L’imprenditrice rischia il processo, venti giorni per la difesa
Le indagini sono concluse a Napoli
La Procura di Napoli ha formalmente chiuso le indagini preliminari nei confronti di Maria Rosaria Boccia. L’imprenditrice 42enne, originaria di Pompei, è diventata nota al grande pubblico dopo lo scandalo che ha portato alle dimissioni dell’ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano. Ora rischia il processo per due distinte ipotesi di falso legate alla sua tesi di laurea.
Secondo quanto ricostruito dai pubblici ministeri Ciro Capasso, Vincenzo Piscitelli e Claudio Orazio Onorati, con il supporto della Guardia di Finanza, l’elaborato presentato nel 2023 all’Università telematica Pegaso sarebbe stato ampiamente copiato. La tesi, intitolata ‘Sistema Sanitario Nazionale: luci e ombre di un’eccellenza italiana stretta dai vincoli della finanza pubblica’, riporterebbe una percentuale di plagio pari al 91%. Di questa quota, il 70% dei passaggi sarebbe riconducibile a un lavoro precedente, discusso nel 2018 da un’altra studentessa presso l’Università Luiss di Roma.
Le contestazioni e i tempi della difesa
L’avviso di conclusione delle indagini è stato notificato nei giorni scorsi. Da quel momento, Maria Rosaria Boccia dispone di venti giorni per presentare memorie difensive o chiedere un interrogatorio formale. In assenza di tali atti, il pm potrà richiedere il rinvio a giudizio. La prima ipotesi di reato riguarda la falsa attribuzione dell’elaborato accademico. La seconda, invece, investe la ‘Dichiarazione di originalità dell’elaborato’ inviata all’ateneo campano, un documento con cui la studentessa attesta la paternità e l’autenticità del proprio scritto.
La replica dell’imprenditrice
Attraverso i propri legali, gli avvocati Francesco Di Deco e Francesco Petruzzi, Boccia ha fatto sapere di non avere ancora ricevuto alcuna notifica ufficiale. “L’avviso di conclusione delle indagini – si legge nella nota – non equivale in alcun modo a un’affermazione di responsabilità, né anticipa le determinazioni future dell’autorità giudiziaria”. I difensori hanno inoltre espresso preoccupazione per la diffusione pubblica di informazioni relative al procedimento prima che gli atti vengano formalmente trasmessi all’indagata e ai suoi legali.
Il contesto del caso Sangiuliano
La vicenda giudiziaria si intreccia con quella politica che ha scosso il governo negli ultimi mesi. Maria Rosaria Boccia era stata al centro di un’inchiesta giornalistica riguardante presunte nomine e consulenze non formalizzate durante il mandato di Sangiuliano al ministero. L’ex ministro si è poi dimesso, negando qualsiasi irregolarità ma ammettendo una relazione privata con l’imprenditrice. Ora il fronte giudiziario si sposta sull’asse Napoli-Salerno, dove l’Università Pegaso dovrà chiarire le procedure di controllo interno sull’originalità delle tesi.
I prossimi passi processuali
Gli investigatori della Guardia di Finanza hanno depositato un corposo dossier tecnico, basato su software antiplagio e sul confronto diretto tra i due elaborati. Le percentuali di similarità sarebbero, secondo fonti inquirenti, talmente elevate da escludere un semplice prestito non dichiarato di fonti. La difesa potrà chiedere di accedere a tutti gli atti, contestare le perizie o concordare eventuali riti alternativi. In assenza di un’intesa, l’udienza preliminare sarà fissata entro i prossimi mesi.

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