Il vertice mondiale apre tra diplomazia e tensioni a Evian
Il vertice del G7 si è aperto il 15 giugno a Évian-les-Bains, in Francia, con lavori in calendario fino al 17 giugno. L’appuntamento è l’occasione per affrontare le grandi sfide geopolitiche, economiche e tecnologiche del momento. Sullo sfondo di un mondo attraversato da crisi profonde, i leader delle maggiori economie industriali si ritrovano in una delle località più suggestive dell’Alta Savoia, sul lago di Ginevra.
Al tavolo siedono il padrone di casa Emmanuel Macron, il tedesco Friedrich Merz, il britannico Keir Starmer, il canadese Mark Carney, la giapponese Sanae Takaichi e la presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni, al suo quarto G7. Ma è Donald Trump il protagonista più atteso, al centro di ogni dossier aperto sul tavolo diplomatico.
Il faccia a faccia Trump-Macron
Il primo bilaterale della giornata ha messo di fronte il presidente americano e quello francese. Trump ha aperto l’incontro definendo Macron “un amico speciale”, sottolineando il rapporto solido costruito nel tempo e i numerosi dossier affrontati insieme. Un avvio cordiale che ha anticipato un confronto denso e concreto. Euronews
Sul nodo centrale del momento, l’accordo con Teheran, Trump ha ribadito con forza che il punto fondamentale è impedire all’Iran di dotarsi di armi nucleari, sottolineando che Teheran ha accettato pienamente questa condizione, inclusi ampi poteri di verifica e controllo internazionale.
Al termine del bilaterale, Trump ha assicurato che lo Stretto di Hormuz sarà completamente riaperto venerdì. Una prospettiva che apre scenari nuovi per i mercati energetici globali, considerato che il corridoio marittimo garantiva in passato il transito di circa un quinto delle forniture petrolifere mondiali.
La Francia pronta a dispiegare le sue forze
Nel corso del colloquio, Washington ha chiesto a Parigi la disponibilità a inviare unità navali nei pressi dello Stretto. La risposta di Macron è stata immediata e positiva. Il capo dell’Eliseo ha precisato che la Francia è in grado di schierare caccia per missioni di ricognizione già il giorno seguente, fregate entro 48 ore e, in una fase successiva, anche la portaerei. Un impegno militare netto, che testimonia la volontà di Parigi di svolgere un ruolo attivo nella stabilizzazione della regione.
L’accordo raggiunto tra Washington e Teheran non prevede alcun allentamento delle sanzioni attualmente in vigore. Sul Libano, invece, Trump ha ribadito la volontà degli Stati Uniti di contribuire alla fine di un conflitto che, a suo dire, sembra non avere termine. Euronews
L’intesa con l’Iran, svolta a sorpresa
Nelle ore precedenti al summit, Trump aveva annunciato che i due Paesi avevano raggiunto un accordo per porre fine a un conflitto ormai giunto alla quindicesima settimana, con effetti significativi sulle economie globali a causa dell’aumento dei prezzi di petrolio e gas.
Trump ha rivendicato l’intesa come un risultato storico, definendola un “grande accordo” capace di portare pace e sicurezza all’intera regione, su cui tutti i suoi predecessori avevano fallito. Nel frattempo, ha anche minacciato di riprendere le operazioni militari qualora i negoziati definitivi sul nucleare, attesi per venerdì in Svizzera, non dovessero concludersi positivamente.
Germania, Francia, Regno Unito e Italia hanno accolto favorevolmente il memorandum d’intesa, definendo l’accordo un chiaro segnale di progresso diplomatico. Macron ha sottolineato che il ripristino della libera navigazione è condizione indispensabile per la stabilità regionale e per l’economia mondiale, aggiungendo che l’intesa apre anche la strada a negoziati più ampi, capaci di affrontare sia il programma nucleare che le politiche destabilizzanti di Teheran nella regione.
Lo sguardo verso l’Ucraina
Con il capitolo iraniano avviato verso una soluzione, Trump ha già indicato la direzione del prossimo impegno diplomatico. Il presidente ha dichiarato di aver avuto conversazioni positive sia con Zelensky sia con Putin, vedendo la possibilità di fare progressi anche sul fronte del conflitto ucraino, e che, conclusa la questione iraniana, l’attenzione si sposterà su quel dossier.
Trump ha anche richiamato i numeri drammatici del conflitto: ogni mese, ha affermato, perdono la vita circa 25.000 persone, per lo più militari, una situazione che non può continuare. La presenza di Zelensky al vertice servirà a valutare concretamente se esistano le condizioni per negoziati fruttuosi con Mosca, mentre l’invasione entra nel suo quinto anno.
A Bruxelles si discute intanto dell’eventualità di nominare un inviato europeo per rappresentare il continente in eventuali colloqui di pace, ipotesi finora respinta dall’alta rappresentante per la politica estera Kaja Kallas, secondo cui l’Europa deve prima di tutto garantire all’Ucraina la migliore posizione possibile al tavolo dei negoziati.
Intelligenza artificiale e dossier Cina
L’agenda del vertice, definita “ambiziosa” dallo stesso Macron, guarda anche agli squilibri mondiali e ai rischi legati all’intelligenza artificiale. I vertici di alcune delle principali aziende tecnologiche sono stati invitati a un pranzo di lavoro dedicato all’impiego sicuro e responsabile dell’IA. Tra i partecipanti figurano Sam Altman di OpenAI, Dario Amodei di Anthropic e Arthur Mensch di Mistral, insieme ad altri rappresentanti del settore.
Sullo sfondo rimane anche il nodo cinese. Al tavolo del G7 si affronterà anche la questione di come dialogare con Pechino, affrontando al contempo i problemi di sovraccapacità produttiva e di pratiche commerciali sleali. L’esperienza del Giappone nel gestire le pressioni economiche cinesi è considerata un punto di riferimento prezioso per gli altri partner. Il leader cinese Xi Jinping è atteso al prossimo G20, dove la questione sarà nuovamente al centro del confronto multilaterale.

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