Lista civica per Meloni, Tatarella propone dialogo al centro

Lista civica per Meloni, Tatarella propone dialogo al centro

Moderati e società civile in coalizione per le elezioni 2027

📌 FLASH NEWS – Fabrizio Tatarella propone una formazione civica per allargare il centrodestra nel 2027. L’ipotesi punta su moderati e società civile vicini a Giorgia Meloni. Ferraro indica nucleare, politica estera e tutela della proprietà.

di Marcello Migliosi


Una formazione civica nazionale per ampliare il centrodestra in vista delle elezioni politiche del 2027, coinvolgendo moderati e personalità esterne ai partiti. È la prospettiva delineata da Fabrizio Tatarella, vicepresidente della Fondazione Tatarella, nell’intervista concessa a Christian Gaole per Il Riformista. L’obiettivo indicato è raccogliere il consenso di chi apprezza la proposta di governo di Giorgia Meloni senza provenire dalla tradizione politica della destra.

La formula organizzativa resta aperta. Fabrizio Tatarella considera possibile una lista civica, ma contempla anche una formazione di accompagnamento interna alla coalizione. Le sue dichiarazioni descrivono dunque un’ipotesi politica, senza presentarla come una decisione già assunta dalla presidente del Consiglio.

Il progetto di Pinuccio Tatarella

Il riferimento è alla strategia “Oltre il Polo” elaborata da Pinuccio Tatarella: estendere l’alleanza ai moderati collocati nel centrosinistra, individuando battaglie e valori condivisi. Secondo il vicepresidente della Fondazione, quella proposta nasceva dalla lettura dell’Italia come un Paese prevalentemente moderato, cattolico e conservatore.

Fabrizio Tatarella interpreta il percorso di Giorgia Meloni come uno sviluppo di quella visione. Richiama il ritorno della destra alla guida del Paese e la sua collocazione europea e atlantista. L’apertura verso nuovi elettori dovrebbe quindi accompagnare il mantenimento dell’identità politica di Fratelli d’Italia.

Tra gli interlocutori possibili cita gli elettori di Carlo Calenda, quelli di Maurizio Martina e l’area riformista del Partito Democratico. Il ragionamento riguarda il dialogo con questi bacini di consenso, senza indicare adesioni o accordi.

Personalità esterne ai partiti

Per l’eventuale formazione, Fabrizio Tatarella guarda a giornalisti, imprenditori, intellettuali ed esponenti dell’associazionismo. Il criterio proposto è individuare figure con riconoscibilità professionale e capacità di suscitare partecipazione, soprattutto tra i giovani.

Nell’intervista ricorda che Pinuccio Tatarella aveva immaginato Bruno Vespa come possibile portavoce del progetto. Per la fase attuale suggerisce un profilo capace di svolgere una funzione analoga: un direttore di giornale, un rappresentante sindacale o una personalità dell’associazionismo. Non viene però indicato un candidato alla guida.

Anche il rapporto con Forza Italia viene inserito in una prospettiva più ampia. La proposta dovrebbe raggiungere ambienti ancora esterni alle organizzazioni politiche, valorizzando persone che possano sostenere Giorgia Meloni indipendentemente dall’appartenenza ai partiti della coalizione.

I temi indicati da Pasquale Ferraro

Nell’analisi firmata da Pasquale Ferraro, su Il Riformista,  l’idea di una lista civica nazionale viene collegata a un’agenda concentrata sul nucleare, sulla politica estera e sulla tutela della proprietà rispetto all’ipotesi di una patrimoniale. Questi temi, nella sua lettura, potrebbero favorire l’incontro con nuove componenti dell’elettorato.

Ferraro considera l’allargamento al centro una possibile prosecuzione della trasformazione conservatrice della destra. Ricostruisce questo percorso attraverso la svolta di Fiuggi, la nascita di Alleanza Nazionale e il successivo progetto politico di Fratelli d’Italia.

Il confronto con Roberto Vannacci

L’analisi di Ferraro affronta inoltre l’ipotesi di un’intesa con Roberto Vannacci e Futuro Nazionale. L’autore esprime riserve sulla compatibilità delle posizioni internazionali del movimento con l’orientamento della coalizione di governo e sul rischio di alterarne il percorso politico.

Fabrizio Tatarella affida invece a Giorgia Meloni la capacità di contenere la concorrenza alla sua destra. Nella prospettiva illustrata al Riformista, la crescita della coalizione passa soprattutto dall’apertura ai moderati e alla società civile, con l’obiettivo di ottenere la conferma del governo nelle prossime elezioni.

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