì che dovremmo ricominciare».

È su questo principio che il Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia fonda il proprio invito a proseguire il confronto con il mondo cattolico e con le altre tradizioni religiose, evitando che il caso Tarducci diventi occasione per costruire ulteriori divisioni.

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