Femminicidio diventa legge, scontro sul consenso

Femminicidio diventa legge, scontro sul consenso

Camera approva all’unanimità, Senato rinvia tra polemiche

La Camera dei deputati ha approvato all’unanimità la legge che introduce il reato di femminicidio, sancendo pene più severe e misure cautelari rafforzate. La decisione è arrivata il 25 novembre, giornata simbolo dedicata alla lotta contro la violenza sulle donne, mentre in tutto il Paese si svolgevano manifestazioni e iniziative di sensibilizzazione. La norma prevede l’ergastolo per chi provochi la morte di una donna in contesti di discriminazione, controllo o dominio, riducendo la possibilità di attenuanti e rafforzando gli strumenti di prevenzione.

Il voto rappresenta – come scrive Patrick Colgan su La Nazione – un passaggio definito “storico”, ma la giornata politica è stata segnata anche da tensioni. Al Senato, infatti, è slittata la discussione sulla proposta di legge relativa agli stupri, che introduce il principio del consenso libero ed esplicito. Nonostante l’accordo bipartisan tra la premier Giorgia Meloni e la segretaria del Pd Elly Schlein, la maggioranza ha deciso di rinviare l’esame, aprendo un fronte di polemiche.

L’opposizione ha parlato di “voltafaccia” e di “sfiducia” verso la premier. Maria Elena Boschi ha ricordato come i gruppi di minoranza avessero ritirato gli emendamenti sul ddl femminicidio per garantire un voto unanime, mentre Debora Serracchiani ha denunciato la frenata sul ddl Consenso.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha sottolineato che la parità tra uomini e donne tarda ancora ad affermarsi e che la libertà femminile è una conquista collettiva da difendere ogni giorno. In Aula, il presidente del Senato Ignazio La Russa ha annunciato che ogni settimana verranno ricordate le vittime di femminicidio.

La presidente della Commissione Giustizia Giulia Bongiorno ha assicurato che non vi è intenzione di affossare la legge sul consenso, ma di migliorarla alla luce delle audizioni. Sulla stessa linea Mariastella Gelmini, che ha ribadito la necessità di approvare quanto prima una norma ritenuta indispensabile.

Nonostante le tensioni, la premier ha espresso soddisfazione per l’approvazione del ddl femminicidio, definendolo un segnale di coesione politica contro la barbarie della violenza sulle donne.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*