Forza e deterrenza guidano la linea italiana sulla pace

Forza e deterrenza guidano la linea italiana sulla pace

Meloni ribadisce ruolo missioni e pressioni su Mosca e Gaza

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha riaffermato la centralità della forza militare credibile come strumento per preservare la pace, rivolgendosi ai contingenti italiani impegnati all’estero durante il collegamento dal Comando operativo di vertice interforze. Il messaggio, pronunciato in occasione degli auguri di fine anno, ha insistito sul valore della deterrenza come elemento che, nella visione del Governo, permette di evitare conflitti e garantire equilibrio internazionale.

Meloni ha richiamato il principio antico secondo cui la pace non è un bene garantito, ma un risultato che richiede preparazione, responsabilità e capacità di difesa. Ha ricordato come la storia e l’esperienza dei militari italiani mostrino che la conoscenza diretta dei teatri di crisi consente di comprendere meglio di altri quanto fragile sia la stabilità internazionale. Da qui il rifiuto di contrapporre pacifismo e Forze Armate, un dualismo che la premier considera fuorviante rispetto alla complessità del contesto globale.

Nel suo intervento, Meloni ha sottolineato che la deterrenza non è un concetto aggressivo, ma un meccanismo che si fonda sulla credibilità degli eserciti e sulla capacità di dissuadere potenziali minacce. Ha attribuito ai militari italiani il merito di costruire, attraverso sacrificio e competenza, quelle “basi solide” che permettono alla diplomazia di operare. Coraggio, professionalità e umanità sono stati indicati come tratti distintivi del contributo italiano nelle missioni internazionali.

La premier ha ricordato che l’Italia è tra i principali contributori europei alle missioni Onu, Ue e Nato, un impegno che – ha spiegato – non si misura solo nei numeri, ma nella reputazione costruita sul campo. Secondo Meloni, la capacità italiana di unire fermezza e sensibilità umana rappresenta un elemento riconosciuto e richiesto nei contesti più delicati.

Nel passaggio più personale del discorso, Meloni ha rivolto un ringraziamento diretto ai militari lontani dalle famiglie durante le festività, invitando gli italiani a riconoscere il valore del loro servizio. Ha definito il loro impegno un pilastro dell’autorevolezza nazionale, sottolineando come la credibilità internazionale dell’Italia dipenda anche dal lavoro svolto “nell’ombra” da migliaia di uomini e donne dispiegati nei diversi scenari globali.

Intervenendo poi alla Camera in vista del Consiglio europeo del 18 e 19 dicembre, Meloni ha ribadito che l’Italia non intende ridurre il sostegno all’Ucraina nella fase attuale del conflitto. Ha insistito sulla necessità di mantenere la pressione sulla Russia, ritenendo che le difficoltà incontrate da Mosca possano aprire spiragli per un negoziato. Sul tema delle garanzie di sicurezza, ha elencato i tre punti in discussione: il rafforzamento dell’esercito ucraino, la possibile creazione di una forza multinazionale su base volontaria – escludendo la partecipazione di soldati italiani – e un sistema di garanzie internazionali ispirato al modello dell’articolo 5 del Patto Atlantico.

Meloni ha affrontato anche il dossier sugli asset russi congelati, spiegando che l’Italia sostiene la pressione economica su Mosca, ma senza derogare ai principi di legalità e stabilità finanziaria. Ha poi aggiornato il Parlamento sulla situazione in Medio Oriente, definendo “fragile” la tregua a Gaza e ribadendo l’impegno italiano nel favorire un percorso di stabilizzazione duratura.

Nel quadro più ampio delle politiche europee, la premier ha richiamato l’attenzione sulla necessità di rafforzare la governance economica dell’Unione, sostenere la competitività industriale e consolidare la sicurezza energetica, temi che saranno al centro del confronto tra i leader europei.

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