Groenlandia maxi crollo di ghiaccio dal ghiacciaio Petermann

Groenlandia maxi crollo di ghiaccio dal ghiacciaio Petermann

Imponente frattura nel Nord Ovest studiata dai team a Ottawa

📌 FLASH NEWS – Un imponente blocco di ghiaccio ampio 76 chilometri quadrati si è staccato dal ghiacciaio Petermann in Groenlandia. Il fenomeno, rilevato dai satelliti Sentinel-1, costituisce un evento record per l’intera regione artica

Un imponente evento glaciale si è consumato nelle regioni polari settentrionali, confermando le rapide trasformazioni che interessano le masse di ghiaccio galleggianti. Nello specifico, la porzione frontale del ghiacciaio Petermann, situato nel Nord-Ovest della Groenlandia, ha subito una separazione strutturale di vaste proporzioni. Il distacco ha portato alla formazione di un’isola di ghiaccio autonoma ed estesa per ben 76 chilometri quadrati, caratterizzata da uno spessore che in alcuni punti raggiunge i 150 metri. L’evento rappresenta la maggiore perdita di massa glaciale registrata per questo specifico sito dal 2012 e si attesta come il più rilevante cedimento documentato nell’intero Artico dal 2020.

La spaccatura, culminata a inizio agosto, è stata tracciata dettagliatamente dagli strumenti radar della missione europea Copernicus Sentinel-1, promossa dall’Agenzia Spaziale Europea. Le rilevazioni ad alta risoluzione, effettuate attraverso l’impiego dei satelliti Sentinel-1C e Sentinel-1D, hanno evidenziato un deterioramento rapido e progressivo lungo l’intera lingua di ghiaccio. Gli studi interferometrici hanno infatti permesso di seguire l’evoluzione delle lesioni superficiali iniziata diversi mesi prima, la cui propagazione è stata notevolmente accelerata dal movimento continuo delle maree oceaniche.

Il fenomeno è stato osservato e analizzato in tempo reale grazie al lavoro coordinato di un team scientifico internazionale. La squadra di ricerca comprende esperti appartenenti alle Università di Ottawa, Stirling, Lancaster e Leeds, affiancati dagli specialisti del Canadian Ice Service. L’operazione di monitoraggio rientra ufficialmente all’interno delle attività del progetto ARCTEX, programma scientifico finanziato dall’Agenzia Spaziale Europea. Come spiegato da Adam Garbo, ricercatore dell’Università di Ottawa, la frattura era ampiamente attesa dagli studiosi, ma la sua concreta manifestazione testimonia la velocità con cui questi imponenti sistemi glaciali possono mutare equilibrio.

La formazione di iceberg tabulari con dimensioni paragonabili all’isola di Manhattan costituisce un avvenimento frequente nei mari dell’Antartide, ma si configura come un fenomeno estremamente raro nelle dinamiche polari della Groenlandia e dell’Artico. Gli esperti sottolineano che lo stato di instabilità del ghiacciaio Petermann rimane elevato. L’eventuale allargamento di altre crepe già identificate lungo la superficie potrebbe provocare a breve la separazione di ulteriori due imponenti masse di ghiaccio, la cui estensione è stimata rispettivamente in 97 e 87 chilometri quadrati.

Oltre a fornire elementi fondamentali per valutare l’impatto sullo scioglimento dei ghiacci e sulle correnti marine, la deriva di questa enorme massa rappresenta una potenziale minaccia per la navigazione e per le infrastrutture navali nell’area. Per questa ragione, l’ente governativo meteorologico canadese Environment and Climate Change Canada ha avviato il monitoraggio costante della traiettoria del blocco glaciale. Simili strutture di ghiaccio possono infatti galleggiare nell’oceano per diversi anni, disperdendosi in frammenti minori che risultano particolarmente complessi da individuare tramite i radar di bordo delle imbarcazioni.

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