Governo accelera sulla manovra e chiede fiducia alla Camera

Governo accelera sulla manovra e chiede fiducia alla Camera
Nella foto Ministro Giorgetti

Ultime ore decisive tra pensioni, affitti brevi e coperture

Il governo ha impresso un’accelerazione decisiva alla legge di Bilancio, scegliendo di porre la fiducia alla Camera sull’articolo principale del provvedimento. La decisione, annunciata dal ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani, segna l’avvio della fase conclusiva di un percorso parlamentare che nelle ultime settimane ha mostrato tensioni, rallentamenti e un confronto serrato tra maggioranza e opposizioni. La chiama per il voto di fiducia è fissata per la serata, mentre la votazione finale è attesa entro domani, con un calendario serrato che prevede dichiarazioni di voto in diretta televisiva e una seduta notturna dedicata agli ordini del giorno.

La commissione Bilancio ha chiuso i lavori dopo un fine settimana di esame continuo, confermando il testo senza accogliere modifiche sostanziali proposte dalle opposizioni. Gli emendamenti presentati in Aula – circa 790 – sono stati filtrati attraverso la consueta verifica di ammissibilità, che ha portato all’esclusione di oltre 150 proposte per ragioni tecniche legate alla copertura finanziaria o alla pertinenza delle materie trattate. Il provvedimento è così approdato in Aula con una discussione generale che ha visto una ventina di interventi, segnale di un confronto politico ancora acceso nonostante i tempi stretti.

Il cuore della manovra resta il pacchetto previdenziale, che ha generato un intenso dibattito pubblico. La revisione delle uscite anticipate, con lo stop a Opzione donna e Quota 103, rappresenta una delle svolte più significative. Il governo punta a un sistema più sostenibile nel medio periodo, introducendo un graduale riallineamento dei requisiti legati all’aspettativa di vita. Dal 2027 l’età per la pensione di vecchiaia salirà a 67 anni e un mese, per poi raggiungere 67 anni e tre mesi l’anno successivo. Per il pensionamento anticipato, invece, si passerà a 42 anni e 11 mesi di contributi nel 2027, con un ulteriore incremento nel 2028.

Resta in vigore l’Ape sociale, seppur con risorse ridotte, mentre per i nuovi assunti viene introdotto il meccanismo del silenzio-assenso per la destinazione del Tfr alla previdenza complementare. Una misura che il governo considera strategica per rafforzare i fondi integrativi e alleggerire nel tempo la pressione sul sistema pubblico.

Altro capitolo delicato è quello degli affitti brevi, oggetto di un compromesso dopo settimane di confronto. Dal 2026 la cedolare secca resterà al 21% per il primo immobile, mentre salirà al 26% per il secondo; dal terzo in poi scatterà l’obbligo di partita Iva. Una scelta che punta a regolamentare un settore in forte crescita, spesso accusato di alterare il mercato abitativo nelle grandi città.

Il valore complessivo della manovra, inizialmente fissato a 18,7 miliardi, è salito a 22 miliardi grazie a una serie di coperture interne che hanno permesso di mantenere invariati i saldi di finanza pubblica. Una scelta che il governo rivendica come segnale di affidabilità verso i mercati e le istituzioni europee, in un contesto economico ancora segnato da incertezze e pressioni inflazionistiche.

Le prossime ore saranno decisive per chiudere un percorso che ha messo alla prova equilibri politici e capacità di mediazione. Con la fiducia ormai sul tavolo, la maggioranza punta a blindare il testo e a portare a termine l’iter entro i tempi previsti, mentre le opposizioni denunciano una compressione del dibattito parlamentare e l’assenza di interventi ritenuti prioritari per famiglie e imprese.

(Rep/Adnkronos)

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