Banda acrobatica individuata dopo una lunga serie di colpi
La Polizia di Stato di Verona, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica presso il Tribunale scaligero, ha sottoposto a fermo di indiziato di delitto quattro cittadini albanesi, tra i 25 e i 28 anni, ritenuti responsabili di una serie di furti in abitazione messi a segno in diversi quartieri del capoluogo e della provincia tra novembre e dicembre 2025. L’indagine nasce dal sensibile aumento dei colpi in casa registrato nelle ultime settimane, che aveva inciso in modo significativo sulla percezione di sicurezza dei residenti.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori della Sezione Reati contro il Patrimonio della Squadra Mobile scaligera, il gruppo avrebbe agito come una vera e propria banda organizzata, specializzata nei furti in appartamento con modalità seriali e ripetitive. Gli agenti hanno osservato e studiato a lungo la dinamica dei colpi, individuando un comune modus operandi e predisponendo mirati servizi di osservazione e controllo del territorio nei quartieri maggiormente colpiti.
La banda, particolarmente mobile, si muoveva in città nelle fasce pomeridiane e serali, scegliendo condomìni e abitazioni in zone residenziali, spesso con balconi facilmente raggiungibili dai cortili interni. Una volta selezionato l’obiettivo, due componenti rimanevano a bordo dell’autovettura, con il compito di sorvegliare l’area, monitorare eventuali passaggi di vicini o forze dell’ordine e garantire una via di fuga rapida.
Gli altri due complici, armati di strumenti da effrazione – tra cui cacciaviti, leve e un flessibile custodito in un capiente borsone – si avvicinavano allo stabile e non esitavano ad arrampicarsi fino ai balconi dei piani superiori al primo. Restavano in contatto costante con i complici in auto tramite radio ricetrasmittenti, coordinando ingressi e uscite in modo da ridurre al minimo il rischio di imbattersi nei proprietari di casa o in pattuglie di passaggio.
Una volta raggiunto il balcone, forzavano la portafinestra con utensili tradizionali o, se necessario, con il flessibile, capace di tagliare grate e serrature blindate. All’interno dell’abitazione l’azione era rapida e sistematica: in 5–15 minuti l’intero appartamento veniva messo a soqquadro alla ricerca di monili, orologi, oggetti di pregio e denaro contante, senza tralasciare mobili, armadi e ripostigli. Nei casi in cui fosse presente una cassaforte, i ladri la forzavano direttamente in casa o la asportavano per aprirla in un secondo momento, sempre con l’ausilio del flessibile.
https://youtu.be/auayQk3kOMY (video dell’operazione)
Il 19 dicembre l’attività investigativa ha avuto una svolta decisiva: dopo due nuovi furti in abitazione, messi a segno in via Oliosi e in via Cristoforo Colombo a Verona, in uno dei quali è stata asportata una cassaforte contenente monili in oro e denaro contante, la banda è stata intercettata mentre rientrava verso Garda, comune del Veronese dove aveva fissato una dimora temporanea. La pattuglia della Squadra Mobile, che da giorni seguiva gli spostamenti dell’autovettura sospetta, è intervenuta bloccando il veicolo e identificando per la prima volta in modo completo i quattro occupanti.
All’interno dell’auto sono stati rinvenuti e sequestrati il presunto provento dei due colpi appena consumati – tra cui la cassaforte, numerosi monili e una consistente somma di denaro contante – oltre a una serie di arnesi da scasso, un flessibile con sei dischi di taglio e tre radio ricetrasmittenti utilizzate per coordinare le azioni. I quattro giovani, tutti con precedenti per reati contro il patrimonio e, per due di loro, specifici per furti in abitazione, sono stati quindi sottoposti a fermo di indiziato di delitto.
La successiva perquisizione nella dimora in uso al gruppo, situata in un’area limitrofa ai luoghi dei raid, ha permesso di individuare e sequestrare altri monili, denaro contante e oggetti di valore, ritenuti di verosimile provenienza furtiva. Gli inquirenti stanno ora lavorando per ricondurre ogni singolo bene a una specifica vittima, incrociando denunce, descrizioni e immagini, con l’obiettivo di restituire quanto sottratto ai legittimi proprietari.
https://youtu.be/z_KF2rmRKsc (intervista Dirigente della Polizia di Stato Domenico Balsamo)
Alla luce delle attuali risultanze investigative, non si esclude che la banda abbia messo a segno numerosi furti in diversi quartieri di Verona e nella cintura provinciale, approfittando di brevi assenze dei proprietari e del calare anticipato del buio nel periodo invernale. Ulteriori verifiche sono in corso per valutare eventuali collegamenti con episodi simili avvenuti in altre province venete, dato il carattere strutturato e professionale del gruppo.
Concluse le formalità di rito, i quattro fermati sono stati associati alla casa circondariale di Verona “Montorio”, in via San Michele 15, a disposizione dell’autorità giudiziaria procedente. Come ricordato dagli investigatori, la responsabilità penale degli indagati potrà essere accertata solo al termine del processo, con una sentenza definitiva passata in giudicato, nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza.

Commenta per primo