Meloni interviene al Consiglio europeo
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha tracciato una linea netta sulla crisi iraniana e sulle sue ricadute internazionali, intervenendo al termine del Consiglio europeo con una serie di precisazioni che mirano a sgombrare il campo da interpretazioni distorte. La premier ha respinto con decisione l’idea che l’Italia o l’Unione europea stiano valutando un intervento armato per superare il blocco nello stretto di Hormuz, sottolineando che l’obiettivo resta esclusivamente quello di garantire, in un contesto post-bellico e con il consenso delle parti coinvolte, la libertà di navigazione, considerata un pilastro strategico per gli equilibri globali.
Nessuna missione militare nello stretto di Hormuz
Meloni ha chiarito che le ricostruzioni circolate nelle ultime ore non rispecchiano la posizione italiana. Ha spiegato che l’ipotesi di un’azione militare non è mai stata presa in considerazione e che l’attenzione è rivolta a un futuro scenario di stabilizzazione, nel quale l’Europa potrebbe contribuire alla sicurezza marittima attraverso strumenti diplomatici e cooperativi. Secondo la premier, l’Unione europea non è parte diretta del conflitto e sta lavorando per favorire una de-escalation, anche attraverso il dialogo con le Nazioni Unite. Il confronto con il segretario generale António Guterres, avvenuto durante il pranzo di lavoro, è stato definito “centrale” per coordinare gli sforzi internazionali.
Sicurezza energetica e moratoria sugli attacchi alle infrastrutture
Un altro punto cruciale affrontato dalla presidente del Consiglio riguarda la sicurezza energetica, messa a rischio dagli attacchi alle infrastrutture negli ultimi giorni. L’Italia ha chiesto e ottenuto l’inserimento nelle conclusioni del Consiglio di un riferimento esplicito alla necessità di una moratoria su queste azioni, considerate una minaccia diretta alla stabilità europea. Meloni ha ricordato che la vulnerabilità delle reti energetiche rappresenta un fattore di rischio immediato, capace di incidere sui prezzi, sulle forniture e sulla tenuta dei mercati. Per questo motivo, Roma ha insistito affinché l’Unione europea si muova in modo compatto, adottando misure preventive e rafforzando i meccanismi di protezione.
L’impatto della crisi iraniana sui flussi migratori
La premier ha poi richiamato l’attenzione su un possibile effetto collaterale della crisi: l’aumento dei flussi migratori verso l’Europa. Il tema è stato affrontato nel tavolo dei Paesi like-minded, che ha sostenuto una proposta italo-danese per inserire nelle conclusioni del Consiglio un passaggio dedicato alla prevenzione di una nuova emergenza migratoria. Meloni ha sottolineato che l’Europa deve imparare dagli errori del 2015 e rafforzare la difesa dei confini esterni, adottando un approccio preventivo e non emergenziale. L’Italia, ha ricordato, ha contribuito in modo determinante alla definizione di questa linea.
Ucraina, prestito da 90 miliardi e il nodo ungherese
Sul fronte ucraino, Meloni ha ribadito il sostegno “a 360 gradi” a Kiev, precisando che alcune interpretazioni circolate sulla sua posizione nei confronti del veto ungherese sono “ricostruzioni bizzarre”. La premier ha spiegato che la soluzione al blocco imposto da Viktor Orban è possibile, purché entrambe le parti mostrino flessibilità. Ha indicato come elemento chiave la riapertura del gasdotto Druzhba, che potrebbe sbloccare automaticamente il pacchetto finanziario da 90 miliardi destinato all’Ucraina. Secondo Meloni, la trattativa richiederà tempo e attenzione ai dettagli, ma esistono margini concreti per un accordo.
Decreto bollette: fiducia nel via libera della Commissione
Passando ai dossier economici, la presidente del Consiglio si è detta fiduciosa sul via libera della Commissione europea al decreto bollette, sottolineando che il confronto tecnico è già avviato e che l’Italia ha ottenuto nelle conclusioni del Consiglio un passaggio fondamentale: la possibilità per gli Stati membri di adottare misure urgenti per mitigare l’impatto delle componenti che influenzano il prezzo dell’elettricità, incluso l’Ets. Questo risultato, ha spiegato Meloni, consente al governo di procedere con maggiore sicurezza nella definizione delle misure nazionali.
Carburanti, accise mobili e critiche dell’opposizione
Sul decreto carburanti, la premier ha respinto le accuse delle opposizioni, definendo “poco chiare” le loro posizioni. Ha ricordato che il provvedimento è stato concepito per un periodo limitato, non per ragioni elettorali, ma per l’incertezza legata all’andamento del prezzo del petrolio. Meloni ha evidenziato che il meccanismo delle accise mobili, inserito nel decreto, era stato richiesto proprio dalle opposizioni, e che il governo ha agito per frenare l’impennata dei prezzi e contrastare eventuali fenomeni speculativi.
La discussione sul sistema europeo di scambio delle emissioni (Ets) è stata definita “molto utile” dalla premier, che ha sottolineato come il confronto abbia permesso agli Stati membri di comprendere meglio le rispettive posizioni. Meloni ha spiegato che, oltre alle misure urgenti, sarà necessario un intervento strutturale per riequilibrare gli impatti dell’Ets tra i diversi Paesi. L’obiettivo è arrivare al Consiglio europeo di giugno con proposte concrete, capaci di garantire maggiore stabilità ai mercati energetici.
Il caso Delmastro e le accuse di contiguità
La presidente del Consiglio ha affrontato anche il caso del sottosegretario Andrea Delmastro, respingendo come “fake news” l’idea che fosse informata da un mese della vicenda. Ha spiegato di aver appreso tutto dalla stampa e ha invitato a riflettere sul modo in cui alcune notizie vengono diffuse. Meloni ha ricostruito la vicenda, ricordando che a Delmastro viene contestato l’acquisto di quote in un ristorante insieme a soci incensurati e la successiva vendita delle stesse quando ha scoperto che il padre di uno dei soci aveva problemi giudiziari. Ha riconosciuto che il sottosegretario avrebbe potuto essere più prudente, ma ha respinto con forza qualsiasi ipotesi di contiguità con ambienti criminali, ricordando che Delmastro vive sotto scorta per il suo impegno contro la criminalità organizzata. La premier ha confermato che il sottosegretario resterà al suo posto.
In conclusione, Meloni ha definito “soddisfacente” l’esito del Consiglio europeo, sottolineando che l’Italia ha ottenuto risultati considerati irrinunciabili, soprattutto sul fronte energetico. La premier ha ribadito che la fase attuale richiede lucidità, cooperazione e capacità di anticipare gli scenari, perché le crisi in corso – dall’Iran all’Ucraina – hanno effetti diretti sulla sicurezza, sull’economia e sulla stabilità dell’Unione europea.

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