Grazia Nicole Minetti, Cipriani chiede 250 mln di dollari al Fatto e Report

Grazia Nicole Minetti, Cipriani chiede 250 mln di dollari al Fatto e Report

La vertenza giudiziaria oltreoceano

La nota società di ristorazione guidata da Giuseppe Cipriani ha deciso di intraprendere una complessa azione legale di natura civile negli Stati Uniti. I legali del gruppo hanno depositato un atto di citazione formale davanti al tribunale federale della città di New York. L’iniziativa giudiziaria si rivolge direttamente contro due importanti realtà editoriali italiane, nello specifico un quotidiano nazionale e l’emittente televisiva pubblica. Al centro della disputa si collocano i resoconti giornalistici relativi alle vicende della grazia concessa all’ex consigliera regionale Nicole Minetti. Secondo la tesi sostenuta dai promotori della causa, i media coinvolti si sarebbero categoricamente rifiutati di correggere le ricostruzioni pubblicate, continuando invece a diffondere una narrazione ritenuta del tutto distorta. Questo comportamento avrebbe generato un impatto economico e reputazionale fortemente negativo sulle attività commerciali globali del marchio.

I dettagli della richiesta risarcitoria

L’atto di citazione individua espressamente la testata giornalistica Il Fatto Quotidiano e la trasmissione d’inchiesta Report, in onda sulle reti Rai. Secondo il documento depositato negli Stati Uniti, i servizi giornalistici avrebbero divulgato accuse infondate, sensazionalistiche e gravemente lesive dell’onore aziendale. La narrazione mediatica avrebbe ingiustamente accostato il nome di Cipriani e dei suoi collaboratori a condotte illecite. Inoltre, le pubblicazioni avrebbero ipotizzato collegamenti del tutto privi di fondamento con la nota e controversa figura di Jeffrey Epstein. Di conseguenza, la holding richiede una quantificazione dei danni materiali e di immagine che verrà definita in modo dettagliato durante il percorso processuale. Tuttavia, la proprietà ha già stabilito una soglia minima di ristoro finanziario al di sotto della quale non intende scendere, fissando l’asticella a non meno di 250 milioni di dollari complessivi.

Le contestazioni sulle ricostruzioni in Uruguay

Il nucleo delle contestazioni legali si focalizza su una serie di resoconti ritenuti del tutto inventati dalla difesa di Cipriani. Tra i punti maggiormente contestati spicca la notizia di un presunto colloquio segreto avvenuto nel territorio dell’Uruguay, precisamente nella località di Punta del Este. Le cronache parlavano di un incontro tra il guardasigilli italiano Carlo Nordio, l’imprenditore Giuseppe Cipriani e la compagna Nicole Minetti, finalizzato a perorare la causa del provvedimento di clemenza. I querelanti smentiscono radicalmente tale scenario. Viene definita falsa anche la ricostruzione di feste private all’interno della medesima tenuta sudamericana, gravata da pesanti e offensive analogie con le vicende giudiziarie statunitensi legate a Ghislaine Maxwell. I legali sottolineano come queste cronache avessero l’unico scopo di gonfiare lo scandalo mediatico a discapito della verità storica.

Il provvedimento presidenziale e i riscontri investigativi

La documentazione presentata alla corte di New York si sviluppa lungo trentaquattro pagine ricche di dettagli e smentite. All’interno dell’atto viene ricordato che lo stesso presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, aveva inizialmente richiesto una serie di accertamenti istruttori suppletivi sulla vicenda. Successivamente, le autorità del Quirinale hanno confermato in via definitiva il decreto di grazia per Nicole Minetti il 4 giugno, dopo un primo orientamento positivo già manifestato nel mese di febbraio. La tesi difensiva della società si poggia anche sulle risultanze delle indagini condotte dalle forze dell’ordine italiane. Le evidenze investigative contrasterebbero in modo netto con le ricostruzioni giornalistiche della stampa. A supporto di ciò, i legali hanno allegato dichiarazioni scritte e giurate rilasciate dal personale in servizio presso la proprietà uruguaiana Gin Tonic. Vengono infine bollate come del tutto irreali le insinuazioni circa la misteriosa sparizione della madre biologica di un minore adottato e il presunto decesso di un avvocato della controparte, elementi definiti come il frutto di un macroscopico scambio di persona.

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