Europa spinge e rafforza ruolo tra Usa, Cina e Russia

Europa spinge e rafforza ruolo tra Usa, Cina e Russia
credits: La Nazione

Massolo: servono coalizioni variabili per superare i veti

L’Europa non è relegata ai margini della scena internazionale, ma si trova in una fase cruciale in cui deve dimostrare la propria capacità di incidere. L’Ambasciatore Giampiero Massolo, già segretario generale della Farnesina e oggi presidente di Mundys, sottolinea come Bruxelles, pur stretta tra Washington e Mosca, abbia saputo assumere nuove responsabilità. Con il parziale disimpegno degli Stati Uniti, l’Unione è diventata il primo donatore dell’Ucraina, fornendo armi e partecipando attivamente al dibattito sulle garanzie di sicurezza. Questo ruolo ha evitato soluzioni imposte dall’esterno, confermando la funzione di equilibrio dell’Europa.

Massolo evidenzia che – come scrive Marta Ottaviani su La Nazione – la forza economica del continente – un mercato da 450 milioni di persone – rappresenta un antidoto al rischio di marginalizzazione. Tuttavia, l’Europa deve evitare di sostituire una dipendenza con un’altra, passando dall’energia russa alle tecnologie cinesi. Serve pragmatismo: cooperazioni selettive, reciprocità e ricerca di alternative concrete.

Sul fronte istituzionale, la riforma dei trattati appare impraticabile per la necessità di unanimità. La via percorribile resta quella delle coalizioni a geometria variabile, coinvolgendo anche Paesi esterni come Regno Unito e Norvegia, e in futuro Ucraina o partner asiatici. L’Italia, forte di un “dividendo di stabilità”, può giocare un ruolo di guida, conciliando fedeltà atlantica e autonomia strategica europea.

In tema di difesa, Massolo chiarisce che l’Europa non può fare a meno degli Stati Uniti, ma deve rafforzare il pilastro europeo della Nato, con coalizioni di Paesi maggiori capaci di agire insieme. Sul piano economico, la direzione è tracciata: completare il mercato unico, costruire un vero mercato dei capitali e sviluppare investimenti comuni. La pressione geopolitica, tra un’America meno presente e una Cina più assertiva, potrebbe costringere Bruxelles a un nuovo “colpo di reni”, come già accaduto in passato.

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