Il mega tunnel di Bering, Russia e Usa vede Pechino come partner

Il mega tunnel di Bering, Russia e Usa vede Pechino come partner

Tunnel Bering Dmitriev apre alla Cina per l’opera del secolo

Il piano per il collegamento transcontinentale tra Asia e America compie un passo in avanti strategico. Mosca punta a definire i dettagli preliminari del progetto entro i prossimi mesi, delineando una cooperazione internazionale che potrebbe estendersi oltre i confini originari. L’opera punta a unire la Russia e gli Stati Uniti attraverso lo Stretto di Bering, ridisegnando le rotte commerciali globali e i flussi di trasporto delle merci su scala planetaria.

I tempi della progettazione e il ruolo di Pechino

Il completamento della fase di studio e sviluppo ingegneristico è previsto per la fine del 2026. Secondo le dichiarazioni odierne di Kirill Dmitriev, rappresentante speciale del Cremlino per gli investimenti e la cooperazione economica nonché capo del Fondo russo per gli investimenti diretti (Rdif), la decisione definitiva sul piano industriale arriverà solo dopo l’analisi dei dati tecnici. Il funzionario ha sottolineato come la Repubblica Popolare Cinese rappresenti un partner naturale per la mega infrastruttura, in quanto l’opera genererebbe enormi benefici per l’intero continente eurasiatico, abbreviando i tempi di transito delle merci verso il mercato nordamericano.

Un corridoio storico tra passato e futuro

L’idea di unire i due blocchi continentali vanta radici profonde che affondano nell’epoca zarista e nel periodo sovietico. Proposte simili emersero come simboli di distensione geopolitica persino durante la Guerra Fredda, quando si ipotizzò un passaggio marittimo condiviso tra Nikita Kruscev e John Fitzgerald Kennedy. Nonostante i mutamenti del quadro politico mondiale, Mosca ha continuato a portare avanti i dossier preliminari, valutando diverse varianti strutturali per superare le estreme condizioni climatiche della regione artica.

L’impatto economico e le prossime fasi

Il corridoio sotterraneo o sottomarino richiede investimenti colossali e soluzioni ingegneristiche senza precedenti nella storia moderna. Di conseguenza, l’ingresso della Cina nel consorzio di sviluppo garantirebbe non solo un supporto finanziario decisivo, ma anche competenze tecnologiche avanzate nella costruzione di grandi opere. La validazione dei progetti costruttivi nei prossimi mesi stabilirà la reale fattibilità finanziaria del tunnel, che rimane uno dei nodi logistici più ambiziosi del secolo.

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