Fakir, aperto fascicolo sugli scontri a Bologna: 12 indagati

Accuse di resistenza, travisamento e danni dopo i disordini.

🔴 Bologna, dodici indagati per i disordini del 20 luglio dopo la morte di Abderrahim Fakir. Contestati, a vario titolo, resistenza, travisamento e danneggiamento. Proseguono gli accertamenti sulla morte del 42enne Fakir.


La Procura di Bologna ha aperto mercoledì 29 luglio un fascicolo sui disordini avvenuti la sera del 20 luglio nel centro della città, durante la manifestazione organizzata il giorno successivo alla morte di Abderrahim Fakir. Sono dodici le persone indagate nell’ambito degli accertamenti avviati dall’autorità giudiziaria.

Le ipotesi di reato contestate, a vario titolo, sono resistenza a pubblico ufficiale, travisamento e danneggiamento. Tra le dodici persone coinvolte nell’inchiesta figura anche il giovane che era stato arrestato durante la notte dei disordini. Dopo la convalida dell’arresto, nei suoi confronti era stata applicata la misura del divieto di dimora.

L’apertura del fascicolo riguarda quanto accaduto nel corso di una serata caratterizzata da contatti tra manifestanti e forze dell’ordine, con momenti di forte tensione che hanno interessato il centro di Bologna.

Gli scontri durante la manifestazione del 20 luglio

La protesta si era svolta il 20 luglio, dopo la morte di Abderrahim Fakir, 42 anni, avvenuta il giorno precedente nel rione Pilastro dopo un fermo di polizia. Al termine del presidio, la situazione era progressivamente degenerata e manifestanti e forze dell’ordine schierate in tenuta antisommossa erano entrati in contatto.

Gli scontri erano proseguiti nel corso della serata. Durante i disordini erano stati registrati lanci di oggetti, barricate, utilizzo di idranti e lacrimogeni. La tensione aveva coinvolto diverse aree del centro cittadino e aveva richiesto un ampio dispiegamento delle forze dell’ordine.

I vigili del fuoco erano intervenuti all’angolo tra via Ugo Bassi e via Venezian, dove un’automobile era stata interessata da un incendio. Nel frattempo, camionette e agenti avevano presidiato piazza Roosevelt con l’obiettivo di impedire che la protesta raggiungesse altre zone del centro.

Nel corso degli scontri erano rimaste ferite diverse persone, sia tra gli appartenenti alle forze dell’ordine sia tra i manifestanti. Gli episodi avvenuti quella sera sono ora al centro del fascicolo aperto dalla Procura di Bologna.

Dodici persone coinvolte nell’inchiesta sui disordini

Gli accertamenti giudiziari puntano quindi a ricostruire le condotte avvenute durante la manifestazione e nelle fasi successive. Le dodici persone individuate risultano indagate, a vario titolo, per le ipotesi di resistenza a pubblico ufficiale, travisamento e danneggiamento.

Tra loro è compreso il giovane arrestato nella stessa notte del 20 luglio. La sua posizione era già stata esaminata in occasione della convalida dell’arresto, al termine della quale era stato disposto il divieto di dimora.

L’inchiesta sui disordini procede parallelamente agli accertamenti giudiziari relativi alla morte di Abderrahim Fakir, avvenuta il giorno precedente nel quartiere Pilastro. Si tratta di due distinti fronti investigativi collegati agli avvenimenti che hanno segnato quelle giornate a Bologna.

Gli accertamenti sulla morte di Abderrahim Fakir

Sul secondo fronte resta al centro dell’attenzione la ricostruzione di quanto accaduto al 42enne. Fakir era morto nel rione Pilastro dopo un fermo di polizia e sulla vicenda sono in corso gli approfondimenti della magistratura.

L’avvocato Fabio Anselmo, che rappresenta i familiari di Abderrahim Fakir, ha dichiarato all’Adnkronos di avere fiducia nei magistrati in relazione alla richiesta di affidare gli accertamenti a un corpo investigativo diverso dalla polizia.

La Procura, rispetto alla questione sollevata dal legale della famiglia, ha fatto sapere che la terzietà delle indagini viene garantita dai magistrati. Gli accertamenti proseguono quindi sotto la direzione dell’autorità giudiziaria, mentre vengono valutati gli elementi disponibili per ricostruire le circostanze della morte.

La richiesta della difesa dei due poliziotti

Nella giornata di mercoledì 29 luglio è intervenuto anche l’avvocato Gabriele Bordoni, difensore dei due poliziotti iscritti nel registro preliminare 45 bis. Il legale ha presentato alla Procura di Bologna un’istanza finalizzata a ottenere una ricostruzione cronologica dell’intero controllo di polizia durante il quale è morto Abderrahim Fakir.

La richiesta riguarda in particolare tutti i filmati disponibili. Secondo Bordoni, il materiale video attualmente esistente sarebbe composto da diversi segmenti. L’obiettivo indicato dalla difesa è quello di collocare temporalmente le singole registrazioni, così da ricostruire la sequenza degli avvenimenti dall’inizio alla fine.

Il legale ha inoltre chiesto che venga effettuato un intervento tecnico per migliorare la qualità delle immagini e dell’audio dei filmati disponibili. Per la difesa, l’esame complessivo del materiale consentirebbe di avere un quadro più completo di quanto avvenuto durante il controllo.

Bordoni ha sostenuto, parlando con l’Adnkronos, che la disponibilità di una maggiore quantità di materiale sarebbe utile alla ricostruzione dei fatti e ha affermato che i due agenti non avrebbero compiuto violenze.

Attesa la consulenza sul cellulare di Fakir

Un ulteriore passaggio dell’inchiesta è previsto per giovedì 30 luglio, quando dovrà essere affidato l’incarico relativo alla consulenza sul telefono cellulare di Abderrahim Fakir. Anche questo accertamento rientra nelle attività disposte per approfondire gli elementi disponibili sulla vicenda.

Nella stessa giornata la Procura di Bologna dovrà inoltre pronunciarsi sull’istanza presentata dall’avvocato Gabriele Bordoni per la ricostruzione cronologica dei filmati e per il miglioramento della loro qualità audio e video.

L’attività giudiziaria procede dunque su due piani. Da una parte vengono approfondite le responsabilità relative ai disordini del 20 luglio, con dodici persone indagate. Dall’altra continuano gli accertamenti sulla morte di Abderrahim Fakir e sulle circostanze del controllo di polizia che aveva preceduto il decesso del 42enne.

Le verifiche sui filmati e la consulenza sul cellulare rappresentano i prossimi passaggi indicati nell’inchiesta, mentre la Procura continua a esaminare il materiale raccolto per definire con precisione la sequenza degli avvenimenti.

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