Manovra, Livolsi: incentivi assenti frenano la crescita

Manovra, Livolsi: incentivi assenti frenano la crescita

Conti in ordine, ma imprese chiedono stabilità fiscale

La legge di Bilancio, dal valore di poco più di 18 miliardi, continua il suo percorso tra emendamenti e tensioni politiche. La maggioranza lavora a compromessi, mentre l’opposizione mantiene un confronto serrato. Sul tavolo misure come il taglio dell’Irpef, la nuova rottamazione delle cartelle, l’aumento dell’età pensionabile, la stretta sugli affitti brevi e ipotesi di condono edilizio. In questo contesto, il viceministro Maurizio Leo ribadisce la necessità di mantenere i conti pubblici in equilibrio.

Secondo l’analisi di Ubaldo Livolsi, docente di Corporate Finance e fondatore di Livolsi & Partners, il vero nodo riguarda gli incentivi alle imprese. Dopo l’abolizione dell’Ace, che premiava la capitalizzazione, le aziende hanno attraversato stagioni di agevolazioni legate a Transizione 4.0 e 5.0, basate su crediti d’imposta. L’Ires premiale per chi assumeva e investiva ha avuto vita breve, mentre il ritorno del super ammortamento previsto per il 2026 appare ancora una misura temporanea. Questa instabilità normativa pesa come un costo aggiuntivo, generando incertezza e frenando la produzione.

La nuova Transizione 5.0, inizialmente dotata di 6,3 miliardi, è stata ridimensionata a 2,5 miliardi finanziati dal Pnrr. I fondi residui sono confluiti su Industria 4.0, ma rapidamente assorbiti. Una questione cruciale che coinvolge direttamente il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e il ministro delle Imprese Adolfo Urso, impegnati a definire garanzie statali sui prestiti.

Il Centro Studi di Confindustria stima che il Pnrr abbia contribuito con +0,8 punti di Pil nel 2025 e +0,6 nel 2026. Con una crescita prevista tra 0,5 e 0,8% e produttività stagnante, l’Italia rischia di tornare su una traiettoria di bassa crescita. Per Livolsi, gli incentivi non sono accessori ma indispensabili: servono regole stabili, orizzonti pluriennali e strumenti fiscali duraturi per sostenere investimenti in digitale, automazione, efficienza energetica e capitale umano.

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