Incendi, uomo causa del 98% dei roghi: allarme dei Forestali Italia

Incendi, uomo causa del 98% dei roghi: allarme dei Forestali Italia

Carabinieri: 3.800 ettari in fumo e rischio ancora in aumento!!

🔥 Nei primi sei mesi del 2026 i Carabinieri Forestali hanno registrato oltre mille incendi boschivi nelle regioni a statuto ordinario. Bruciati più di 3.800 ettari. Per l’Arma il 98% dei roghi è riconducibile all’uomo. Calabria, Toscana e Puglia tra le aree più colpite, con il fenomeno in espansione anche al Nord. Le indagini puntano a individuare i responsabili fin dai primi istanti dell’incendio. Chi avvista le fiamme deve allertare subito il 112 o il 115.


Oltre mille incendi nei primi sei mesi dell’anno

Sono oltre mille gli incendi boschivi censiti nei primi sei mesi del 2026 nelle regioni italiane a statuto ordinario. I dati elaborati dai Carabinieri Forestali fotografano un fenomeno che continua a rappresentare una delle principali emergenze ambientali del periodo estivo. Secondo il bilancio disponibile, gli eventi registrati sono stati 1.034, con una superficie boscata andata distrutta pari a 3.625 ettari, ai quali si aggiungono 209 ettari di aree non boscate interessate dalle fiamme.

La media è di 3,51 ettari bruciati per ogni incendio, un valore che conferma l’impatto significativo dei roghi sul patrimonio naturale nazionale. Il fenomeno ha iniziato ad accentuarsi soprattutto dalla fine della primavera, quando il caldo intenso ha favorito la propagazione degli incendi.

Il confronto con il 2025

Il raffronto con lo stesso periodo dello scorso anno evidenzia numeri differenti ma richiede cautela nell’interpretazione. Nel primo semestre del 2025 erano stati registrati 1.182 incendi, con una superficie boscata percorsa dal fuoco di 8.124 ettari.

Il tenente colonnello Angelo Roseti, comandante del Nucleo Informativo Antincendio Boschivo del Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari dell’Arma dei Carabinieri, spiega che il dato relativo al 2026 non può ancora essere considerato definitivo. I fascicoli relativi agli incendi possono infatti essere completati e pubblicati entro 45 giorni dall’evento, circostanza che potrebbe determinare un aggiornamento dei numeri nelle prossime settimane.

Secondo il responsabile del Niab, la situazione reale appare quindi sostanzialmente in linea con quella registrata nello stesso periodo dell’anno precedente.

Calabria, Toscana e Puglia guidano la classifica

La distribuzione territoriale dei roghi evidenzia alcune aree particolarmente esposte. In base ai dati raccolti dai Carabinieri Forestali, la Calabria risulta la regione con il maggior numero di incendi, pari a 150 episodi.

Segue la Toscana con 140 incendi, mentre al terzo posto si colloca la Puglia con 129 eventi. Nelle settimane più recenti il fenomeno ha però interessato anche il Nord Italia, coinvolgendo territori come Piemonte e Lombardia, dove gli incendi boschivi in passato risultavano meno frequenti.

Il 98% dei roghi è provocato dall’uomo

L’origine degli incendi resta prevalentemente riconducibile ai comportamenti umani. Secondo i dati illustrati dall’Arma, circa il 98% degli incendi deriva da azioni dolose oppure colpose, mentre solo una minima percentuale, compresa tra il 2 e il 3%, è attribuibile a cause naturali, come i fulmini.

Quando scoppia un incendio, il lavoro dei Carabinieri Forestali si concentra immediatamente sull’individuazione del punto in cui il rogo ha avuto origine. Si tratta dell’area ritenuta fondamentale per ricostruire quanto accaduto e identificare eventuali responsabilità.

Le tecniche investigative dei Forestali

Per risalire agli autori degli incendi vengono impiegati strumenti investigativi differenti e complementari. Gli specialisti partono dalla raccolta di testimonianze e utilizzano anche il Metodo delle Evidenze Geometriche (MEG), sviluppato dall’ex Corpo Forestale dello Stato insieme all’Università Federico II di Napoli.

A questo si affianca il Metodo delle Evidenze Fisiche, realizzato in collaborazione con l’Università della Basilicata, che consente di interpretare le tracce lasciate dal passaggio del fuoco su vegetazione, cenere, rocce e altri elementi presenti nell’area interessata.

L’incrocio delle diverse metodologie permette di restringere il punto di origine dell’incendio a un’area di circa dieci metri quadrati, dove vengono effettuati rilievi tecnici alla ricerca di impronte, tracce biologiche e altri elementi utili alle indagini.

Le aree sorvegliate speciali

Per contrastare il ripetersi degli incendi nelle stesse zone sono stati individuati sette Hot Spot sul territorio nazionale. Due si trovano in Calabria, nelle aree di Aieta e Orsomarso. Due sono localizzati in Campania, a Sarno e nel Parco del Cilento.

Completano l’elenco il Gargano, nel territorio pugliese, e due aree del litorale laziale, comprese tra Itri e Fondi e nel territorio di Ostia.

In questi luoghi operano personale specializzato e militari provenienti anche da altre regioni italiane, supportati dall’impiego di droni e da attività di osservazione sul campo finalizzate a comprendere le cause della frequenza dei roghi.

Le regole per prevenire gli incendi

La prevenzione resta uno degli strumenti più efficaci per limitare il rischio di incendi boschivi. I Carabinieri Forestali ricordano che è fondamentale evitare l’accensione di fuochi all’interno o nelle immediate vicinanze delle aree boschive e non gettare mozziconi di sigaretta dai veicoli in movimento.

Particolare attenzione viene inoltre richiamata sull’utilizzo di fuochi d’artificio e lanterne volanti, che possono trasformarsi in potenziali inneschi anche a notevole distanza dal punto di lancio.

Tra i comportamenti utili rientrano anche la pulizia dei terreni e lo sfalcio della vegetazione lungo i bordi stradali e nelle proprietà private, attività che contribuiscono a ridurre il materiale facilmente infiammabile.

Cosa fare se si avvistano le fiamme

La tempestività della segnalazione può risultare determinante per limitare i danni. I Carabinieri Forestali invitano i cittadini che notano un incendio a contattare immediatamente il 112 oppure il 115, indicando con la maggiore precisione possibile il luogo interessato, il tipo di vegetazione che sta bruciando, l’eventuale presenza di abitazioni vicine, l’estensione del fronte di fiamma e ogni altra situazione di potenziale pericolo.

L’obiettivo è consentire ai soccorritori di intervenire rapidamente e con il maggior numero possibile di informazioni utili per contenere la propagazione dell’incendio e tutelare persone, ambiente e patrimonio boschivo.

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